Possiamo ancora conquistare il futuro?
Quanto spesso abbiamo sentito pronunciare questa parola? Alla tv senz'altro ma anche dai genitori quando eravamo ragazzi svogliati e volevano spronarci alla conquista del nostro mondo.
Conquistare il futuro voleva dire migliorare, evolvere, crescere bene e creare una famiglia, contribuire al futuro del nostro popolo, in saggezza e bellezza.
Cosa è rimasto dei nostri sogni?
Si sono disfatti come carta pesta bagnata o qualcosa di loro è rimasto tra le tasche logore di un sistema che non riconosce i suoi cittadini se non come figli di un dio minore?
Il volontario ferito dal maremmano
Mentre aspettavo nella corsia d'ospedale d'essere ammessa a visitare Rolando(il volontario vittima dell'aggressione al rifugio), mi sono messa a pensare a tutto quello che era stato parte dei nostri sogni, la realtà di un mondo che partiva come un razzo per nuovi pianeti, che professava la Verità, che predicava le grandi opportunità del vivere moderno.
Dov'è andato tutto questo?
Vedo passare davanti a me gente in attesa all'ospedale, malati con le stampelle che si affollano alla reception..."Deve andare all'altro reparto", "Ma ho le stampelle.." replica l'anziano e quell'altro: "allora la prossima volta ci venga accompagnato, adesso vedo di trovarle una barella"..
Vedo che quell'anziano non voleva essere portato in barella, voleva solo ascolto e comprensione.
Ma spalanca gli occhi e poi li socchiude lentamente.
Diverremo anche noi così?
Accetteremo tutto, stanchi di troppe lotte?
I nostri figli sono stanchi della nostra storia di padri e madri oberati di lavoro, tra scadenze del mutuo ed escalation di vario genere?
L'ansia di aver sbagliato tutto
L'ansia del futuro li assale fin da bambini, quando si chiudono nelle loro camerette e poco più che adolescenti ne escono a malapena per mangiare e andare a scuola.Una scuola dove non si riconoscono, dove nessuno riesce ad accendere i loro sogni.
Internet diventa un'opportunità di scambio e di polemica, di partecipazione e di contatto.
Sempre più chiusi in un alveo oscuro, nascosti o resi presentabili all'occhio misogino delle web cam.
Le bimbe detestano gli attributi femminili, si calano sempre più in jeans anoressici, divorziando dal cibo e rivendicando la loro maturità emozionale attraverso questa protesta veemente.
Altri fagocitano schifezze e ingrassano a dismisura..cercando di ingoiare il dolore e la frustrazione di un'epoca senza ideali.
Madri e padri impegnati in chat fantasma, con altri fantasmi abulici a chiedersi cosa fare, se sferrare attacchi fratricidi o rimestare tutti nello stesso paiolo la vecchia polenta.
Ed io, che con il rifugio dei cani abbandonati credevo di aver conquistato una fetta di mondo felice, con il b&b in cui accogliere utenti e villeggianti alla ricerca di serenità...ho proprio sbagliato tutto?
Il rifugio dovrà chiudere
Vedo passare di fronte a me le infermiere, è il mio turno mi dicono, posso vedere il ragazzo aggredito dal cane del mio rifugio.
E' in una saletta illuminata dalle luci al neon(mi hanno sempre dato fastidio, sembra di essere nell'anticamera della morgue), mi tende il braccio infasciato e scoppia a piangere.
Lo ascolto singhiozzare.
Non voleva denunciare il rifugio, è accaduto d'ufficio, per via delle lesioni. Balbetta appena...
Accenno di sì col capo, lentamente accolgo la sua mano nella mia.
E' una mano delicata, di ragazzo che ha appena lasciato i vent'anni e che ha dimenticato presto gli agi della sua condizione di studente, lavorando duramente in fabbrica, poi, da poco tempo, si era preso cura di Leone il maremmano mordace, aiutandomi con quest' ultimo accolto al rifugio.
Non dico nulla, lui continua, mi vuole raccontare di quel giorno, in cui lo trovai in un lago di sangue e gli avvolsi il braccio in un lenzuolo, correndo così al pronto soccorso.
"Cos'e' accaduto?"gridavo, superando l'abbaiare concitato dei cani intorno a noi.
"Non lo so, non lo so..mi ha aggredito all'improvviso.." ma quasi urlava di dolore, il viso contratto...
guardavo poi Leone, il maremmano killer, tranquillo nel suo recinto..."forse è pazzo?" mi son detta.."che abbia la sindrome di Jekyll e Hide?"
Tutte le mie certezze e conoscenze sugli animali cedevano di fronte all'evidenza del disastro, di cui ero responsabile per essermi fidata di un cane già ritenuto mordace.
Avevo fatto indagini, avevo sentito le opinioni degli educatori e ognuno aveva detto la sua e ne avevano dedotto: "cane adottabile in una situazione di controllo".
Ma il controllo era mancato: avevo sbagliato, troppo rincuorata dalla sua presenza tranquilla di cane mansueto, soddisfatta dal suo smettere il ringhio per il quale tanto era stato temuto in canile, dopo soli pochi giorni presso di me.
"Cosa succederà adesso?" mi chiede Rolando, intendendo al rifugio, dopo la denuncia..."Non dovrà chiudere, vero?"
La vita è una roulette e gli schemi dei nostri Angeli sono sconosciuti, poi qualche volta ci dimentichiamo che tutto ciò che accade ha un senso, anche se a noi non è chiaro.
Pregare perché sia Pace e Luce
Lotterò per i piccoli malati e per i vecchietti del rifugio.
Rolando mi ha raccontato di aver affrontato Leone che ringhiava, Rolando afferma di averlo provocato avanzando verso di lui con fare minaccioso perché la smettesse...al primo morso lo ha sgridato, intimando di no con forza, ma ha fatto l'errore di retrocedere..come racconta Lorenz, nel saggio sull'aggressività "retrocedere dopo un'avanzata, equivale a rendersi passibili di un attacco", e Leone era sopraggiunto, potente ed inaspettato e alla maniera dei lupi avevano lottato, l'uomo e l'animale, avvinti per un lungo momento in un abbraccio mortale e quando il primo mollava la presa, l'altro indomito lo addentava dove poteva, assestando colpi vibranti con le mascelle potenti...
Come si sia salvato è un miracolo ....davvero...le ferite guariranno ma... il rifugio chiuderà?
Leone tornerà all'oblio dei suoi giorni in canile?
Ebbene, tutto sarà lo stesso, l'indomani?
Sarà possibile ancora conquistare il futuro e i nostri Angeli saranno ancora accanto a noi?
Chi vuole può pregare con noi, stasera alle 22...
Perchè sia Pace e Luce
Un contatto quotidiano con il mondo degli Angeli. Se volete vedere pubblicati i vostri scritti o per contattare Mirina scrivete a: angelidimirina@gmail.com
venerdì 13 dicembre 2013
giovedì 5 dicembre 2013
In assenza di Mirina...nel suo giardino d'inverno....
In assenza di Mirina, come suo web master, condivido un suo scritto tratto dal sito omonimo di Insegnamento Olistico:
Benvenuti nel mio giardino d'inverno: il luogo ove potrete far rifiorire le vostre opportunità....
Chi è un'insegnante olistica, dirai tu e cosa può fare per me?
Oggigiorno siamo bombardati da terminologie fantaecologiche che ci prospettano universi di equilibrio a costi proibitivi: ecco, io non sono tutto questo.
Durante il percorso che ci accingeremo a compiere, vi accompagnerò nella lettura delle pagine del mio sito in punta di piedi.
E' così che in 20 anni ho potuto ottenere la simpatia e la fiducia di chi si è rivolto a me, potendo procedere serenamente laddove altri hanno fallito.
Ad altri operatori lascio le scintille fumose della fama, l'illusione provvisoria della gloria: ho sempre privilegiato l'onestà e come me credo molte altre persone di buon cuore impegnate nel lavoro di consulenti e coaches.
E questo perchè le nostre abilità, le conoscenze o l'esperienza abbisognano anche di emozione: la stessa che anima qualsiasi professione d'aiuto svolta secondo coscienza.
Perchè continuare a leggere?
Perchè troppo spesso ci siamo accontentati di aspettare il momento giusto per effettuare quella scelta o per affrontare quel problema, altrettante volte ci è sembrato di veder svanire quel particolare momento importante che avrebbe cambiato in meglio la nostra vita.
Attraversando le stagioni del tempo, ci si accorge che qualcosa è stato tralasciato e che altro (a volte molto altro) è entrato a far parte delle nostre esigenze, sebbene non rivesta per noi una grande importanza.
Eppure tutto quello che ci circonda sembra essere costruito appositamente per mantenere l'illusione di questa necessità.
Se sei a questo punto, ma anche se stai semplicemente affrontando una crisi d'amore o di lavoro, se qualcosa ti sembra non andare nel verso giusto, sei giunto traghettato da venti favorevoli.
Il mio compito è dimostrarti come intraprendere la strada a ritroso per ritrovare la consapevolezza di te stesso e riscoprirla attraverso le tue stesse capacità.
Il mio motto è "Per aspera ad astra", perché so per esperienza che una crisi di qualunque tipo possiede un grande potenziale catartico, in grado di rivoluzionare, di rendere di nuovo eccellente e gratificante il tuo percorso di vita, grazie all'energia che da essa scaturisce.
Troppo spesso lasciamo che quest'occasione ci sfugga e che la malinconia e la noia ci assalgano, come pure stati emotivi di sofferenza che alienano la nostra capacità di reagire impedendoci di vedere la situazione nel suo intiero.
Il mio ruolo sarà quello di un'amica, ma anche di un'insegnante, semplicemente perché conosco il cammino ed ho avuto la fortuna di poter assistere centinaia di persone nella loro scalata verso la felicità
Pace e Luce
venerdì 22 novembre 2013
Il tarlo della lettura e la penna degli Angeli
Dove arde un libro si brucia un uomo
Non ricordo quando presi in mano il primo romanzo, in realtà ero molto piccola, forse tra i sei e i sette anni, quando non potevo raggiungere i compagni di gioco o alla sera prima di coricarmi...mi addormentavo, estasiata dalle avventure dei miei pirati (che erano pirati "onesti" che combattevano per la giustizia) e delle instancabili eroine di May Alcott.
Neanche i film di Truffeau con le sue distruzioni libresche di piazza, tra roghi e fumi, avevano scalfito la fiducia nei miei maestri di vita: loro sì, in grado di impartire lezioni sagge e compagni di incredibili avventure; me ne stavo così ore ed ore, con un libro tra le mani, a sgranocchiare mele in soffitta, come la mia prima eroina, la Jo March di Piccole Donne.
Chi ammazza la lettura?
D'altronde ce n'erano stati tanti di roghi, pure al tempo dei nazisti della Bebelplatz e niente era mai cambiato!
Ma la crisi epocale era alle porte, come pure lo scarso impegno delle istituzioni e così, silenzioso e strisciante, rapido e instancabile, il tarlo della carta aveva invaso il nostro mondo distruggendo a ritmo serrato le collezioni più antiche, scavando enormi voragini, ricamando di fino tra racconti e novelle, opere d'arte e sillogi.
Nella grande biblioteca dei miei bisnonni, curiosi animaletti circolavano liberamente e qualcuno si era felicemente trasferito nella mia libreria, attraverso un viaggio tra le pagine di un libro regalato...
Dagli anni 70 non era dato sapere chi fossero stati i mandanti di questa complessa operazione vorace, ma solo chi ne fu complice, ammazzando la lettura sin dai banchi di scuola e dividendo romanzi e opere di narrativa nello stesso minestrone di brani scoordinati, scomponendo liriche, imponendo riassunti da mal di capo, che nulla avevano del calore narrativo dell'opera originaria.
Intanto i testi originali se la dormivano indisturbati, tra muffe e piccoli insetti divoratori, senza che niente facesse presagire l'ombra della catastrofe.
L'innocenza dell'anobium punctatum e l'asettico schermo del pc
Vennero i tempi del liceo e i romanzi erano sempre con me, nascosti in una borsa "di tolfa", sempre pronti a far capolino nell'attesa di un autobus o in metropolitana. Ricordo quanto fossi consapevole d'avere lo sguardo perso nel vuoto, quando distoglievo gli occhi guardandomi intorno e sorridevo al mondo, come fosse uscito allora dalla penna del mio autore preferito: un senso di orgoglio e di appartenenza, di comprensione e di riconoscimento, forse anche di esasperazione per quei temi cari alla giovinezza: gli Ideali, l'Amore, la Ribellione...
Anche allora l'anobium punctatum, il tarlo della carta, faceva capolino talvolta tra le pagine di uno di quei libri e qualche volta si perdeva per le strade della città alla ricerca di nuove pagine da divorare, sempre più difficili da trovare..
Oggi la lettura è resuscitata nei social network e abbandonato il veicolo cartaceo, si spinge a costruire comunity di lettori che si incontrano con l'umore giusto del momento, a scambiarsi volumi in un mondo irreale.
Il libro ritrovato e la penna degli Angeli
Se sia meglio o peggio non so..per coloro che avevano il piacere di sentire l'odore e la sofficità delle pagine che scorrono tra le dita, qualcosa è cambiato e il piacere della lettura è divenuto qualcosa di asettico, oramai lontano dalle pagine unte di marmellata della mia memoria di bimba.
Tanto che un vecchio libro di ricette ereditato dalla nonna è divenuto un libro magico, pieno di fantastiche "pozioni" stregate: i fogli unti e gli appunti segnati con l'agile e ordinata calligrafia della nonna...una tenerezza mi invade sfogliandolo ancor oggi...
Ma quel che conta è che a chi legge non sia più dato d'esser solo, anche se le mirabolanti tecnologie conquistano sempre di più le vite degli utenti, assorbite dai tempi "tecnici" di applicazione.
Mi chiedo se gli Angeli osservino i nostri cambiamenti con interesse o solo per vedere in quante attività disperdiamo le nostre vite..un tempo aprivo in un attimo le pagine di un libro e poi le richiudevo non appena volevo, un gesto semplice..il libro era fragile come una creatura... leggero come le ali di un angelo...
Anche oggi ,alla preghiera, avrò tra le mani l'antico messale di zia Maria, dalle cui pagine grige e sottili come carta velina, si esprimono mille lodi...
Preghiamo stasera perché questo mezzo tecnologico che ospita i nostri ricordi, possa essere portatore di Pace e Uguaglianza, Fratellanza e Umanità tra le genti, come fosse scritto dalla..penna di un Angelo...
..strappando disonestà e tristezza, profitto e violenza dai rami più alti...
....tanto bene possiamo fare con i nostri spiriti lieti...
Alle 22 in Pace e Luce
Non ricordo quando presi in mano il primo romanzo, in realtà ero molto piccola, forse tra i sei e i sette anni, quando non potevo raggiungere i compagni di gioco o alla sera prima di coricarmi...mi addormentavo, estasiata dalle avventure dei miei pirati (che erano pirati "onesti" che combattevano per la giustizia) e delle instancabili eroine di May Alcott.
Neanche i film di Truffeau con le sue distruzioni libresche di piazza, tra roghi e fumi, avevano scalfito la fiducia nei miei maestri di vita: loro sì, in grado di impartire lezioni sagge e compagni di incredibili avventure; me ne stavo così ore ed ore, con un libro tra le mani, a sgranocchiare mele in soffitta, come la mia prima eroina, la Jo March di Piccole Donne.
Chi ammazza la lettura?
D'altronde ce n'erano stati tanti di roghi, pure al tempo dei nazisti della Bebelplatz e niente era mai cambiato!
Ma la crisi epocale era alle porte, come pure lo scarso impegno delle istituzioni e così, silenzioso e strisciante, rapido e instancabile, il tarlo della carta aveva invaso il nostro mondo distruggendo a ritmo serrato le collezioni più antiche, scavando enormi voragini, ricamando di fino tra racconti e novelle, opere d'arte e sillogi.
Nella grande biblioteca dei miei bisnonni, curiosi animaletti circolavano liberamente e qualcuno si era felicemente trasferito nella mia libreria, attraverso un viaggio tra le pagine di un libro regalato...
Dagli anni 70 non era dato sapere chi fossero stati i mandanti di questa complessa operazione vorace, ma solo chi ne fu complice, ammazzando la lettura sin dai banchi di scuola e dividendo romanzi e opere di narrativa nello stesso minestrone di brani scoordinati, scomponendo liriche, imponendo riassunti da mal di capo, che nulla avevano del calore narrativo dell'opera originaria.
Intanto i testi originali se la dormivano indisturbati, tra muffe e piccoli insetti divoratori, senza che niente facesse presagire l'ombra della catastrofe.
L'innocenza dell'anobium punctatum e l'asettico schermo del pc
Vennero i tempi del liceo e i romanzi erano sempre con me, nascosti in una borsa "di tolfa", sempre pronti a far capolino nell'attesa di un autobus o in metropolitana. Ricordo quanto fossi consapevole d'avere lo sguardo perso nel vuoto, quando distoglievo gli occhi guardandomi intorno e sorridevo al mondo, come fosse uscito allora dalla penna del mio autore preferito: un senso di orgoglio e di appartenenza, di comprensione e di riconoscimento, forse anche di esasperazione per quei temi cari alla giovinezza: gli Ideali, l'Amore, la Ribellione...
Anche allora l'anobium punctatum, il tarlo della carta, faceva capolino talvolta tra le pagine di uno di quei libri e qualche volta si perdeva per le strade della città alla ricerca di nuove pagine da divorare, sempre più difficili da trovare..
Oggi la lettura è resuscitata nei social network e abbandonato il veicolo cartaceo, si spinge a costruire comunity di lettori che si incontrano con l'umore giusto del momento, a scambiarsi volumi in un mondo irreale.
Il libro ritrovato e la penna degli Angeli
Se sia meglio o peggio non so..per coloro che avevano il piacere di sentire l'odore e la sofficità delle pagine che scorrono tra le dita, qualcosa è cambiato e il piacere della lettura è divenuto qualcosa di asettico, oramai lontano dalle pagine unte di marmellata della mia memoria di bimba.
Tanto che un vecchio libro di ricette ereditato dalla nonna è divenuto un libro magico, pieno di fantastiche "pozioni" stregate: i fogli unti e gli appunti segnati con l'agile e ordinata calligrafia della nonna...una tenerezza mi invade sfogliandolo ancor oggi...
Ma quel che conta è che a chi legge non sia più dato d'esser solo, anche se le mirabolanti tecnologie conquistano sempre di più le vite degli utenti, assorbite dai tempi "tecnici" di applicazione.
Mi chiedo se gli Angeli osservino i nostri cambiamenti con interesse o solo per vedere in quante attività disperdiamo le nostre vite..un tempo aprivo in un attimo le pagine di un libro e poi le richiudevo non appena volevo, un gesto semplice..il libro era fragile come una creatura... leggero come le ali di un angelo...
Anche oggi ,alla preghiera, avrò tra le mani l'antico messale di zia Maria, dalle cui pagine grige e sottili come carta velina, si esprimono mille lodi...
Preghiamo stasera perché questo mezzo tecnologico che ospita i nostri ricordi, possa essere portatore di Pace e Uguaglianza, Fratellanza e Umanità tra le genti, come fosse scritto dalla..penna di un Angelo...
..strappando disonestà e tristezza, profitto e violenza dai rami più alti...
....tanto bene possiamo fare con i nostri spiriti lieti...
Alle 22 in Pace e Luce
venerdì 15 novembre 2013
Fratelli invisibili ai confini del mondo
Ricominciamo dalla preghiera
Quanti di noi, vedendo le terribili immagini dei nostri sventurati fratelli filippini, hanno partecipato emotivamente e spiritualmente al disastro che questi giorni ha sconvolto il lontano paese?
La nostra amica Selene ci scrive:
Nella nostra epoca, in cui il "tutto-è-connesso" poter apprendere, conoscere particolari, anche i più scabrosi e terribili che una certa televisione esaspera con abilità, non è difficile.
Più difficile è esserci, davvero.
Presenti con le vittime del disastro, ora: un ennesimo flagello, che devasta sopratutto i più deboli, gli emarginati, città intere spazzate via in un attimo.
Cosa fare subito
Non parlerò della natura oltraggiata, del cambiamento climatico e di quanto tutte le sciagure di cui siamo testimoni in questi ultimi anni ci indichino con chiarezza il disagio del pianeta...ma dirò piuttosto che "il pianeta siamo noi": noi viviamo momento per momento l'onda di paura e di sconcerto che stravolge la vita dei nostri fratelli filippini.
Poterci essere in presenza di spirito e solerzia è chiedersi cosa si può fare, subito ed una risposta è anche la preghiera.
Poi occorre rivolgersi alla propria parrocchia, ai centri di solidarietà cui si riserva maggior credito e informarsi per poter dare il proprio contributo, anche piccolissimo.
Questa è coscienza e presenza.
Gli invisibili siamo noi
Il resto sarà il solito baraccone televisivo, con quelli che inorridiranno al caldo delle loro casucce, altri che si rammaricheranno del perché non sia possibile fare niente "perchè ne hanno sin troppi loro di guai": ma qui non chiediamo la luna, non si tratta di imbarcarsi alla ricerca dei dispersi, ma rintracciare invece il proprio cuore, sotto una montagna di pattume, annichiliti da promesse di universi a basso costo, una cultura del benessere che benessere non è, ma che suona come dipendenza e invisibilità.
Ad oggi sono 4500 le vittime, spero che qualcuno pregherà davvero per loro...
Selene
Paura e rassegnazione negli occhi delle vittime
Grazie cara amica del blog per averci spedito il tuo scritto, che pubblico volentieri e mi unisco a te con affetto e riconoscenza per il tuo impegno civile e la tua onestà intellettuale.
Anche io ho guardato negli occhi della povera gente colpita dal disastro ed è vero: vi ho visto paura e rassegnazione, come per un'abitudine ereditata alla sofferenza.
La preghiera promuove impegno e unione di pensiero tra le genti
Quanto al dire che la preghiera sia solo un succedaneo del nostro impegno, non sono proprio d'accordo: la preghiera è il cardine dell'opportunità per agire con presenza di mente e cuore: un' ispirazione quanto mai opportuna ai nostri tempi, dove, come dici tu, si parla troppo senza fare molto.
Così coglieremo il tuo invito e pregheremo, con la mente e il cuore protesi ad ascoltare la voce dei nostri fratelli, per promuovere il nostro impegno reale e condividere ciò che possiamo, in amore e fratellanza.
Anche stasera pregheremo per i nostri fratelli delle Filippine, accoglieremo i nostri Angeli perché si prendano cura dei bimbi e dei sofferenti, perché ogni pena sia alleviata perché presto possano essere soccorsi e che quindi le loro città risorgano splendide e accoglienti, per divenire di nuovo il luogo felice per vivere cui ogni uomo ha diritto.
Alle 22, non dimenticate di unirvi a noi,
Pace e Luce
Quanti di noi, vedendo le terribili immagini dei nostri sventurati fratelli filippini, hanno partecipato emotivamente e spiritualmente al disastro che questi giorni ha sconvolto il lontano paese?
La nostra amica Selene ci scrive:
Nella nostra epoca, in cui il "tutto-è-connesso" poter apprendere, conoscere particolari, anche i più scabrosi e terribili che una certa televisione esaspera con abilità, non è difficile.
Più difficile è esserci, davvero.
Presenti con le vittime del disastro, ora: un ennesimo flagello, che devasta sopratutto i più deboli, gli emarginati, città intere spazzate via in un attimo.
Cosa fare subito
Non parlerò della natura oltraggiata, del cambiamento climatico e di quanto tutte le sciagure di cui siamo testimoni in questi ultimi anni ci indichino con chiarezza il disagio del pianeta...ma dirò piuttosto che "il pianeta siamo noi": noi viviamo momento per momento l'onda di paura e di sconcerto che stravolge la vita dei nostri fratelli filippini.
Poterci essere in presenza di spirito e solerzia è chiedersi cosa si può fare, subito ed una risposta è anche la preghiera.
Poi occorre rivolgersi alla propria parrocchia, ai centri di solidarietà cui si riserva maggior credito e informarsi per poter dare il proprio contributo, anche piccolissimo.
Questa è coscienza e presenza.
Gli invisibili siamo noi
Il resto sarà il solito baraccone televisivo, con quelli che inorridiranno al caldo delle loro casucce, altri che si rammaricheranno del perché non sia possibile fare niente "perchè ne hanno sin troppi loro di guai": ma qui non chiediamo la luna, non si tratta di imbarcarsi alla ricerca dei dispersi, ma rintracciare invece il proprio cuore, sotto una montagna di pattume, annichiliti da promesse di universi a basso costo, una cultura del benessere che benessere non è, ma che suona come dipendenza e invisibilità.
Ad oggi sono 4500 le vittime, spero che qualcuno pregherà davvero per loro...
Selene
Paura e rassegnazione negli occhi delle vittime
Grazie cara amica del blog per averci spedito il tuo scritto, che pubblico volentieri e mi unisco a te con affetto e riconoscenza per il tuo impegno civile e la tua onestà intellettuale.
Anche io ho guardato negli occhi della povera gente colpita dal disastro ed è vero: vi ho visto paura e rassegnazione, come per un'abitudine ereditata alla sofferenza.
La preghiera promuove impegno e unione di pensiero tra le genti
Quanto al dire che la preghiera sia solo un succedaneo del nostro impegno, non sono proprio d'accordo: la preghiera è il cardine dell'opportunità per agire con presenza di mente e cuore: un' ispirazione quanto mai opportuna ai nostri tempi, dove, come dici tu, si parla troppo senza fare molto.
Così coglieremo il tuo invito e pregheremo, con la mente e il cuore protesi ad ascoltare la voce dei nostri fratelli, per promuovere il nostro impegno reale e condividere ciò che possiamo, in amore e fratellanza.
Anche stasera pregheremo per i nostri fratelli delle Filippine, accoglieremo i nostri Angeli perché si prendano cura dei bimbi e dei sofferenti, perché ogni pena sia alleviata perché presto possano essere soccorsi e che quindi le loro città risorgano splendide e accoglienti, per divenire di nuovo il luogo felice per vivere cui ogni uomo ha diritto.
Alle 22, non dimenticate di unirvi a noi,
Pace e Luce
venerdì 8 novembre 2013
Doni silenziosi
Un dialogo senza parole
Cari fratelli e sorelle,
a voi tutti convenuti stasera sul blog degli Angeli è dedicato questo mio post: spero che ispirerà a tenerci per mano e lasciarci rasserenare dalla Luce degli Esseri invisibili.
Questa sera mi chiedevo cosa gli Angeli avessero in serbo per noi e per la prima volta mi è sembrato che tacessero....
"Non è da loro", mi sono detta...e così che pian piano nel mio cuore è apparso un sentore vago, silenzioso e possente che si è tradotto nelle parole:
"Non dipendere mai da nulla di quello che ti circonda..."
"Cosa vuol dire?", mi sono subito domandata, mi sono fatta coraggio ed ho chiesto:
"come posso non dipendere da voi, che avete l'accesso ai Regni Magnifici?"
e di lontano, quasi un chiarore impercettibile in un cielo plumbeo:..ecco che argentee parole inespresse con i suoni, ma pur reali e splendenti erano lì per me:
"Accedere al proprio potere invisibile, alla forza Divina è ottenuto dal controllo del proprio desiderio di parlare".
Mi chiesi quanto fossi stata dipendente da Loro, dal chiarore della loro veste di luce che illumina i nostri pensieri e li rende sereni e soffici come ali di velluto...non riuscivo a ricordare quando avessi dimenticato la Loro parola per immergermi nel mondo delle convenzioni...
Da cosa dipendiamo? Cosa ci ancora in basso, impedendoci di volare?
Forse il bisogno di essere compresi, amati, capiti?
Questo messaggio è più difficile di altri e spero di essere riuscita a chiarirlo a tutti voi...e da questo sono scaturite alcune riflessioni:
Il mondo è peno di nequizie o siamo noi a vederlo in questo modo?
Davvero dipendiamo da noi stessi e chiediamo in un eterno dialogo interiore, la comprensione del nostro fratello?
Ovunque guardiamo, lo facciamo partendo dal nostro ego, dal nostro senso di percezione individuale?
La gente parla continuamente a se stessa?
Ecco che sentivo di non cavarne nulla e così strinsi le spalle...:
"Cos'altro si può fare se non chiederVi di indirizzarci di momento, in momento? ", chiesi Loro...
E Loro hanno risposto qualcosa come:
"Lasciarsi vivere: ogni momento, come se fosse l'ultimo: il resto è solo rumore di fondo, dipendenza emotiva, parole prive di senso".
Allora ho chiesto perché parlare fosse così grave..e Loro hanno aggiunto che
il parlare disperde le energie del nostro spirito, che il parlare è spesso vano e non produce forza vitale.
Hanno detto che
per Loro ascoltarci parlare è come vedere una candela che si consuma...
Ecco che mi hanno illuminato su quello cui tante volte avevano solo accennato:
il doverci imporre un controllo al bisogno di parlare
Preziose "essenze" di vita
Loro si sono avvicinati a me ed al mio orecchio sono giunte delle preziose essenze di vita, che voglio condividere con voi, augurandomi che voi lo facciate con i vostri figli, con le persone care, con chi abbia voglia di ascoltare, se vi sembrerà giusto.
E dunque Loro mi hanno detto che dobbiamo essere liberi dalle definizioni, che durante il parlare con gli altri dobbiamo dimenticare chi siamo e cercare di ascoltare senza imporre la nostra visione, cercare di rimanere umili e semplici, senza sentenziare la nostra conoscenza o il nostro ardore.
Anche se dobbiamo difendere i nostri pensieri, dobbiamo farlo scegliendo le parole giuste, senza lasciarle travolgere dall'ego.
Quindi è bene che si parli brevemente.
Immaginate di essere un attore di teatro: un attore vuole la scena per se ad ogni costo, raramente accetta di interpretare una parte di secondo piano, ma è proprio questo che dobbiamo fare...pensate un po?!
Come un attore che volesse primeggiare senza aver fatto la gavetta...
Vi sembra strano?
Eppure tutto questo ci aprirà una strada di tale luce che nessuno potrà più rimanere nel buio;
ma, attenzione: il desiderio di vanto è in agguato e ci può far tornare nelle tenebre !
Dunque, poi è arrivato il momento del secondo consiglio dell'Angelo che è
non parlare di se stessi,
sopratutto non per abitudine, ma farlo sempre senza dettagli personali, sviluppando la segretezza e il mistero sulla propria vita: non essere più così accessibile agli altri.
E in tempi come quelli dei social network immaginate cosa voglia dire?
(Qui è stato difficile dapprima capirne il perché e sarei lieta che ciascuno di voi commentasse in proposito).
Gli Angeli sorridono invece quando ci interessiamo del nostro prossimo, appassionandoci alle sue vicende, con pazienza, ma senza permettere a nessuno di conoscere il nostro profondo intimo.
Questo processo di autocontrollo, insegnato dagli Spiriti di Luce, porta con se un addestramento ad amare superiore ad ogni altro.
In questo stato di silenzio impareremo a riconoscere le voci degli Angeli e ad affidarci a Loro: se faremo questo "fioretto", saremo anche in grado di allontanarci dagli spazi angusti del nostro ego e ci abbandoneremo nelle braccia dell'Assoluto, giungendo alla fine ad ottenere ogni potere, ogni gioia, ogni virtù.
Umilmente vi offro queste parole.
In Pace e Luce, nella preghiera del venerdì: questa sera, come ogni venerdì, alle 22!
Cari fratelli e sorelle,
a voi tutti convenuti stasera sul blog degli Angeli è dedicato questo mio post: spero che ispirerà a tenerci per mano e lasciarci rasserenare dalla Luce degli Esseri invisibili.
Questa sera mi chiedevo cosa gli Angeli avessero in serbo per noi e per la prima volta mi è sembrato che tacessero....
"Non è da loro", mi sono detta...e così che pian piano nel mio cuore è apparso un sentore vago, silenzioso e possente che si è tradotto nelle parole:
"Non dipendere mai da nulla di quello che ti circonda..."
"Cosa vuol dire?", mi sono subito domandata, mi sono fatta coraggio ed ho chiesto:
"come posso non dipendere da voi, che avete l'accesso ai Regni Magnifici?"
e di lontano, quasi un chiarore impercettibile in un cielo plumbeo:..ecco che argentee parole inespresse con i suoni, ma pur reali e splendenti erano lì per me:
"Accedere al proprio potere invisibile, alla forza Divina è ottenuto dal controllo del proprio desiderio di parlare".
Mi chiesi quanto fossi stata dipendente da Loro, dal chiarore della loro veste di luce che illumina i nostri pensieri e li rende sereni e soffici come ali di velluto...non riuscivo a ricordare quando avessi dimenticato la Loro parola per immergermi nel mondo delle convenzioni...
Da cosa dipendiamo? Cosa ci ancora in basso, impedendoci di volare?
Forse il bisogno di essere compresi, amati, capiti?
Questo messaggio è più difficile di altri e spero di essere riuscita a chiarirlo a tutti voi...e da questo sono scaturite alcune riflessioni:
Il mondo è peno di nequizie o siamo noi a vederlo in questo modo?
Davvero dipendiamo da noi stessi e chiediamo in un eterno dialogo interiore, la comprensione del nostro fratello?
Ovunque guardiamo, lo facciamo partendo dal nostro ego, dal nostro senso di percezione individuale?
La gente parla continuamente a se stessa?
Ecco che sentivo di non cavarne nulla e così strinsi le spalle...:
"Cos'altro si può fare se non chiederVi di indirizzarci di momento, in momento? ", chiesi Loro...
E Loro hanno risposto qualcosa come:
"Lasciarsi vivere: ogni momento, come se fosse l'ultimo: il resto è solo rumore di fondo, dipendenza emotiva, parole prive di senso".
Allora ho chiesto perché parlare fosse così grave..e Loro hanno aggiunto che
il parlare disperde le energie del nostro spirito, che il parlare è spesso vano e non produce forza vitale.
Hanno detto che
per Loro ascoltarci parlare è come vedere una candela che si consuma...
Ecco che mi hanno illuminato su quello cui tante volte avevano solo accennato:
il doverci imporre un controllo al bisogno di parlare
Preziose "essenze" di vita
Loro si sono avvicinati a me ed al mio orecchio sono giunte delle preziose essenze di vita, che voglio condividere con voi, augurandomi che voi lo facciate con i vostri figli, con le persone care, con chi abbia voglia di ascoltare, se vi sembrerà giusto.
E dunque Loro mi hanno detto che dobbiamo essere liberi dalle definizioni, che durante il parlare con gli altri dobbiamo dimenticare chi siamo e cercare di ascoltare senza imporre la nostra visione, cercare di rimanere umili e semplici, senza sentenziare la nostra conoscenza o il nostro ardore.
Anche se dobbiamo difendere i nostri pensieri, dobbiamo farlo scegliendo le parole giuste, senza lasciarle travolgere dall'ego.
Quindi è bene che si parli brevemente.
Immaginate di essere un attore di teatro: un attore vuole la scena per se ad ogni costo, raramente accetta di interpretare una parte di secondo piano, ma è proprio questo che dobbiamo fare...pensate un po?!
Come un attore che volesse primeggiare senza aver fatto la gavetta...
Vi sembra strano?
Eppure tutto questo ci aprirà una strada di tale luce che nessuno potrà più rimanere nel buio;
ma, attenzione: il desiderio di vanto è in agguato e ci può far tornare nelle tenebre !
Dunque, poi è arrivato il momento del secondo consiglio dell'Angelo che è
non parlare di se stessi,
sopratutto non per abitudine, ma farlo sempre senza dettagli personali, sviluppando la segretezza e il mistero sulla propria vita: non essere più così accessibile agli altri.
E in tempi come quelli dei social network immaginate cosa voglia dire?
(Qui è stato difficile dapprima capirne il perché e sarei lieta che ciascuno di voi commentasse in proposito).
Gli Angeli sorridono invece quando ci interessiamo del nostro prossimo, appassionandoci alle sue vicende, con pazienza, ma senza permettere a nessuno di conoscere il nostro profondo intimo.
Questo processo di autocontrollo, insegnato dagli Spiriti di Luce, porta con se un addestramento ad amare superiore ad ogni altro.
In questo stato di silenzio impareremo a riconoscere le voci degli Angeli e ad affidarci a Loro: se faremo questo "fioretto", saremo anche in grado di allontanarci dagli spazi angusti del nostro ego e ci abbandoneremo nelle braccia dell'Assoluto, giungendo alla fine ad ottenere ogni potere, ogni gioia, ogni virtù.
Umilmente vi offro queste parole.
In Pace e Luce, nella preghiera del venerdì: questa sera, come ogni venerdì, alle 22!
venerdì 1 novembre 2013
Il Mistero dei Santi
Esseri dotati di poteri magnetici?
L'intero nostro universo dalle galassie al sistema solare è controllato in qualche modo da un'attività magnetica, la stessa che scorre nei diversi elementi che lo costituiscono e che struttura e preserva la vita e tiene assieme le parti degli organismi: il sole è un enorme magnete naturale, la luna con le sue maree influenza la nostra vita, anche il corpo umano è un magnete e sappiamo che se ci apprestiamo a seguire le direzioni naturali di queste forze, agevoliamo le funzioni vitali, come quando dormiamo coricati in direzione nord per contrastare tensione e insonnia.
Ecco che riconosciamo che tutti i pianeti, l'universo intero partecipa alla costituzione del nostro organismo, che vibra all'unisono con forze troppo spesso dimenticate.
Il magnetismo e l'elettricità sono due forze interagenti, anche il corpo dell'uomo scarica a terra elettricità e si ricarica, bilanciando i fluidi vitali...i processi del nostro se interiore articolano la forza magnetica a differenti livelli di intensità e da tempi immemorabili alcuni personaggi hanno potuto accogliere una forza sconosciuta e pervadente, capace di provocare guarigioni e alleviare la sofferenza.
I taumaturghi sono dei Santi?
Se pensiamo a Gesù è facile parlare di miracoli e riconoscere con gioia la Sua presenza Divina, ma quando i racconti si imperniano su umili personaggi, pervasi all'improvviso di una grande forza e da uno sconvolgente potere, riconosciamo l'energia stupefacente che si diffonde talora in alcuni esseri.
Alcune persone possiedono una forza magnetica dinamica, che permette loro di praticare guarigioni e confortare, tutto questo può accompagnarsi alla santità, ma non sempre essere tutt'uno con essa.
La santità può essere perseguita da ciascuno di noi, senza che essa debba parteciparsi con fenomeni eccezionali: amare Dio e gli altri fratelli con sincerità quotidiana è il primo impegno al quale ispirarci ( lo stesso concilio vaticano secondo parla con chiarezza della chiamata universale alla santità).
La vera Santità
Questo stato d'animo ci permette di essere presenti con tutte le virtù cristiane, inducendoci ad essere laboriosi, rispettosi,caritatevoli e giusti: in pace con il mondo e con il proprio cuore.
I Santi, esseri meravigliosi in cui la potenza del Signore sfavillava ad alte frequenze, venivano spesso rapiti da estasi mistiche: erano momenti o lunghe ore al cospetto della Divinità, facoltà spesso connaturate con la loro essenza ma consolidate dalla pratica di una vita pia e di dedizione.
Dai tempi dei tempi si è cercato di comprendere questo fenomeno e di darvi una spiegazione scientifica: ma i loro poteri mentali e spirituali sfuggono alla nostra analisi e trascendono la possibilità di afferrarle.
Posso immaginare che il fervore della preghiera dischiuda molte porte e che disponga la persona volenterosa a ricevere dei segni, a suo modo.Quando però la propria vita sia dedicata al servizio degli umili, proponendosi la ricerca interiore, affiancata dalla volontà profonda e radicata di vivere nel Signore, si dischiudono gli orizzonti della Vera Santità.
Intensi diamanti di sofferenza e umiltà: oggi scopriremo molte anime di splendida luce
Ecco perché è importante ricordare in questo giorno gli esseri magnifici che ci hanno indicato la strada, i nostri Santi, coloro i quali, affidandosi ai nostri Angeli, hanno camminato sulla terra, anticipando le gioie del Signore e consentendo di avvicinarci al Mistero della Santità.
Senza dimenticare coloro che brillano accanto a noi: tutte le anime in cammino per la santità, intensi diamanti di sofferenza e umiltà che si stanno ergendo ad indicarci il cammino.
In Pace e Luce
L'intero nostro universo dalle galassie al sistema solare è controllato in qualche modo da un'attività magnetica, la stessa che scorre nei diversi elementi che lo costituiscono e che struttura e preserva la vita e tiene assieme le parti degli organismi: il sole è un enorme magnete naturale, la luna con le sue maree influenza la nostra vita, anche il corpo umano è un magnete e sappiamo che se ci apprestiamo a seguire le direzioni naturali di queste forze, agevoliamo le funzioni vitali, come quando dormiamo coricati in direzione nord per contrastare tensione e insonnia.
Ecco che riconosciamo che tutti i pianeti, l'universo intero partecipa alla costituzione del nostro organismo, che vibra all'unisono con forze troppo spesso dimenticate.
Il magnetismo e l'elettricità sono due forze interagenti, anche il corpo dell'uomo scarica a terra elettricità e si ricarica, bilanciando i fluidi vitali...i processi del nostro se interiore articolano la forza magnetica a differenti livelli di intensità e da tempi immemorabili alcuni personaggi hanno potuto accogliere una forza sconosciuta e pervadente, capace di provocare guarigioni e alleviare la sofferenza.
I taumaturghi sono dei Santi?
Se pensiamo a Gesù è facile parlare di miracoli e riconoscere con gioia la Sua presenza Divina, ma quando i racconti si imperniano su umili personaggi, pervasi all'improvviso di una grande forza e da uno sconvolgente potere, riconosciamo l'energia stupefacente che si diffonde talora in alcuni esseri.
Alcune persone possiedono una forza magnetica dinamica, che permette loro di praticare guarigioni e confortare, tutto questo può accompagnarsi alla santità, ma non sempre essere tutt'uno con essa.
La santità può essere perseguita da ciascuno di noi, senza che essa debba parteciparsi con fenomeni eccezionali: amare Dio e gli altri fratelli con sincerità quotidiana è il primo impegno al quale ispirarci ( lo stesso concilio vaticano secondo parla con chiarezza della chiamata universale alla santità).
La vera Santità
Questo stato d'animo ci permette di essere presenti con tutte le virtù cristiane, inducendoci ad essere laboriosi, rispettosi,caritatevoli e giusti: in pace con il mondo e con il proprio cuore.
I Santi, esseri meravigliosi in cui la potenza del Signore sfavillava ad alte frequenze, venivano spesso rapiti da estasi mistiche: erano momenti o lunghe ore al cospetto della Divinità, facoltà spesso connaturate con la loro essenza ma consolidate dalla pratica di una vita pia e di dedizione.
Dai tempi dei tempi si è cercato di comprendere questo fenomeno e di darvi una spiegazione scientifica: ma i loro poteri mentali e spirituali sfuggono alla nostra analisi e trascendono la possibilità di afferrarle.
Posso immaginare che il fervore della preghiera dischiuda molte porte e che disponga la persona volenterosa a ricevere dei segni, a suo modo.Quando però la propria vita sia dedicata al servizio degli umili, proponendosi la ricerca interiore, affiancata dalla volontà profonda e radicata di vivere nel Signore, si dischiudono gli orizzonti della Vera Santità.
Intensi diamanti di sofferenza e umiltà: oggi scopriremo molte anime di splendida luce
Ecco perché è importante ricordare in questo giorno gli esseri magnifici che ci hanno indicato la strada, i nostri Santi, coloro i quali, affidandosi ai nostri Angeli, hanno camminato sulla terra, anticipando le gioie del Signore e consentendo di avvicinarci al Mistero della Santità.
Senza dimenticare coloro che brillano accanto a noi: tutte le anime in cammino per la santità, intensi diamanti di sofferenza e umiltà che si stanno ergendo ad indicarci il cammino.
In Pace e Luce
Un abbraccio vale più di mille parole
Una via per amare
Buongiorno di Ognissanti fratelli e sorelle, benvenuti al venerdì di preghiera.
Stasera alle 22 ci riuniremo per pregare assieme, ognuno dalla propria casa, ognuno vicino e presente alle necessità degli altri fratelli.
Cercheremo anche questa sera di ritrovare lo spirito profondo che rende possibile il miracolo della resurrezione dalla carne...accade continuamente..ogni volta che un'anima in preda all'angoscia risale verso la luce.
Non si tratta di un percorso logico, la dinamica delle speciose congetture non offre lidi sicuri a quella persona che voglia abbandonare la forma per la sostanza.
Andare al di là di tutto ci obbliga a rinunciare alle ovvietà del quotidiano, onorando i nostri doveri, mentre il nostro cuore si rivolge al Signore.
Liberarci dai vincoli dell'ego
Quando accettiamo che il Divino scenda in noi, dobbiamo liberarci dai vincoli dell'ego, che ci ancora come una pietra alla terra, che alimenta i rancori e le offese patite, addolorando sempre di più la nostra anima.
C'e' chi ha una certa destrezza nell'offendere e a sua volta provocare l'ira del fratello, chi lo fa per inconsapevolezza, chi si ritrova suo malgrado a patirla, come Nostro Signore sulla Croce.
Nostro Signore non aveva altra colpa se non quella di non aver scelto di regnare in terra: Lui che avrebbe potuto avere ogni bene terreno, aveva scelto una vita di semplicità e dedizione ai bisognosi.
Se fosse stato alla testa degli eserciti, se avesse accettato le ricchezze di chi lo voleva nei reami terreni, forse molti del suo tempo non avrebbero fatto fatica a seguirlo...
A chi cerca ancora prove dell'esistenza di Dio
E le cose oggi non sono cambiate: anche oggi molti esigono prove.
Coloro che vogliono dimostrazioni della benevolenza di Dio, le cercano là fuori, dove non possono essere trovate.
Pochi capiscono che devono cercarle nel proprio cuore.
Quello cui assistiamo su questa terra spesso ci toglie ogni speranza e ci confonde, non riusciamo a distogliere lo sguardo da tanto dolore e guardiamo nostro fratello dicendo : "Perché hai fatto questo a me?"
Anche coloro più inclini ad essere soccorrevoli ed attenti, cadono nella spirale del dubbio, quando le loro braccia tese ricevono un diniego o quando vengono oltraggiati e offesi senza ragione alcuna.
E quindi molti di voi si lasciano trasportare dalla rabbia e permettono che il rancore si dissemini, coltivando un groviglio di rovi nel proprio cuore.
La preghiera per sopportare il dolore
E' proprio da questo che vogliono metterci in guardia i nostri Angeli: non dalla possibilità di ottenere la Santità a qualunque costo, ma da quella di preservare il nostro cuore dalle ferite inferte dalla vita.

Agire con fede nel Signore significa non voltare la testa di fronte alle ingiurie e sopportare il dolore con coraggio, facendone oggetto della nostra contemplazione, finché il Signore non scenderà a confortarci e farci capire il Suo disegno.
Anche se il vostro nemico appare egoista e sprezzante, anche se si pavoneggia delle armi schierate.
Mantenere la quiete del cuore è il primo passo.
Distaccarsi dal facile meccanismo di rivalsa è il secondo passo.
Per farlo la preghiera è il primo conforto, poi con tatto e nel silenzio affronteremo quel che ne segue.
Il vostro cuore infranto si spezza in mille frammenti e da questi fuoriescono delle spighe dalle punte aguzze: anche la persona più buona, oltraggiata, prova rancore e cosa ancor più pericolosa, il suo cuore potrebbe ospitare l'odio.
Ecco perché oggi, nel giorno della commemorazione dei Santi, vi propongo di lasciare da parte la sofferenza e di guardare alle virtù, a ciò che potete fare per ottenerla, in attesa che il vostro cuore sia libero d'ogni ombra. Poi, quando sarete pronti, gettate le braccia al collo di coloro che vi hanno offeso, fatelo nella realtà se riuscite, o nel vostro cuore, ma fatelo davvero.
Per questo pregheremo stasera, ispirati dal post che segue, a voi tutti:
Pace e Luce
Buongiorno di Ognissanti fratelli e sorelle, benvenuti al venerdì di preghiera.
Stasera alle 22 ci riuniremo per pregare assieme, ognuno dalla propria casa, ognuno vicino e presente alle necessità degli altri fratelli.
Cercheremo anche questa sera di ritrovare lo spirito profondo che rende possibile il miracolo della resurrezione dalla carne...accade continuamente..ogni volta che un'anima in preda all'angoscia risale verso la luce.
Non si tratta di un percorso logico, la dinamica delle speciose congetture non offre lidi sicuri a quella persona che voglia abbandonare la forma per la sostanza.
Andare al di là di tutto ci obbliga a rinunciare alle ovvietà del quotidiano, onorando i nostri doveri, mentre il nostro cuore si rivolge al Signore.
Liberarci dai vincoli dell'ego
Quando accettiamo che il Divino scenda in noi, dobbiamo liberarci dai vincoli dell'ego, che ci ancora come una pietra alla terra, che alimenta i rancori e le offese patite, addolorando sempre di più la nostra anima.
C'e' chi ha una certa destrezza nell'offendere e a sua volta provocare l'ira del fratello, chi lo fa per inconsapevolezza, chi si ritrova suo malgrado a patirla, come Nostro Signore sulla Croce.
Nostro Signore non aveva altra colpa se non quella di non aver scelto di regnare in terra: Lui che avrebbe potuto avere ogni bene terreno, aveva scelto una vita di semplicità e dedizione ai bisognosi.
Se fosse stato alla testa degli eserciti, se avesse accettato le ricchezze di chi lo voleva nei reami terreni, forse molti del suo tempo non avrebbero fatto fatica a seguirlo...
A chi cerca ancora prove dell'esistenza di Dio
E le cose oggi non sono cambiate: anche oggi molti esigono prove.
Coloro che vogliono dimostrazioni della benevolenza di Dio, le cercano là fuori, dove non possono essere trovate.
Pochi capiscono che devono cercarle nel proprio cuore.Quello cui assistiamo su questa terra spesso ci toglie ogni speranza e ci confonde, non riusciamo a distogliere lo sguardo da tanto dolore e guardiamo nostro fratello dicendo : "Perché hai fatto questo a me?"
Anche coloro più inclini ad essere soccorrevoli ed attenti, cadono nella spirale del dubbio, quando le loro braccia tese ricevono un diniego o quando vengono oltraggiati e offesi senza ragione alcuna.
E quindi molti di voi si lasciano trasportare dalla rabbia e permettono che il rancore si dissemini, coltivando un groviglio di rovi nel proprio cuore.
La preghiera per sopportare il dolore
E' proprio da questo che vogliono metterci in guardia i nostri Angeli: non dalla possibilità di ottenere la Santità a qualunque costo, ma da quella di preservare il nostro cuore dalle ferite inferte dalla vita.

Agire con fede nel Signore significa non voltare la testa di fronte alle ingiurie e sopportare il dolore con coraggio, facendone oggetto della nostra contemplazione, finché il Signore non scenderà a confortarci e farci capire il Suo disegno.
Anche se il vostro nemico appare egoista e sprezzante, anche se si pavoneggia delle armi schierate.
Mantenere la quiete del cuore è il primo passo.
Distaccarsi dal facile meccanismo di rivalsa è il secondo passo.
Per farlo la preghiera è il primo conforto, poi con tatto e nel silenzio affronteremo quel che ne segue.
Il vostro cuore infranto si spezza in mille frammenti e da questi fuoriescono delle spighe dalle punte aguzze: anche la persona più buona, oltraggiata, prova rancore e cosa ancor più pericolosa, il suo cuore potrebbe ospitare l'odio.
Ecco perché oggi, nel giorno della commemorazione dei Santi, vi propongo di lasciare da parte la sofferenza e di guardare alle virtù, a ciò che potete fare per ottenerla, in attesa che il vostro cuore sia libero d'ogni ombra. Poi, quando sarete pronti, gettate le braccia al collo di coloro che vi hanno offeso, fatelo nella realtà se riuscite, o nel vostro cuore, ma fatelo davvero.
Per questo pregheremo stasera, ispirati dal post che segue, a voi tutti:
Pace e Luce
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