Cari fratelli e sorelle nella Luce,
in questo giorno nel quale commemoriamo la Sofferenza di Nostro Signore, vorrei proporre di riflettere sulla forza della fede.
Per farlo vi propongo una serie di argomenti su cui meditare prima della Preghiera delle 22.
La Fede libera dal dubbio
Il primo riguarda il nostro atteggiamento interiore.
E' saggio e consigliabile mantenere la propria chiarezza mentale, che affiancherà la nostra fiducia nel Signore, rifiutando di cedere ad un rozzo atteggiamento di superstizione e confidando solo nel nostro cuore e nella certezza di quello che sentiamo profondamente.
Vi dico questo perchè troppe volte ho accolto persone accecate da opportunità sfavillanti di questa nostra epoca di falsi miti, che ripongono la loro fiducia in proposte illusorie o inconsistenti.
Controllate allora personalmente ogni informazione, verificatela con la vostra esperienza, lasciate che mente e cuore agiscano all'unisono.
Non dovete rifiutare la fede, giammai, ma usate la vostra comprensione intellettuale per costruire una base utilissima di libertà dal dubbio.
La vera fede nasce dall'allontanarsi da ogni dubbio.
Decidete ed evidenziate ciò in cui volete credere.
La Passione di Gesù come purificazione dai nostri errori
In secondo luogo vorrei che riflettesse sul Grande Dono che accogliamo in noi.
Accettate che questi giorni di Purificazione della Settimana di Passione possano trasformarvi velocemente.
In questo cammino potete forgiare, per sorreggervi, a guisa di bastone, alcuni elementi sensibili della vostra esperienza come quelli che vi propongo:
1)Scegliete un esempio di rigore e santità, leggete della sua storia e praticate intensamente il suo insegnamento
2)Chiedetevi come avvicinarvi al Potere dell'Illuminazione e praticate la meditazione e la preghiera giornalmente
3)Accettate tra le vostre amicizie solo persone elevate e d'esempio per voi stessi e la comunità, scegliete di accompagnarvi a loro per condividere il Perdono e l'Armonia nella vita.
4)Coltivate la fede invincibile, quella forma di fede che è al di là della paura e del dubbio, ricordatevi che praticare in un contesto difficile, è una prova che farà di voi veri Guerrieri della Luce.
Ecco allora che le porte del Paradiso e della Realizzazione di Nostro Signore risplenderanno di fronte a noi.
Questa sera mediteremo e pregheremo per ringraziare del Dolore di Purificazione che abbiamo ricevuto e ringrazieremo gli Angeli di aver perdonato la nostra colpa, il nostro dubbio, la nostra viltà, cancellando l'attitudine delle nostre menti avvolte dalla confusione.
Prepariamoci in questo modo alla preghiera di stasera.
Saremo così pronti a ricevere il Dono della Resurrezione, perché all'indomani di Pasqua, noi si possa divenire simili a fanciulli ed accettare con letizia i molti miracoli della via degli Angeli.
Pace e Luce
Un contatto quotidiano con il mondo degli Angeli. Se volete vedere pubblicati i vostri scritti o per contattare Mirina scrivete a: angelidimirina@gmail.com
venerdì 29 marzo 2013
giovedì 28 marzo 2013
Una madre "matrigna"?
La Natura Matrigna
A volte si parla di natura matrigna, quando per qualche ragione i processi ad essa riconducibili sono privi di quell'armonioso equilibrio che garantisce una vita felice e pia.
La pensava così Leopardi, che fece discendere da quest'atteggiamento le pagine più profonde della sua lirica.
Ma quanti di noi si è disposti a credere che esista una madre priva di quel ragionevole ed istintivo amore per i suoi piccoli, che imponga sacrifici crudeli e che soffochi la gioia di vivere?
Eppure, ancora oggi, ci sono persone che possono ricordare un'esistenza di terrore e di umiliazione nelle mura domestiche...
Il dolore di una figlia
Ecco la testimonianza di Giovanna, uno stralcio della sua dolorosissima lettera agli Angeli.
Giovanna ora lavora come volontaria negli ospedali indiani e si occupa sopratutto di bambini.E' una persona solare e sensibile
Ha 40 anni ed ha scelto di non avere figli, vediamo perché ascoltando le sue parole....
"......Commisi l'errore di credere che quella settimana fosse stata la prima della mia vita non vissuta nell'angoscia e mi illudevo di sottecchi che tutto fosse cambiato.
Avrò avuto appena 4 anni e "lei" era bellissima ed algida, il suo sguardo severo mi osservava per cogliere il minimo errore, la mia esitazione imbarazzata era aggredita ed umiliata e quindi aveva fatto di me una bimba timida ed insicura in pubblico...
Ma quella settimana era insperatamente trascorsa senza liti, senza tormenti, senza bacchettate sulle cosce (di quelle con la paletta da cucina, prima in legno e poi quella di ferro che lasciavano lividi per settimane)e finalmente potevo sperare quasi in una vita normale.
Mi aveva anche accarezzato e guardata con approvazione quel giorno, per il mio essere stata giudiziosa, mi aveva promesso regali.
Ero abituata ai suoi rapidi cambiamenti d'umore , alla sua improvvisa voglia di stringermi forte, di baciarmi con violenza, pretendendo il suo dominio completo su di me...non mi faceva piacere, a volte il suo alito aveva un odore forte che rimaneva attaccato alla mia pelle...ma sopportavo, perchè dovevo far tesoro di quei momenti.
Più spesso era muta ed assente e si ricordava di me solo per rimproverarmi.
Non avevo mai pensato che fosse infelice, io da bimba, ero solo convinta di essere sbagliata e non piacerle affatto.
Così quel giorno assaporavo la fine della giornata, indugiando sull'insperato e fortuito periodo di pace, ma fu allora che accadde qualcosa che non dimenticherò mai.
Credo che qualcosa fosse andato storto, forse un piatto rotto o un cibo bruciato, e lei arrivo' come una furia nella stanza dove stavo giocando e mi intimò di mettere subito tutto a posto e di andarla ad aiutare.
Io dissi solo "va bene" ma avevo preso a tremare, cercavo di calmarmi ma speravo che se fossi stata obbediente, forse avrei potuto evitare la catastrofe, così mi alzai lasciando le mie bambole intente a prendere il the.
Ma come varcai la soglia, lei stava tornando verso di me: mi sollevò per un braccio e mi accompagnò alla porta della stanza, poi la spalancò e mi trascinò dentro: mentre mi reggeva saldamente per un braccio sollevandomi a tratti dal suolo, tirava su una alla volta con odio e malagrazia le mie bambole che erano intente al pacifico the e urlò in modo agghiacciante:
"Cosa sono queste?Cosa fanno quiiiiiiiii?????"cercai di balbettare qualcosa, che avrei messo a posto...ma sembrava non ascoltare, così mi uscirono le lacrime e lei mi strattonò con più forza:
"Che fai piangi, uèèèèèèèè, piangi e vuoi telefonare alla zietta per farti consolare? Vuoi dire che tua madre è pazza????"
Intanto aveva preso una ad una le bambole e staccava loro le gambe con forza, staccava teste, staccava braccia che volavano nella stanza e poi calpestava di ognuna la testa facendo sprizzare fuori gli occhi sgranati azzurri e lividi...loro soffrivano ed io chiedevo pietà per il massacro, ma lei non ascoltava...uccideva,sì uccideva ridendo tutti gli esseri che io amavo e allora non capivo che forse avrebbe voluto cancellare me....poi prese un gran secchio della spazzatura e vi riunì i corpi maciullati delle mie protette, mentre io ero sconvolta dai singhiozzi e dal dolore intenso, forte come una lama di ghiaccio fuso al centro del cuore...quelle lacrime che non ho pianto del tutto e che oggi si sono cristallizzate sotto forma di tumori..
Infine mi nascosi a piangere sotto il letto e lei, non trovandomi più, si calmò.Io invece sperai di morire e chiesi a Gesù di portarmi via presto.
Per tanti anni mi sono sentita reietta ed infelice, nessuno conobbe mai davvero il mio dramma, io non ne parlai mai, ho portato avanti un'esistenza diversa e distaccata, ai margini della società, poi ho capito che di quel dolore dovevo far qualcosa: ma non potevo avere figli, avrei potuto essere "come lei";
scelsi quindi la via dell'esilio e in quell'esilio trovai tanti sorrisi e faccini bisognosi d'amore, tante persone di gran cuore che mi hanno ricordato che Dio esiste...credo che gli Angeli mi abbiano aiutato a non divenire una psicopatica, credo che tutto ciò che ho vissuto mi abbia fortificata, senza guarire del tutto dalla mia ipersensibilità....."
Ecco, ho voluto pubblicare questa lettera di sofferenza perchè ogni mamma possa sentire questo dolore e confortare Giovanna e tutti i figli del mondo, che si sono sentiti non voluti e che sono cresciuti traditi dal grembo materno in cui sono nati:
sappiate di essere cari a noi come quando eravate bimbi.
Siamo vicini a tutti voi e pronti ad ascoltare e confortare.
E' un eufemismo dire che questi bimbi caddero dal nido?Come uccellini implumi non voluti?
Non discuteremo sulle responsabilità dei familiari e di una società sorda(quella dell'epoca di Giovanna), in cui i figli erano in balia completa di patrie potestà infelici,malate ed austere...
A ben guardare, oggigiorno, si cade dal nido in molti modi...
Un abbraccio ,cara, cara Giovanna...
Pace e Luce
A volte si parla di natura matrigna, quando per qualche ragione i processi ad essa riconducibili sono privi di quell'armonioso equilibrio che garantisce una vita felice e pia.
La pensava così Leopardi, che fece discendere da quest'atteggiamento le pagine più profonde della sua lirica.
Ma quanti di noi si è disposti a credere che esista una madre priva di quel ragionevole ed istintivo amore per i suoi piccoli, che imponga sacrifici crudeli e che soffochi la gioia di vivere?
Eppure, ancora oggi, ci sono persone che possono ricordare un'esistenza di terrore e di umiliazione nelle mura domestiche...
Il dolore di una figlia
Ecco la testimonianza di Giovanna, uno stralcio della sua dolorosissima lettera agli Angeli.
Giovanna ora lavora come volontaria negli ospedali indiani e si occupa sopratutto di bambini.E' una persona solare e sensibile
Ha 40 anni ed ha scelto di non avere figli, vediamo perché ascoltando le sue parole....
"......Commisi l'errore di credere che quella settimana fosse stata la prima della mia vita non vissuta nell'angoscia e mi illudevo di sottecchi che tutto fosse cambiato.
Avrò avuto appena 4 anni e "lei" era bellissima ed algida, il suo sguardo severo mi osservava per cogliere il minimo errore, la mia esitazione imbarazzata era aggredita ed umiliata e quindi aveva fatto di me una bimba timida ed insicura in pubblico...
Ma quella settimana era insperatamente trascorsa senza liti, senza tormenti, senza bacchettate sulle cosce (di quelle con la paletta da cucina, prima in legno e poi quella di ferro che lasciavano lividi per settimane)e finalmente potevo sperare quasi in una vita normale.
Mi aveva anche accarezzato e guardata con approvazione quel giorno, per il mio essere stata giudiziosa, mi aveva promesso regali.
Ero abituata ai suoi rapidi cambiamenti d'umore , alla sua improvvisa voglia di stringermi forte, di baciarmi con violenza, pretendendo il suo dominio completo su di me...non mi faceva piacere, a volte il suo alito aveva un odore forte che rimaneva attaccato alla mia pelle...ma sopportavo, perchè dovevo far tesoro di quei momenti.
Più spesso era muta ed assente e si ricordava di me solo per rimproverarmi.
Non avevo mai pensato che fosse infelice, io da bimba, ero solo convinta di essere sbagliata e non piacerle affatto.
Così quel giorno assaporavo la fine della giornata, indugiando sull'insperato e fortuito periodo di pace, ma fu allora che accadde qualcosa che non dimenticherò mai.
Credo che qualcosa fosse andato storto, forse un piatto rotto o un cibo bruciato, e lei arrivo' come una furia nella stanza dove stavo giocando e mi intimò di mettere subito tutto a posto e di andarla ad aiutare.
Io dissi solo "va bene" ma avevo preso a tremare, cercavo di calmarmi ma speravo che se fossi stata obbediente, forse avrei potuto evitare la catastrofe, così mi alzai lasciando le mie bambole intente a prendere il the.
Ma come varcai la soglia, lei stava tornando verso di me: mi sollevò per un braccio e mi accompagnò alla porta della stanza, poi la spalancò e mi trascinò dentro: mentre mi reggeva saldamente per un braccio sollevandomi a tratti dal suolo, tirava su una alla volta con odio e malagrazia le mie bambole che erano intente al pacifico the e urlò in modo agghiacciante:
"Cosa sono queste?Cosa fanno quiiiiiiiii?????"cercai di balbettare qualcosa, che avrei messo a posto...ma sembrava non ascoltare, così mi uscirono le lacrime e lei mi strattonò con più forza:
"Che fai piangi, uèèèèèèèè, piangi e vuoi telefonare alla zietta per farti consolare? Vuoi dire che tua madre è pazza????"
Intanto aveva preso una ad una le bambole e staccava loro le gambe con forza, staccava teste, staccava braccia che volavano nella stanza e poi calpestava di ognuna la testa facendo sprizzare fuori gli occhi sgranati azzurri e lividi...loro soffrivano ed io chiedevo pietà per il massacro, ma lei non ascoltava...uccideva,sì uccideva ridendo tutti gli esseri che io amavo e allora non capivo che forse avrebbe voluto cancellare me....poi prese un gran secchio della spazzatura e vi riunì i corpi maciullati delle mie protette, mentre io ero sconvolta dai singhiozzi e dal dolore intenso, forte come una lama di ghiaccio fuso al centro del cuore...quelle lacrime che non ho pianto del tutto e che oggi si sono cristallizzate sotto forma di tumori..
Infine mi nascosi a piangere sotto il letto e lei, non trovandomi più, si calmò.Io invece sperai di morire e chiesi a Gesù di portarmi via presto.
Per tanti anni mi sono sentita reietta ed infelice, nessuno conobbe mai davvero il mio dramma, io non ne parlai mai, ho portato avanti un'esistenza diversa e distaccata, ai margini della società, poi ho capito che di quel dolore dovevo far qualcosa: ma non potevo avere figli, avrei potuto essere "come lei";
scelsi quindi la via dell'esilio e in quell'esilio trovai tanti sorrisi e faccini bisognosi d'amore, tante persone di gran cuore che mi hanno ricordato che Dio esiste...credo che gli Angeli mi abbiano aiutato a non divenire una psicopatica, credo che tutto ciò che ho vissuto mi abbia fortificata, senza guarire del tutto dalla mia ipersensibilità....."
Ecco, ho voluto pubblicare questa lettera di sofferenza perchè ogni mamma possa sentire questo dolore e confortare Giovanna e tutti i figli del mondo, che si sono sentiti non voluti e che sono cresciuti traditi dal grembo materno in cui sono nati:
sappiate di essere cari a noi come quando eravate bimbi.
Siamo vicini a tutti voi e pronti ad ascoltare e confortare.
E' un eufemismo dire che questi bimbi caddero dal nido?Come uccellini implumi non voluti?
Non discuteremo sulle responsabilità dei familiari e di una società sorda(quella dell'epoca di Giovanna), in cui i figli erano in balia completa di patrie potestà infelici,malate ed austere...
A ben guardare, oggigiorno, si cade dal nido in molti modi...
Un abbraccio ,cara, cara Giovanna...
Pace e Luce
lunedì 25 marzo 2013
Il Mistero della Morte e della Rinascita
Cari amici del blog, fratelli e sorelle nella fede degli Angeli,
oggi vorrei il vostro appoggio e la vostra comprensione per dedicarci alla riflessione su di un argomento tabù, in un'epoca come la nostra, che dedica la maggior parte del suo interesse e studio ai fenomeni della vita.
Infatti vorrei rivolgere un pensiero alla Morte, intesa come passaggio e non come fine di un percorso.
La tanatologia è appunto la scienza che si occupa dello studio dei fenomeni inerenti alla morte(da "tanatos"che in greco significa "morte" e "logos" ovvero "discorso"),essa esamina un punto di vista scientifico, ma anche antropologico e culturale di un momento importantissimo per il nostro spirito.
Negli ultimi tempi si è parlato anche di un ambito psicologico della tanatologia, che si rintraccia in alcune prassi terapeutiche, come l'accompagnamento alla morte o l'elaborazione del lutto.
E per voi cosa rappresenta la Morte?
Una fine di qualcosa, un momento temuto?
O siete tra coloro che "ci penseranno al momento giusto"?
In effetti credere nella morte significa credere nella vita, visto che è senz'altro parte di essa e rappresenta un momento culmine e importante che fa da epilogo ad una vita elaborata e vissuta nell'amore e nel rispetto.
"Trattare questo argomento presuppone una volontà di calarci in profondità in noi stessi, senza timori o sciocche superstizioni"
mi disse il mio Padre confessore, un giorno di tanti anni fa.
Lui sosteneva che "chi affronta la morte da vivo, non morirà mai", e come lui hanno sentenziato anche tanti saggi del passato.
Io sono sicura che molte persone vorrebbero capire di cosa stiamo parlando, ma hanno troppe riserve personali per poterlo accettare liberamente.
Eppure un giorno, tra venti, trenta, cinquant'anni non ci saremo più.
Tutto ciò mi ricorda un film in cui il protagonista, giunto alla mezza età controllava quanto gli rimanesse da vivere guardando l'asta di un metro e trasponendovi la sua età.
Questo attore era un ateo e quindi il suo personaggio provava una specie di afflitta rassegnazione.
Ma è così veramente?
Cosa di noi potrà rimanere a corollario di questa vita vissuta?
Molti dicono che vivranno nei loro figli, altri nei loro scritti o nelle loro opere pittoriche o di scultura, nei loro lasciti...ma rispetto al nostro Se, chi di noi ha chiaro cosa potrà accadere?
Vi invito a riflettere su questo argomento nella Settimana Santa, perché possa far fiorire una nuova consapevolezza di vita e di valore dell'esistenza.
Il momento della morte, secondo alcune culture più antiche sembra poter essere anticipato dalla nostra riflessione, fino a concederci di prepararci al grande passo con umiltà e coscienza.
Questo significa comprendere la natura illusoria del nostro muoverci su questo piano di esistenza, mentre al di sopra di noi si erige una grande Verità, imperscrutabile e solenne.
Ebbene, cari fratelli, un tempo mi fu concesso di guardare oltre la soglia di questa nostra esistenza materiale e ciò che vidi non fu buio e dolore: per questo offro la mia esperienza,ora: per aiutare coloro che devono assistere malati o persone in procinto di andare nel mondo dei più.
Chi trovasse questo argomenti troppo forte o doloroso può interromperne la lettura e avrà tutta la mia comprensione.
Quando esaliamo l'ultimo respiro siamo ancora coscienti, sebbene la nostra capacità di intendere sia offuscata da fenomeni luminosi che si succedono nel nostro campo visivo.
Luci bianchissime e rosse che sfolgorano come quando fu possibile la nostra discesa sulla terra.
Alcuni raccontano di vedere parenti o persone sconosciute in attesa accanto a loro, di questi, che la medicina chiama fenomeni allucinatori, io non saprei dire, ma sono convinta che la macchina corporea è "brevettata"per comporsi in modo efficiente al trapasso.
Ciò che ci appare è la Realtà Primordiale, che si affaccia alla coscienza di chi non abbia mai meditato in vita, con chiarezza disarmante.
Chi invece abbia avuto tempo per prepararsi con la meditazione e la preghiera profonda, scoprirà in queste esperienze una certa familiarità.
Se si è abituati ad avere paura ed a vivere nell'angoscia, il momento della morte sarà terrorizzante.
Altrimenti, se ci ricorderemo di pregare con forza ed efficacia,all'ultimo momento, sarà più facile passare oltre.
Il corpo viene abbandonato dall'anima in tempi diversi, più o meno lunghi a seconda della disponibilità interiore a lasciarci andare.
L'aver coltivato pensieri e azioni gentili e amorevoli, aver esaminato i propri difetti con chiarezza e senza indulgenza, avrà già creato le basi per una nuova comprensione dell'esperienza ultima.
Attrarremo vicino a noi gli Angeli con cui ci siamo confidati nel corso della vita e gioiremo del passaggio dando loro la mano.
Un'intensa gioia può allora impadronirsi di noi: tutto appare leggero e soave, senza peso e quel ch'è più si provano le stesse sensazioni di quando si possedeva un corpo, addirittura amplificate, assieme alla capacità di spostarci con la velocità del pensiero in qualsiasi luogo di questo e degli altri mondi.
Si ha chiarezza dei propri errori di una vita e si gioisce delle azioni maturate nell'amore.
E' mia opinione che in questo momento di gioia e beatitudine sentiremo di poter essere d'aiuto a tutti, indistintamente e per questo molti si reincarneranno come entità di sostegno.
Altri sono invece attratti da luci meno forti, opache quasi, che appartengono ai mondi ordinari e formano i semi della loro reincarnazione, ripetendo il passaggio della vita precendente.
Altri ancora si avviano ai mondi delle Terre Pure, ossia quei luoghi paradisiaci che vengono descritti così dettagliatamente dalla mitologia tibetana.
Aver coltivato pensieri equilibrati d'amore e amicizia ci conduce al varco con leggerezza e armonia.
La Luce da cui siamo stati originati e che si esprime nelle forme di vita, è l'Alito di Dio.
Ricongiungendoci a Lui, dimentichiamo la nostra essenza separata e prendiamo parte alla Gloria.
Chi invece sia ancora molto attaccato ai piani ordinari e non abbia accettato la morte, può reincarnarsi subito o provare molta sofferenza per la separazione dal corpo.
Questa sofferenza è quella che molti chiamano l'inferno, in cui è insita l'idea del dolore e della separazione da Dio e dal corpo
terreno.
Dunque non è Dio a condannarci, ma siamo noi stessi, con le nostre azioni e i nostri pensieri coatti.
Gli Angeli di Dio sono solo luce e sono pronti a custodirci momento per momento, affiancandoci e sollevandoci dal dolore.
E' sufficiente una sola stilla di consapevolezza, che avremo appresa durante un percorso di vita umile e dedito al Bene.
La preghiera e la meditazione di questa settimana riguarda la nostra capacità di ascoltare la nostra anima e la cura che dobbiamo averne, frequentando persone buone e coltivando atteggiamenti sereni.
E ora che siamo giunti al termine di questa riflessione
ringrazio coloro che mi hanno accompagnata in questo viaggio ai confini della morte e auguro loro
una vita lunga e prospera.
Pace e Luce
oggi vorrei il vostro appoggio e la vostra comprensione per dedicarci alla riflessione su di un argomento tabù, in un'epoca come la nostra, che dedica la maggior parte del suo interesse e studio ai fenomeni della vita.
Infatti vorrei rivolgere un pensiero alla Morte, intesa come passaggio e non come fine di un percorso.
La tanatologia è appunto la scienza che si occupa dello studio dei fenomeni inerenti alla morte(da "tanatos"che in greco significa "morte" e "logos" ovvero "discorso"),essa esamina un punto di vista scientifico, ma anche antropologico e culturale di un momento importantissimo per il nostro spirito.
Negli ultimi tempi si è parlato anche di un ambito psicologico della tanatologia, che si rintraccia in alcune prassi terapeutiche, come l'accompagnamento alla morte o l'elaborazione del lutto.
E per voi cosa rappresenta la Morte?
Una fine di qualcosa, un momento temuto?
O siete tra coloro che "ci penseranno al momento giusto"?
In effetti credere nella morte significa credere nella vita, visto che è senz'altro parte di essa e rappresenta un momento culmine e importante che fa da epilogo ad una vita elaborata e vissuta nell'amore e nel rispetto.
"Trattare questo argomento presuppone una volontà di calarci in profondità in noi stessi, senza timori o sciocche superstizioni"
mi disse il mio Padre confessore, un giorno di tanti anni fa.
Lui sosteneva che "chi affronta la morte da vivo, non morirà mai", e come lui hanno sentenziato anche tanti saggi del passato.
Io sono sicura che molte persone vorrebbero capire di cosa stiamo parlando, ma hanno troppe riserve personali per poterlo accettare liberamente.
Eppure un giorno, tra venti, trenta, cinquant'anni non ci saremo più.
Tutto ciò mi ricorda un film in cui il protagonista, giunto alla mezza età controllava quanto gli rimanesse da vivere guardando l'asta di un metro e trasponendovi la sua età.
Questo attore era un ateo e quindi il suo personaggio provava una specie di afflitta rassegnazione.
Ma è così veramente?
Cosa di noi potrà rimanere a corollario di questa vita vissuta?
Molti dicono che vivranno nei loro figli, altri nei loro scritti o nelle loro opere pittoriche o di scultura, nei loro lasciti...ma rispetto al nostro Se, chi di noi ha chiaro cosa potrà accadere?
Vi invito a riflettere su questo argomento nella Settimana Santa, perché possa far fiorire una nuova consapevolezza di vita e di valore dell'esistenza.
Il momento della morte, secondo alcune culture più antiche sembra poter essere anticipato dalla nostra riflessione, fino a concederci di prepararci al grande passo con umiltà e coscienza.
Questo significa comprendere la natura illusoria del nostro muoverci su questo piano di esistenza, mentre al di sopra di noi si erige una grande Verità, imperscrutabile e solenne.
Ebbene, cari fratelli, un tempo mi fu concesso di guardare oltre la soglia di questa nostra esistenza materiale e ciò che vidi non fu buio e dolore: per questo offro la mia esperienza,ora: per aiutare coloro che devono assistere malati o persone in procinto di andare nel mondo dei più.
Chi trovasse questo argomenti troppo forte o doloroso può interromperne la lettura e avrà tutta la mia comprensione.
Quando esaliamo l'ultimo respiro siamo ancora coscienti, sebbene la nostra capacità di intendere sia offuscata da fenomeni luminosi che si succedono nel nostro campo visivo.
Luci bianchissime e rosse che sfolgorano come quando fu possibile la nostra discesa sulla terra.
Alcuni raccontano di vedere parenti o persone sconosciute in attesa accanto a loro, di questi, che la medicina chiama fenomeni allucinatori, io non saprei dire, ma sono convinta che la macchina corporea è "brevettata"per comporsi in modo efficiente al trapasso.
Ciò che ci appare è la Realtà Primordiale, che si affaccia alla coscienza di chi non abbia mai meditato in vita, con chiarezza disarmante.
Chi invece abbia avuto tempo per prepararsi con la meditazione e la preghiera profonda, scoprirà in queste esperienze una certa familiarità.
Se si è abituati ad avere paura ed a vivere nell'angoscia, il momento della morte sarà terrorizzante.
Altrimenti, se ci ricorderemo di pregare con forza ed efficacia,all'ultimo momento, sarà più facile passare oltre.
Il corpo viene abbandonato dall'anima in tempi diversi, più o meno lunghi a seconda della disponibilità interiore a lasciarci andare.
L'aver coltivato pensieri e azioni gentili e amorevoli, aver esaminato i propri difetti con chiarezza e senza indulgenza, avrà già creato le basi per una nuova comprensione dell'esperienza ultima.
Attrarremo vicino a noi gli Angeli con cui ci siamo confidati nel corso della vita e gioiremo del passaggio dando loro la mano.
Un'intensa gioia può allora impadronirsi di noi: tutto appare leggero e soave, senza peso e quel ch'è più si provano le stesse sensazioni di quando si possedeva un corpo, addirittura amplificate, assieme alla capacità di spostarci con la velocità del pensiero in qualsiasi luogo di questo e degli altri mondi.
Si ha chiarezza dei propri errori di una vita e si gioisce delle azioni maturate nell'amore.
E' mia opinione che in questo momento di gioia e beatitudine sentiremo di poter essere d'aiuto a tutti, indistintamente e per questo molti si reincarneranno come entità di sostegno.
Altri sono invece attratti da luci meno forti, opache quasi, che appartengono ai mondi ordinari e formano i semi della loro reincarnazione, ripetendo il passaggio della vita precendente.
Altri ancora si avviano ai mondi delle Terre Pure, ossia quei luoghi paradisiaci che vengono descritti così dettagliatamente dalla mitologia tibetana.
Aver coltivato pensieri equilibrati d'amore e amicizia ci conduce al varco con leggerezza e armonia.
La Luce da cui siamo stati originati e che si esprime nelle forme di vita, è l'Alito di Dio.
Ricongiungendoci a Lui, dimentichiamo la nostra essenza separata e prendiamo parte alla Gloria.
Chi invece sia ancora molto attaccato ai piani ordinari e non abbia accettato la morte, può reincarnarsi subito o provare molta sofferenza per la separazione dal corpo.
Questa sofferenza è quella che molti chiamano l'inferno, in cui è insita l'idea del dolore e della separazione da Dio e dal corpo
terreno.
Dunque non è Dio a condannarci, ma siamo noi stessi, con le nostre azioni e i nostri pensieri coatti.
Gli Angeli di Dio sono solo luce e sono pronti a custodirci momento per momento, affiancandoci e sollevandoci dal dolore.
E' sufficiente una sola stilla di consapevolezza, che avremo appresa durante un percorso di vita umile e dedito al Bene.
La preghiera e la meditazione di questa settimana riguarda la nostra capacità di ascoltare la nostra anima e la cura che dobbiamo averne, frequentando persone buone e coltivando atteggiamenti sereni.
E ora che siamo giunti al termine di questa riflessione
ringrazio coloro che mi hanno accompagnata in questo viaggio ai confini della morte e auguro loro
una vita lunga e prospera.
Pace e Luce
venerdì 22 marzo 2013
Mirina in ritiro prega con voi alle 22!
Cari fratelli e sorelle del blog,
spero che il vento della primavera stia portando tanto sole nelle vostre vite e che ogni dispiacere si sciolga come neve sotto i vostri occhi.
Preparandoci alla Pasqua abbiamo il dovere di ripulire il nostro cuore dai turbamenti, dai sentimenti pesanti e guardare al futuro con gioia e fiducia.
Chi mi conosce sa che sto seguendo un regime severissimo di digiuno e preghiera ed i miei sensi si sono acuiti...in questo momento sento che la vibrazione d'amore verso ognuno di voi è forte e vi percepisco vicini, uniti a me nella Luce degli Angeli.
Oltre a ciò mi prendo cura dei piccoli sfortunati e mi addoloro di vedere come i pastori portano in giro gli agnellini e le loro mamme ignari della loro sorte.
Ma mi chiedo:
Come essere felici nella Pasqua, quando il sacrificio di Nostro Signore si compie ancora tramite il sangue dei nostri fratelli?
Abbiate la bontà di chiederlo a voi stessi e poi ponete il più possibile questa domanda ai vostri conoscenti.
Un mondo nuovo parte da un nuovo pensiero.
Intanto vi ricordo il gruppo di preghiera di Roma, che trascorrerà il week end ad operare negli ospedali a favore dei ricoverati.
Vi invito a iniziare un percorso di volontariato : porterà nella vostra vita tanta luce e l'opportunità di vivere in modo diverso e consapevole.
E dunque stasera pregherò per tutti coloro che si impegnano nel volontariato a tutti i livelli, tutti coloro che si prendono cura di altri fratelli, del mondo, degli animali...
Vi stringo forte,con lacrime di gioia, sappiate che ciascuno di voi mi è caro!
In Pace e Luce.
spero che il vento della primavera stia portando tanto sole nelle vostre vite e che ogni dispiacere si sciolga come neve sotto i vostri occhi.
Preparandoci alla Pasqua abbiamo il dovere di ripulire il nostro cuore dai turbamenti, dai sentimenti pesanti e guardare al futuro con gioia e fiducia.
Chi mi conosce sa che sto seguendo un regime severissimo di digiuno e preghiera ed i miei sensi si sono acuiti...in questo momento sento che la vibrazione d'amore verso ognuno di voi è forte e vi percepisco vicini, uniti a me nella Luce degli Angeli.
Oltre a ciò mi prendo cura dei piccoli sfortunati e mi addoloro di vedere come i pastori portano in giro gli agnellini e le loro mamme ignari della loro sorte.
Ma mi chiedo:
Come essere felici nella Pasqua, quando il sacrificio di Nostro Signore si compie ancora tramite il sangue dei nostri fratelli?
Abbiate la bontà di chiederlo a voi stessi e poi ponete il più possibile questa domanda ai vostri conoscenti.
Un mondo nuovo parte da un nuovo pensiero.
Intanto vi ricordo il gruppo di preghiera di Roma, che trascorrerà il week end ad operare negli ospedali a favore dei ricoverati.
Vi invito a iniziare un percorso di volontariato : porterà nella vostra vita tanta luce e l'opportunità di vivere in modo diverso e consapevole.
E dunque stasera pregherò per tutti coloro che si impegnano nel volontariato a tutti i livelli, tutti coloro che si prendono cura di altri fratelli, del mondo, degli animali...
Vi stringo forte,con lacrime di gioia, sappiate che ciascuno di voi mi è caro!
In Pace e Luce.
giovedì 21 marzo 2013
Una richiesta di un'assistita a tutto il blog
Mirina per favore,puoi pubblicare questo sul blog?Io non so come si fa.....
Cari fratelli e sorelle che come me seguite Mirina e insieme cerchiamo di imparare ad essere migliori e ad avere un futuro sereno,vi scrivo perche' avrei un desiderio che per realizzarlo,credo proprio di avere bisogno di tutto il vostro aiuto..
Vi vorrei chiedere se venerdi' ci unissimo per la consueta preghiera di Mirina e unissimo il nostro affetto per lei e dicessimo una bellissima preghiera per Mirina stessa e per i suoi dolcissimi compagni di viaggio..
Chi conosce Mirina,sa quanto amore dona ad ogni essere vivente e quanto anche nei suoi problemi e nei suoi acciacchi,spesso seri,non si lamenta e continua a vegliare su di noi,con delicatezza,con rispetto per ognuno di noi senza mai giudicare,chi la conosce sa le ore in bianco notturne che passa vegliando su una piccola creatura dolorante...
chi la conosce anche solo in minima parte sa che Mirina va oltre l egoismo umano e che conoscere lei è avere tra le mani un diamante puro e prezioso..
Ecco aiutatemi a pregare per lei,perchè possa stare bene,perchè possa avere la forza di percorrere il cammino intrapreso davvero arduo,preghiamo per i suoi animali che hanno conosciuto l inferno ed ora vivono felici nella citta' degli Angeli,preghiamo perchè questo dolcissimo e prezioso ANGELO CONTINUI A FARE PARTE DI OGNIUNO DI NOI .
Un bacio e una carezza speciale a Fatina volata in cielo....ciao tesoro....
una carezza e un pensiero per tutti gli animali che ci hanno accompagnato e ci accompagnano nella nostra vita,perchè la loro presenza nella nostra vita è una forma di amore sconfinato,ci insegnano quanto danno senza chiedere,ci insegnano che gli occhi parlano piu' della bocca.
Grazie a chi vorrà unirsi a noi.
La crisi : opportunità per il Nuovo Mondo
Per scelta, in questo blog, trattiamo solo argomenti legati allo sviluppo personale e sociale, non indulgiamo in giudizi politici e ci limitiamo a plaudire quelle iniziative che aiutino le persone e le comunità.
Ma uno sguardo più ampio al panorama del mondo ci porta a riflettere sulle raccomandazioni degli Angeli di Luce:
"Siate semplici, siate puri, agite con giudizio e considerate tutti come fratelli, rispettate la terra e gli animali tutti"
Partiremo da questo spunto per rintracciare le cause del malessere profondo che affligge la nostra epoca e per farlo vi condurrò con me nei miei ricordi...
Ricordate i racconti delle nonne? Nonostante ci fossero fame e privazioni e chi più chi meno avesse patito per guerre o malattie non ancora curabili...i loro racconti erano pieni di speranza e di serenità.
Dio provvede sempre
Io osservavo gli occhi vivaci di mia nonna che mi guardava mentre mi affrettavo per studiare, lavorare e "crearmi un futuro"...:
"Adesso siediti in grazia di Dio"mi diceva all'ora di pranzo "e mangia con calma"
e quando protestavo che dovevo sbrigare una commissione, lei mi ingiungeva il silenzio ed il rispetto di quegli attimi, dicendo:
"Adesso fai tutto con calma e per benino, poi vedrai che Dio provvede!".
Oggi, non più giovane, mi chiedo dove mia nonna avesse attinto quella saggia, umile disposizione, così simile alle creature angeliche che ci sono care...
Infatti uno dei mali del mondo è proprio nel suo moto convulso che ci fagocita sino a toglierci le forze, assorbendo nei suoi meccanismi perversi la nostra voglia di vivere.
La crisi che ci affligge è una mostruosa piovra
Questo sistema vigente in cui siamo nati non è solo un sistema ingiusto e capace di destrutturare quanto di buono ha l'essere umano in se, ma è violento e aggressivo verso la terra e tutte le forme di vita.
La crisi che stiamo vivendo a livello mondiale è una piovra che affonda in vari aspetti, tutti riconducibili al distonico capovolgimento del nostro modo di vivere.
Crisi del clima, crisi dell'energia, crisi della finanza in realtà la crisi è costantemente presente in ognuno di noi, che riverbera ed interpreta il male del secolo con l'instabilità dei propri valori personali.
Non è mai troppo tardi per cambiare
Chi abbia mantenuto un legame con la propria interiorità e non abbia solo ripetuto a memoria le sue preghiere, ha potuto mantenere saldo il timone della propria vita, anziché lasciarsi travolgere dal fiume in piena.
Ma anche costoro, esposti ai tempi inclementi che viviamo, si agitano spesso insicuri e rassegnati ad una vita che non hanno scelto.
A tutti costoro dico:
"Non è mai troppo tardi per cambiare"
Non è possibile, non posso farcela!
Ora, partendo dalla raccomandazione della nonnina, osservate come il nostro sistema globale sia dinamico e si basi sulla "velocità"di fruizione dei suoi contenuti.
Aggredisce nella misura in cui non ci permette di rispettare i nostri tempi di individui vitali e razionali, travolge tutto con l'obiettivo di una resa produttiva del nostro lavoro, con cui acquistare molti più beni non sempre indispensabili e gettar via sempre di più.
Veloce, veloce, sempre più veloce.
E poi arriviamo ad un punto in cui diciamo "non è possibile, non posso farcela", se non ci ammaliamo prima...
Ed ecco che è proprio quel momento di massima crisi interiore che appare per la prima volta un escamotage a questo ritmo frenetico:
ascoltarci in profondità.
Semplicità, calma e sorriso, una visione aperta
Non succede durante le nostre quasi sempre "veloci" vacanze e neanche quando cerchiamo razionalmente la soluzione di qualcosa.
Appare come un insight, una visione aperta e globale di come dovrebbe essere la nostra vita.
Semplicità, calma, sorriso e generosa condivisione...con il rifiuto di trasformarci in macchine più di quanto non sia stato finora.
Noi stessi quindi siamo la crisi, espressione di un sistema che ci sta divorando, che se non sarà fermato, produrrà l'annientamento totale dell'umanità, tra 50 o cento anni...la direzione che prenderà questo mondo è già segnata...
Il grande cambiamento parte da noi
Ma io ho davvero fiducia in queste piccole crepe che si stanno manifestando, negli spiriti che inneggiano al cambiamento, quelli che ci fanno dire "no, noi faremo le cose in un altro modo!" e cercheremo una nuova logica di vita.
Ed ecco che queste comunità ecologiche, questi ritorni alla campagna, insegnare, fare lezioni e seminari, ma anche solo comunicare al nostro vicino di casa in modo più sereno e affettuoso, conducono verso il Grande Cambiamento e vedrete che nei prossimi anni questo atteggiamento si intensificherà.
Ecco perché affermo che non dobbiamo chiederci come sorreggere questo sistema, ma al contrario affrettarci per sostituirvene uno più idoneo alla vita dell'uomo....e costruirci sopra.
In Pace e Luce...
Ma uno sguardo più ampio al panorama del mondo ci porta a riflettere sulle raccomandazioni degli Angeli di Luce:
"Siate semplici, siate puri, agite con giudizio e considerate tutti come fratelli, rispettate la terra e gli animali tutti"
Partiremo da questo spunto per rintracciare le cause del malessere profondo che affligge la nostra epoca e per farlo vi condurrò con me nei miei ricordi...
Ricordate i racconti delle nonne? Nonostante ci fossero fame e privazioni e chi più chi meno avesse patito per guerre o malattie non ancora curabili...i loro racconti erano pieni di speranza e di serenità.
Dio provvede sempre
Io osservavo gli occhi vivaci di mia nonna che mi guardava mentre mi affrettavo per studiare, lavorare e "crearmi un futuro"...:
"Adesso siediti in grazia di Dio"mi diceva all'ora di pranzo "e mangia con calma"
e quando protestavo che dovevo sbrigare una commissione, lei mi ingiungeva il silenzio ed il rispetto di quegli attimi, dicendo:
"Adesso fai tutto con calma e per benino, poi vedrai che Dio provvede!".
Oggi, non più giovane, mi chiedo dove mia nonna avesse attinto quella saggia, umile disposizione, così simile alle creature angeliche che ci sono care...
Infatti uno dei mali del mondo è proprio nel suo moto convulso che ci fagocita sino a toglierci le forze, assorbendo nei suoi meccanismi perversi la nostra voglia di vivere.
La crisi che ci affligge è una mostruosa piovra
Questo sistema vigente in cui siamo nati non è solo un sistema ingiusto e capace di destrutturare quanto di buono ha l'essere umano in se, ma è violento e aggressivo verso la terra e tutte le forme di vita.
La crisi che stiamo vivendo a livello mondiale è una piovra che affonda in vari aspetti, tutti riconducibili al distonico capovolgimento del nostro modo di vivere.
Crisi del clima, crisi dell'energia, crisi della finanza in realtà la crisi è costantemente presente in ognuno di noi, che riverbera ed interpreta il male del secolo con l'instabilità dei propri valori personali.
Non è mai troppo tardi per cambiare
Chi abbia mantenuto un legame con la propria interiorità e non abbia solo ripetuto a memoria le sue preghiere, ha potuto mantenere saldo il timone della propria vita, anziché lasciarsi travolgere dal fiume in piena.
Ma anche costoro, esposti ai tempi inclementi che viviamo, si agitano spesso insicuri e rassegnati ad una vita che non hanno scelto.
A tutti costoro dico:
"Non è mai troppo tardi per cambiare"
Non è possibile, non posso farcela!
Ora, partendo dalla raccomandazione della nonnina, osservate come il nostro sistema globale sia dinamico e si basi sulla "velocità"di fruizione dei suoi contenuti.
Aggredisce nella misura in cui non ci permette di rispettare i nostri tempi di individui vitali e razionali, travolge tutto con l'obiettivo di una resa produttiva del nostro lavoro, con cui acquistare molti più beni non sempre indispensabili e gettar via sempre di più.
Veloce, veloce, sempre più veloce.
E poi arriviamo ad un punto in cui diciamo "non è possibile, non posso farcela", se non ci ammaliamo prima...
Ed ecco che è proprio quel momento di massima crisi interiore che appare per la prima volta un escamotage a questo ritmo frenetico:
ascoltarci in profondità.
Semplicità, calma e sorriso, una visione aperta
Non succede durante le nostre quasi sempre "veloci" vacanze e neanche quando cerchiamo razionalmente la soluzione di qualcosa.
Appare come un insight, una visione aperta e globale di come dovrebbe essere la nostra vita.
Semplicità, calma, sorriso e generosa condivisione...con il rifiuto di trasformarci in macchine più di quanto non sia stato finora.
Noi stessi quindi siamo la crisi, espressione di un sistema che ci sta divorando, che se non sarà fermato, produrrà l'annientamento totale dell'umanità, tra 50 o cento anni...la direzione che prenderà questo mondo è già segnata...
Il grande cambiamento parte da noi
Ma io ho davvero fiducia in queste piccole crepe che si stanno manifestando, negli spiriti che inneggiano al cambiamento, quelli che ci fanno dire "no, noi faremo le cose in un altro modo!" e cercheremo una nuova logica di vita.
Ed ecco che queste comunità ecologiche, questi ritorni alla campagna, insegnare, fare lezioni e seminari, ma anche solo comunicare al nostro vicino di casa in modo più sereno e affettuoso, conducono verso il Grande Cambiamento e vedrete che nei prossimi anni questo atteggiamento si intensificherà.
Ecco perché affermo che non dobbiamo chiederci come sorreggere questo sistema, ma al contrario affrettarci per sostituirvene uno più idoneo alla vita dell'uomo....e costruirci sopra.
In Pace e Luce...
mercoledì 20 marzo 2013
L'albero della Felicità
Lo sapete che in alcuni paesi hanno iniziato a calcolare l'indice di felicità media della nazione?
Si chiama FIL o indice di felicità interna lorda
In effetti la produttività di un paese dipende molto dalla felicità dei suoi abitanti,che con il loro benessere favoriscono la crescita economica e sociale.
Ma da cosa dipende la nostra felicità?
Oscar Wilde, il famoso scrittore esponente del dandysmo(e quindi di una corrente che attribuiva molta importanza all'estetica), inaspettatamente sentenzia:
" la felicità non è avere quel che si desidera, ma desiderare quello che si ha"
Netta ed esplicita, la sua opinione, consente di capovolgere l'antitesi, anticipando la sintesi.
Quel che sostiene è che tutte le variabilità esterne dipendono da noi, solo da quella sinergia sottile prodotta dal nostro stato interiore: le nostre scelte quotidiane, i nostri atteggiamenti, ma in modo meno conscio ed evidente i nostri condizionamenti esterni ed acquisiti nella nostra storia famigliare e sociale.
Perciò, prima di "felicità", dovremmo parlare di libertà.
La libertà insita nell'infrangere schemi ammuffiti delle nostre aspettative che ci impediscono di rinnovarci e quindi di cambiare la nostra vita al variare delle circostanze.
Ma affrontare la vita come un'avventura a molti può far paura.
Si considera felice chi ha una bella famiglia, è in salute e può permettersi di comperare ciò che vuole.
Perché allora gli studi degli psicologici sono pieni di questi soggetti?
Un'aspetto della verità è che a spianare la strada alla felicità possiamo essere solo noi, con un'altra parola magica cui ispirare il nostro atteggiamento verso la vita: la consapevolezza.
Abbiamo così evidenziato altre due variabili connesse:
-La libertà di essere felici
-la consapevolezza del nostro potere di esserlo.
Secondo gli studi maggiormente accreditati a livello mondiale, si è felici se si ha serenità in famiglia,amore, salute e lavoro...ma questi standard sembrano rispecchiare lo studio pubblicitario delle majors per vendere i loro prodotti.
In realtà ciò che ci rende infelici sono dei meccanismi nascosti e subdoli che ci danneggiano in ogni momento della nostra vita, se non usiamo le nostre armi già menzionate: la libertà e la consapevolezza.
Ottenere queste due abilità non è semplice, ne scontato..
la maggior parte delle persone non hanno affatto coscienza di essere pedine di un meccanismo ad incastro, senza alcuna possibilità di sperimentare la ricchezza della propria verità interiore.
la maggior parte delle persone non hanno affatto coscienza di essere pedine di un meccanismo ad incastro, senza alcuna possibilità di sperimentare la ricchezza della propria verità interiore.
Ma possiamo impegnarci a scardinare questi subdoli agglomerati di ovvietà e grettezza, senza paura di comunicare agli altri la nostra più profonda natura, nel rispetto dell'altrui libertà.
E dunque quali sono i più agguerriti nemici della nostra serenità?
Tutti quelli che non contemplano che la felicità non è uno stato quiescente, ma che si costruisce di giorno in giorno con la nostra esperienza, partendo dal presupposto che il passato è morto e sepolto e che abbiamo il dovere di risvegliarci ogni giorno ad un giorno nuovo.
Ma addentriamoci negli errori più nocivi ed negli atteggiamenti più pericolosi e quindi:
1)Non diamo per scontato che ciò che fa felici gli altri, può far felici anche noi
2)Non diveniamo schiavi del cambiamento esteriore per mascherare un'insoddisfazione interiore, soffermiamoci invece a capire il perché del nostro stato mentale.
3)Non attacchiamoci in modo morboso a situazioni e persone, delegando loro la nostra felicità.
4)Non rimaniamo attaccati a tempi passati e persone che non sono più nella nostra vita.
5)Non obblighiamoci ad essere perfetti e senza difetti, indossando una maschera di gesso.
Ecco, vi invito a meditare su almeno uno di questi atteggiamenti e se lo rintraccerete nella vostra vita,correte ai ripari!
Spero che questa piccola riflessione possa essere d'aiuto per ricordarci di onorare questo dono che è la nostra vita.
Pace e Luce
Iscriviti a:
Post (Atom)