martedì 24 settembre 2013

Ruggine del cuore......

"Quando ti proponi di portare avanti un'ideale, collaborando con gli Angeli a sostenere gli altri, devi dimenticare di avere una vita tutta tua ed essere pronta a donarti, a rinunciare ogni giorno a tutto, non solo al superfluo, per il bene di coloro che si affidano a te"  Mirina 

Un'altra emergenza al rifugio

Ero arrivata  al pronto soccorso ansante ed in apprensione per il grande cagnolone Ettore, un incrocio tra maremmano e san bernardo, di ben 60 kg, con una sospetta quanto gravissima torsione gastrica: grazie al pronto intervento di un volontario lo avevamo caricato in macchina e trasportato d'urgenza all'ospedale veterinario..una corsa contro il tempo, contro il pericolo di una setticemia.

Un uggiolare familiare sotto il bancone

Nell'attesa trepidante di quei minuti, nella reception dell'ospedale, mentre Ettore era in radiografia, avevo sentito un uggiolare familiare sotto il bancone.
Mi ero sporta dall'altra parte, ma non si riusciva a scorgerlo, se non forse una benda o parte di quella che doveva essere stata una zampina.
E il piccolino mi era apparso così, senza neanche avere la possibilità di vederlo tutto , ne sentivo il richiamo ardito di quello che avrei scoperto essere un barboncino.

 I barboncini di mamma Fee

Come molti di voi sapranno, ho allevato barboncini per 30 anni...
 Tommino, arrivato per essere soccorso, inaspettatamente incontrò l'affetto di una bella barboncina, un bel giorno di 20 anni fa ed  erano nati i suoi cuccioli, da una bellissima ed ilare mammina Fee. Tutto era accaduto per caso: il giorno in cui nacquero era il 14 luglio, la presa della Bastiglia, una data che avrebbe annunciato tanti eventi importanti nella mia vita, dopo essere stata  la data di nascita di mio padre.
Mammina Fee



I piccoli di mamma Fee divennero l'ultimo inaspettato regalo di papà dal cielo:  furono i  piccoli elfi che mi avrebbero accompagnata nell'impresa di dare rifugio e sostegno a tanti cani e gatti abbandonati.

Bianchina
Piccola Wiggie
Ma due anni fa, alla morte dell'ultima barboncina, il mio cuore si era serrato e non volevo neanche soffermarmi vicino a  dei barboncini, per non sentire le stilettate del dolore che avevo con tanta cura nascosto.

La storia di Ruggine

Invece quel cagnolino, inaspettatamente solo, era lì e mi chiamava sommesso, così  presi l'ardire di aggirare il bancone per poterlo vedere meglio.
All'ospedale veterinario sono di casa e nessuno ebbe nulla da eccepire, tranne quel batuffolo malconcio, che si era sporto con la testolina fasciata da un'enorme benda, mentre i ciuffi radi sul suo capino fasciato
 nascondevano gli occhietti vispi...il resto del corpo era depilato e qua e là potevi vedere grosse cicatrici in prossimità delle giunture degli arti, completamente avvolti  da ingessature.
La poca pelle esposta era tormentata di piaghe da decubito, ma lo stato fisico era comunque eccellente,lo spirito pieno di curiosità e disposto a trascinarsi pur di vedere chi fosse arrivato.
Il piccolo, che seppi appunto chiamarsi Ruggine, era lì dallo scorso luglio, quando un'automobile l'aveva investito e avrebbe sicuramente posto fine alla sua giovane esistenza, se la padrona, dopo diversi indecisi pareri veterinari, non fosse giunta subito all'ospedale.
Il piccolo, in fin di vita, aveva perso i sensi due volte ed era stato rianimato prontamente ed in seguito sottoposto ad una serie di particolarissime operazioni.

Lui vuole vivere

Adesso invece  mi guardava sospettoso: "Fa la guardia, pensa di essere il nostro cane...", si era affrettata a spiegare  l'assistente del dottore e concluse sommessamente: "i suoi proprietari abitano lontano e non possono venire a trovarlo".
E così lui, il piccolo sfortunato, s'era fatto di casa tra studenti e laureandi, medici, infermieri e fisioterapisti: la mattina sul suo girello predisposto, più spesso adagiato su cuscinetti e copertine.Alza la testina fiera, tra tutte quelle bende e richiama l'attenzione, sebbene la posizione eretta sia ancora  un traguardo ambito: lui non punta alcuna delle zampe e forse 3 su quattro sono "andate"..
Esclamai in un moto quasi automatico:"ma perché farlo vivere così?"
"Lui vuole vivere", mi fu risposto prontamente, " lui non vuole andarsene, non si è mai perso d'animo".

I barboncini ricordano e portano il broncio

Rabbrividii al pensiero del dolore degli interventi e dei chiodi che aveva conficcati, del capino ingessato, dalla mascella lussata.... ma sorrisi tra le lacrime  intravedendo i  suoi occhietti e il suo nasino con sfumature ciclamino.
Pochi giorni prima la proprietaria gli aveva fatto visita e lui era rimasto immoto: non solo non aveva manifestato gioia nel vederla, ma si era completamente bloccato, dando l'impressione di essere molto più inerte di quanto non apparisse in sua assenza: ricordai bene che i barboncini sanno portare il broncio a chi l'abbia, a loro avviso, abbandonati.
E la povera signora si era disperata di questo, non capendo il dolore da cui era originato questo comportamento...

Intanto Ettore, il mio campione, era sotto i ferri, per il pronto intervento di una valentissima chirurga che ci aveva raggiunti alle nove di sera.
 Io non mi sarei assentata da lì per nulla al mondo e quindi rimasi ad aspettare e  Ruggine accanto a me... si addormentò mentre lo accarezzavo.

Brevi ed  inaspettati movimenti coordinati ma tornai a casa piangendo per la sua sorte

Il giorno dopo Ettore era in terapia intensiva e io potei ottenere di stare con lui, abbracciando così di tanto in tanto anche Ruggine, che sembrava aver fatto qualche inaspettato movimento coordinato...ho assistito  ben due cani paralizzati in passato, conosco un poco  la terapia e l'affetto di cui occorre circondarli, non lasciandoli mai soli.
Tornai a casa piangendo per la sorte del piccolo Ruggine che presto sarebbe stato spostato in un'altra struttura a fare fisioterapia,  sarebbe stato necessario cambiare casa e farsi nuovi amici.....

Benedette creaturine che sciolgono la ruggine dal cuore...

L'indomani ero di nuovo in ospedale e chiesi allora al medico se fosse controindicato portare il barboncino fuori in giardino con Ettore, che intanto stava un poco meglio.
Ebbi la sensazione che al piccolo facesse tanto bene stare fuori sull'erbetta fresca, mangiò di gusto e si addormentò tre le mie braccia, così lo adagiai piano vegliandone il sonno e coprendolo con una copertina di lana.

Benedette creature che sciolgono l'amore nel cuore: lui aveva sciolto la mia vecchia ruggine, la crosta di dolore e raccapriccio che mi aveva ferita indelebilmente anni prima.

Ho capito che loro nascono per insegnarci ad amare, ancora ed ancora, finché avremo sospiri di vita.

Non so se ti rivedrò mai Ruggine, ho lasciato il mio numero di telefono ai tuoi dottori e mi sono raccomandata affinché  parlassero di me alla tua padroncina, se avesse bisogno di aiuto e consigli o di un soggiorno presso di me durante la terapia....
.......se non se la sentisse di tenerti, così...
........chi vorrà pregare per Ruggine?

Pace e Luce

venerdì 20 settembre 2013

Dio è di nuovo in cammino per la Pace

Benvenuti amici del blog al nostro appuntamento del venerdì, grazie a chi ci ha scritto, a chi ci segue con affetto e ci sostiene col suo apprezzamento.

La Preghiera  per la Pace riguarda ciascuno di noi

Siamo di nuovo in cammino, questa sera, per il nostro ritiro di misericordia, di fede nel Cuore del Signore.



La grazia che ci infonde, durante la preghiera, è una grande opportunità per innalzare la preghiera per la Pace nel Mondo, che deve essere oggi il nostro pensiero più importante: questa è la nostra seconda opportunità, se sentiamo di aver fallito in passato.



Abbandoniamo vecchi egoismi e banalità

Dobbiamo avere chiara la nostra missione di "portatori di pace" e come tali cogliere l'opportunità di crescere insieme, considerare la chiamata a riflettere su noi stessi e sulla nostra vita.
Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare i piccoli egoismi personali e le banalità, offrire le nostre perdite al Signore, sia pure il nostro attaccamento agli oggetti dei sensi...:riconosciamo la precarietà di alcune esigenze che in realtà sono solo specchietti di vanità o polvere irreale.

La debolezza si tramuterà in coraggio mentre l'attaccamento rende schiavi!

Quello che da bimbi avremmo chiamato "fioretto": cogliamo l'occasione per offrirlo oggi stesso!
Diciamo : "Ti mostro la mia debolezza o Signore, perché Tu possa tramutarla in coraggio!"

Non condanniamo la gioia e la partecipazione agli aspetti più materiali della vita, quando questo è fatto nel rispetto delle creature e  in lode al Signore, ma liberiamoci dell'attaccamento che ci rende schiavi di tutto, persino degli oggetti più meschini.

Doni magnifici, ricchezze e salute

Sviluppiamo un sano amore per tutti i nostri fratelli, sopratutto per i più sofferenti e attraverso di loro, amiamo il Signore e accettiamo i molti doni dei nostri Angeli.
Saranno doni magnifici, saranno ricchezze e salute, ma sopratutto si otterrà la volontà di ritrovarci, nella nostra Natura Divina.

Come pregare

Preghiamo perciò venerdì alle 22  per la nostra rigenerazione, per la riedificazione del mondo nella Pace  e nella sicurezza della vita che il Padre ci ha donato.

Ripetiamo insieme allora, con voce ferma ed il cuor pieno di speranza, l'Anima Christi:

Santificami, anima di Cristo                                                 

Salvami, corpo di Cristo

Inebriami, sangue di Cristo

Lavami, acqua del costato di Cristo

Confortami, passione di Cristo

Esaudiscimi o buon Gesù

Nascondimi dentro le tue ferite

Non farmi separare da te

Dal nemico maligno difendimi

Nell'ora della morte chiamami

e comandami di venire a Te

Perché con i tuoi Santi io lodi Te

Nei secoli dei secoli

Amen

Pace e Luce

venerdì 13 settembre 2013

L'avventura di un'anima e la saggezza del Grande Faggio.

Considerazioni semplici e leggere come granelli di luce 

Eccomi giunta al "mio" albero, un grande faggio in cima ad un altopiano luminoso e qui prendo appunti veloci con il mio taccuino: non so quando i web master utilizzeranno questi miei scritti...perché sono sempre loro a decidere o a dare priorità: a volte c'e' una lettera importante cui dare risposta, talaltre volte un fatto di cronaca da commentare o su cui esprimersi...indietro vengono lasciate spesso le considerazioni semplici, quelle che io giudico "fatate"..leggere come granelli di luce che filtra da una grande persiana semichiusa...

Il ritiro di Mirina


Il Grande Faggio non vuole che lo si riprenda in  foto, ma  accompagnerò chi vorrà  incontrarlo
Durante questo periodo di ritiro, qui sulle montagne, amica del vento e del sole e senza altra compagnia che pochi cani e un gregge di pecore sottostante...mi chiedo  perché, per ritrovare la nostra centratura, siamo spesso costretti a rincorrere il silenzio.

Ascoltare le emozioni e gli spiriti silvani e sentirti felice

Aprirsi alla grande sinfonia del paesaggio, svegliarsi tra i trilli degli uccelli del mattino, ascoltare l'urlo angosciato del lupo di notte e i richiami degli uccelli notturni...meditare sui propri stati interiori: la paura e l'attesa ataviche che mutano la prospettiva del mondo, la mia paura è adesso e sono ancora viva nel mezzo della notte...

Ma poi viene il giorno, carico di speranze, la bisaccia con il mio pane oramai secco, la scorta di frutta, la tanica dell'acqua perché qui non ci sono sorgenti.
Sentirti felice mentre ti siedi sulla roccia e guardi il sole che nasce proprio di fronte a te.

Il mio Albero Guida 

Puoi meditare, raggiungendo il Grande Faggio...ha più di 600 anni, mi sorprendo a pensare che il suo massiccio basamento potrebbe contenere una cinquecento: le radici fuoriescono dalla terra umida per diversi metri intorno, ricoperte di muschio vellutato...mentre i rami nodosi si aggrovigliano in nuove spirali fino al cielo...il tronco è inaspettatamente sinuoso ma presenta anche diverse nodosità, sembra apparire il viso di uno gnomo dispettoso, con un buffo naso..mi viene in mente che nelle leggende del nord Europa si dice che gli alberi nascondano gli spiriti silvani e forse è così anche per questo maestoso Faggio, il mio Albero Guida.

Un conforto vibrante nel fremito impercettibile

Un giorno di tanti anni fa, addolorata ed ansante, accosta col viso al muschio del suo tronco, l'ho cinto di un abbraccio di gratitudine, mentre sembrava scaturire  attorno ad esso  un palpito vibrante, un fremito impercettibile e confortante.
Da allora mi reco a visitarlo e ad ascoltare i suoi messaggi.
E gli chiedo: "In che modo posso trovare Dio?"
E lui mi risponde :"Con la tua ispirazione"
Ripenso agli studi sull'inconscio e a quanto questo non rappresenti una regione vicina a Dio, ma una zona oscura e insidiosa, inducendo Freud a farne il campo dei suoi studi sulle nevrosi...
distinguere tra ispirazione e cospirazione è come disquisire tra anima e inconscio?
Ma ricordo subito che la bibbia afferma che "l'ispirazione è un atto di grazia" e laddove appare semplice e ingenuo conserva tutta la meraviglia della Luce.
Rimango silenziosa ad ascoltarlo, lui sì, l'albero, immobile e semplice, sa tradurre i soffici palpiti degli angeli...:

"La cattiveria dell'uomo non è incorreggibile, ognuno può cambiare modificando il suo processo mentale, le abitudini ad immaginare.
Tutti possono affrontare le tendenze sbagliate e  riportarsi sul sentiero divino.
Le azioni di tutti i giorni sono la palestra di ciò che si costruisce con la fantasia e che resta indelebilmente impresso in quella regione che si chiama inconscio.
Deviati da queste impressioni arrestate i vostri ideali, vi adattate ad una vita mediocre, smettete di sognare e di creare: ma il Sole della Sapienza di Dio è nascosto in ciascuna creatura e non è mai troppo tardi per vederlo, neanche in punto di morte."

Ecco cari amici del blog che vi offro questo spunto di riflessione per stasera: portiamo il consiglio dalla foresta nel nostro cuore e riuniamoci stasera alle 22 per pregare sulla nostra vita, su come farla fiorire nella luce affinchè divenga un albero possente ed energico, per dare speranza a noi stessi ed ai nostri  fratelli.

Pace e Luce

venerdì 6 settembre 2013

Alla tribù delle noci sonanti

La scelta di Fabrizio

Avete mai pensato che in Italia esistessero le tribù?
Che ai nostri giorni qualcuno scegliesse di vivere senza luce elettrica, non per povertà, ma per scelta?
Nonostante l'urbanizzazione, il caos, la politica, la moda e le crisi economiche..esistono luoghi magici dove i denari sono considerati meno di niente e la vita, la gentilezza e la fratellanza rappresentano l'unico vero cardine sostenibile in base al quale impostare la quotidianità.

Il cattura sogni all'ingresso 

Alla tribù si dimentica di avere un cellulare(tenerlo acceso è assolutamente vietato) e mentre discendi la valle addentrandoti nel fitto della boscaglia, senti di allontanarti dalla tua vita quotidiana, dalle ovvietà, dalle tristi consuetudini  e scopri il paradosso di raggiungere te stesso, fin dove non pensavi fosse possibile.

All'ingresso dell'appezzamento della tribù ti accoglie,appeso tra cespugli e arbusti di nocciuoli, un cattura sogni fatato, intessuto di liane e ricamato con filo di cotone e noci, un artefatto della nostra terra e degli abili artigiani della tribù.Simbolo della possibilità, per ognuno che attraversa, di conquistare il suo sogno, purché  esso sia buono e giusto.

Siddharta, principino biondo di un regno incantato, è cresciuto sano e vegano

Le noci, che rappresentano ciascuna i componenti della tribù, suonano assieme, così come i cuori festosi dei suoi  abitanti.
Lì oggi erano Fabrizio, con il suo figlioletto Siddharta, un principino biondo di 6 anni,cresciuto sano e vegano, che ama giocare con matite e colori, che non conosce la plastica e che ammira ancora estasiato i disegni dipinti d'oro e d'argento, perchè non è assuefatto alla televisione.
Il tempo alla tribù si svolge lento ed è ritmato dalle consuete occupazioni di noi abitanti delle campagne: raccogliere la legna, provvedere alle provviste per l'inverno...ma per loro, che non fanno alcuna spesa al supermercato e che vivono solo dell'autosussistenza, quest'attività è tra le più importanti e prioritarie.

"La  meditazione è nella mia presenza agli attimi della vita"

Fabrizio si dedica all'agricoltura e all'allevamento delle api, attività a cui dedica gran parte del suo tempo, oltre a quello che trascorre in meditazione.
"La mia meditazione non è solo quella del mattino, ma è nelle mie piccole attività, nei momenti felici ed estatici della campagna o mentre macino il grano per farne del pane".
La macina di Fabrizio è di pietra e ne è orgogliosissimo: loro che aborriscono l'uso dei motori, devono provvedere per tempo alla lavorazione dei grani, occorre almeno un'ora per macinare  quel chilo di farina che noi acquistiamo noncuranti in negozio.

Ogni giorno è una preghiera per non nuocere

Quando sei da lui acquisisci consapevolezza del tempo e delle cose, il valore fondamentale dell'individuo, che si rispecchia nella sua natura di essere meraviglioso e magico.
Ogni giorno è una preghiera per non nuocere, per non causare disagio con il suo sopravvivere: Fabrizio cammina leggero sulle sabbie del tempo senza lasciare impronte.
Ma ne lascia nei nostri cuori, grazie alla sua profonda conoscenza delle scelte serene della sua vita, nell'umiltà di prediligere per se e per il figlio un'esistenza semplice e gioiosa.
Chi si è recato con me a conoscerlo non ha potuto non esserne affascinato, anche se a molti non sembra possibile vivere senza luce, acqua corrente o bagno in casa.
"E' stata una scelta ragionata"dice Fabrizio " se avessi accettato una comodità, questa avrebbe portato con se una serie di obblighi, di circostanze e vicissitudini che avrebbero limitato la mia libertà".

Da Fabrizio a Gary Snyder, l'idea bioregionalista

Così  narra sul Seminasogni, il giornalino scritto assieme ad altri amanti della vita "selvatica".
Il senso della selvaticità cui si ispira Fabrizio è quello raccontato dal poeta Gary Snyder, premio Pulizer per la poesia, che molti di noi bioregionalisti hanno conosciuto in Umbria anni fa.


Questo scrittore sostiene che noi umani si faccia parte di una rete di relazioni, in un luogo specifico: " in questo luogo ognuno di noi può trovare la delizia di convivere con altri esseri vegetali, animali e umani e questa convivenza ci pone di fronte al dovere di lasciare spazio agli altri, non pretendere troppo habitat, cibo o acqua.Riuscire a contenersi entro questi limiti da forza alla nostra vita e ci fa vivere dentro il luminoso sogno della terra."

Un'ecologia profonda che ci insegna chi siamo e dove siamo.

Preghiamo allora stasera ascoltando i nostri bisogni, ascoltando quanto della nostra quotidianità sia precostruito in base ad un modello e  cosa sia veramente utile portare nel cammino della vita...
.....forse solo un briciolo di saggezza e tanta allegria?
I nostri Angeli lo sussurrano sempre....

Pace e Luce con tutti voi, stasera, nella preghiera delle 22.

domenica 1 settembre 2013

Il libro degli ospiti: benvenuto al blog degli Angeli!


  • La pace sia con te, straniero!
    Entra e non avere timore.
    La porta è aperta e sei il benvenuto nella mia casa.
    C’è spazio per tutti in casa mia.
    Ho spazzato il focolare e acceso il fuoco.
    La stanza è calda e allegra, qui troverai comodità e riposo.
    La tavola è apparecchiata e i frutti della Vita sono alla tua portata.
    Inoltre, il vino è qui, splendente di luce.
    Ho messo una sedia per te, dove i raggi del sole danzano attraverso la tenda.
    Accomodati, rilassati e rinfresca la tua anima.
    Mangia la frutta e bevi il vino.
    Tutto, tutto questo è tuo.
    E tu sei il benvenuto!
    Ernest Holmes

    Puoi scrivere ciò che senti  di voler esprimere nei commenti a seguito di questo post!



venerdì 30 agosto 2013

La comunità della nuova alleanza


La preghiera del venerdì:
Allearci ai nostri Angeli per affrontare la vita

Cari amici del blog,
questa sera avrei voluto parlarvi di alcuni percorsi mistici , luoghi di recente esplorati, ma la mia attenzione è stata distratta da quanto i nostri Angeli stanno facendo di magnifico ed eccelso per tante persone del blog: devo confessarvi che ricevo commossa e piena di gratitudine l'affetto e la comprensione che molti di voi manifestano per  questo mio umile percorso di condivisione.

Ecco perché vi invito a leggere ed a meditare sulla lettera di Marco, che aveva perduto il suo amore e la salute:
vediamo cosa ci scrive:

E' come scrivere ad una vecchia amica

"Cara Mirina,
scusa se mi rivolgo a te così semplicemente come se  fossi una vecchia amica: ti ho parlato solo 3 volte, ma ora mi sento pronto per condividere con il blog la mia esperienza di illuminazione.
Ti farò sorridere nel dire così ma quello che mi è successo merita questo aggettivo e penso che quando ti succede qualcosa di così profondo puoi solo essere costretto ad abbandonare dubbi e paure.
Grazie di esserci Mirina e di ascoltarmi.

La mia compagna mi aveva tradito per 11 anni

Allora come sai  la mia storia con Pamela era davvero finita, sebbene come avevo constatato lei aveva ancora desiderio di stare con me, nonostante quello che era accaduto, nonostante il tradimento perpetrato in 11 anni di convivenza.Era stato un tradimento fisico e poi dei miei ideali, della mia fiducia, giungendo persino ad abortire di nascosto perché lei di figli non voleva sentirne parlare.Ero pieno di ira e di rabbia.
Ma  non sono qui per giudicare, ma per comprendere e nel far questo ti ringrazio ancora una volta Mirina, per avermi aperto gli occhi.

Promisi a mia madre morente che avrei lottato per la mia vita

Purtroppo dopo pochi mesi si ammalò  mia mamma e mentre stavo in ospedale con lei, in seguito al consiglio di alcuni medici, feci degli esami e risultò che ero affetto anche io da una gravissima malattia di cui temo ancora a pronunciare il nome.
In quei momenti di solitudine e disperazione assistetti alla morte di mia mamma: io avevo solo lei, non ho mai conosciuto mio padre e mi sentivo solo e sperduto come un bambino.
Ma mia madre mi aveva preparato e mi sosteneva col suo sorriso, mai un lamento e tanta pace: "Marco, sei sempre stato coraggioso, ora devi esserlo per tutte e due, vuoi farlo per me?" mi aveva detto mentre le lacrime mi rigavano il viso...Io l'avevo abbracciata forte, in quelle stanche magre ossa e le promisi che avrei lottato anche io per la vita che mi aveva donato.
Pochi giorni dopo la sua morte, nel corso di una delle tue  meditazioni, mi parve di sentirmi più vicino a lei e mi sembrò di averla ancora accanto, sentendone anche il profumo.

Ero più vivo che mai anche grazie alla forza delle meditazioni

Mi sembrò che gli Angeli mi avessero trasportato accanto a lei e che  tutto era bontà, serenità, amore.
Pensai : "forse sono morto?"
Ma non era così, ero più vivo che mai, ogni giorno dalle meditazioni prendevo la forza e il coraggio di vivere e di curarmi nel modo più giusto e grazie a tutti coloro che ho incontrato sulla mia strada, potrò presto dirmi guarito.
Fui pronto anche a reincontrare Pamela, forte di me stesso e della mia risolutezza, ma quando la vidi scopri di non odiarla più: mi sembrò una ragazza confusa e sofferente e non più la donna meravigliosa che mi aveva straziato fino ad ammalarmi.
Così la perdonai, senza cedere però alle sue richieste di tornare insieme. Non volevo ferirla: forse non era lei la donna che stavo aspettando.

Ai miei figli racconterò di te

Anche adesso sto aspettando, so che arriverà, so che quanto di buono ho ricostruito ha bisogno di essere condiviso e ogni giorno, durante la meditazione, immagino che anche lei, questa donna ideale, mi stia cercando, la donna con la quale ricostruirò una famiglia felice, piena di gioia e di lavoro onesto, so che avrò dei teneri marmocchietti da tenere sulle ginocchia e ai quali racconterò di una signora che abitava su di una collina, che una volta mi aveva accolto  quando vagavo triste e sconsolato e che mi aveva  indicato la strada per uscire dal buio: sei tu Mirina.
Grazie della tua comprensione infinita e dell'ascolto sincero." 


Caro amico del blog, caro Marco,
confesso che mi hai commossa: lettere come la tua non fanno solo piacere, ma rendono testimonianza che ciascuno di noi, nel suo piccolo, può davvero aiutare gli altri.
Infatti io non ho alcun merito, non potevo far nulla per te se non indicarti un percorso di fede e di forza d'animo. Il resto è stato un tuo merito, una tua precisa determinazione a capire e a conoscere cosa fosse giusto e cosa sbagliato.
Sono anche io convinta che la tua bella sposa non tarderà ad apparire e che tutte le tenere sorprese che ti riserverà la vita ti ricompenseranno del buio e della sofferenza patite.
Saprai apprezzarle proprio a causa di quel dolore cui hai saputo attribuire il giusto valore.
Ogni disagio, come sappiamo, è foriero di opportunità di crescita, mette in moto un cambiamento, anche se spesso questo si manifesta come  un terremoto nella nostra vita.
Ma sono contenta che tu oggi sia in grado di interpretare i  mutamenti , imparando a collaborare con gli Angeli per una vita sempre più gioiosa e piena di splendide opportunità:  tua madre di lassù ti sorride.

Prendo spunto dalla tua lettera per introdurre il tema della preghiera di stasera:

i disagi che ci invia il Signore sono spunti di riflessione per cambiare e per migliorare: in che modo le sofferenze  ci sostengono e ci indicano la strada?

Mediteremo su questo nella preghiera di stasera alle 22, promuovendo nei nostri cuori l'esortazione profonda che ci faccia vivere con Gesù, sentendoci come i primi apostoli eletti a  nucleo primordiale di una nuova comunità di alleanza col Padre Nostro(Mc 3,14)
Pace e Luce

venerdì 23 agosto 2013

Il dono dell'aquila

Dove il tempo goccia muto.........


Lettera di un'assistita:

"Cara Mirina, ho trascorso da te i 15 giorni più belli della mia vita, grazie e grazie di avermi donato la possibilità di conoscerti e di condividere con le mie nuove amiche un percorso fatto di onestà e coerenza.
Ma sopratutto devo ringraziarti per avermi permesso di conoscere me stessa e l'hai fatto introducendomi a questo luogo magnifico dove abiti e ai suoi misteri, alle sue leggende.
Sopratutto sono stata felice di visitare le Grotte di Frasassi (ricordo le tue parole mentre eravamo in quella meravigliosa grotta grande del vento :" Il ventre di madre terra dove il tempo goccia muto")e poi il santuario della Madonna di Frasassi, dove ho offerto il mio rosario in dono,non saprei cosa dire perché tutti i luoghi erano affascinanti e meravigliosi, pieni di sacralità e infondevano tanta pace e meraviglia.In particolare sono stata contenta di visitare la forra vicino alla splendida abbazia di Fonteavellana(dove tornerò presto, se ci accompagnerai, con mia madre!).Quello che accadde quel giorno mi è davvero rimasto impresso nella memoria e nel futuro lo considererò il momento della mia risalita interiore, con la presenza delle aquile....sarò felice se vorrai pubblicare questa mia lettera sul blog,a te un dolce abbraccio
Rita F."





Tra eremiti e demoni fa il nido l'aquila

Cara Rita,
grazie a te di aver partecipato il tuo entusiasmo sul blog per questi piccoli percorsi a tema che propongo a chi sia interessato a vivere la mia regione nei suoi lati più inusitati.
Conoscere un luogo significa percorrerlo ed amarlo, per anni, come ho fatto io, zaino in spalla, assieme ai miei fidati amici 4 zampe, alla scoperta di percorsi sconosciuti.


Eravamo "pronte" a ricevere un segnale

Quelli che tu citi  tra i percorsi, sono tra i più noti e fanno parte dei due indirizzi che ho chiamato "la via sacra" e "la via misterica", ma quello che ci accadde quando ci fosti anche  tu sulla forra, lo ricordo  con grande emozione.
Diciamo che allora, in un gruppo di sole 5 persone, immerse nel silenzio e nella quiete, dopo le preghiere delicate ed ardenti nell'abbazia camaldolese, eravamo "pronte" a ricevere un segnale...credo che sia andata così.



L'aprirsi della forra come un orrido dantesco

Ma per dovere di cronaca descriviamo al blog il luogo meraviglioso della nostra avventura, chiamato appunto la Balza dell'Aquila, nel comune di Serra Sant'Abbondio, incastonato nel massiccio della catena del Catria.
Il  nome "Balza dell'Aquila" è dovuto appunto ad una coppia di rapaci che nidifica qui e dove è bene non recarsi da novembre a luglio, per non disturbare nel tempo di corteggiamento e poi  lo svezzamento dei piccoli.
Fu lì che ci recammo, risalendo  la sterrata del monte Catria, fino  all'aprirsi della forra, che ricorda orridi danteschi.
Ogni volta questo luogo toglie il fiato per la bellezza brusca: tra pareti verticali di calcare massiccio, si susseguono salti e cascate, un itinerario bellissimo, non per inesperti, ecco perchè ci fermammo dapprima  ad  ammirare il paesaggio.

Timore ed ardore: uno stato dell'essere primevo

In fondo la forra si apre in una valle e un sentiero riporta all'eremo.
Si tratta di un luogo impervio, un terreno selvatico, difficile da conoscere a fondo e che tiene lontani i visitatori occasionali.
La stessa balza dell'Aquila è testimonianza di come le acque meteoriche si insinuino nel complesso del sovrastante Monte Acuto, come pure poco oltre, alla Buca del Diavolo, una delle centinaia di cavità scavate dalle acque che affiorano come "risorgenti" e che  indicano appunto il carsismo del pendio.

Gli abitanti parlano della "gelosia" del monte e tante leggende si legano a questi luoghi.
In qualche modo in noi risorge un  timore antico e ci mette a contatto con le nostre paure recondite, le emozioni risorgono pure dal nostro cuore e la mente razionale è chiamata ad una sintesi ardua... ma chi mantenga questo stato dell'essere senza rifuggirlo, può attingere alle sue forze più remote.
Appunto durante la nostra pausa a base di thè e frutta secca, adagiate sull'erba fresca, i racconti ci trasportarono in questa dimensione fatata, al di là del tempo, dandoci il brivido della scoperta, partecipi ed emozionate come in un film di Indiana Jones.

Il dono dell'aquila

Come conferma Rita, credo che ci siano momenti di particolare comunicazione con l'Universo tutto e la Natura: accade quando riesci a far parte del paesaggio che ti circonda e lasci andare il tempo, anziché limitarti ad un turismo distratto...ecco che allora puoi ricevere un dono, che scioglie ogni forma di condizionamento e diviene energia cosmica pura: fu quello che ci capitò e che chiamammo "il dono dell'aquila".

Ognuno di questi viaggi è particolare, perché è anche un po un esplorare  noi stessi, risalendo specchi interiori, reazioni e paure sollecitate dagli spettacoli di una natura ancora pressoché intatta, che ha creato il retroscena ideale per eremiti e santi, cavalieri e dame, folletti e streghe...

Stasera pregheremo per questa nostra casa verde, il nostro mondo, così meraviglioso ed estatico, capace di restituire pace e certezza a chi sappia ascoltarlo.

Per voi, cari amici del blog, ci i incontreremo alle 23 in astrale e pregheremo assieme, come di consueto: vi aspetto!
Pace e Luce