venerdì 27 marzo 2015

La volontà dell'essere

Una vita scandita dallo stress

Non manca giorno che non mi capiti di ascoltare qualche commento stizzito su come siano uguali le giornate, stressanti e prive di allegria, spesso monotone... queste persone alludono al rientro a casa come ad una chimera: "Mi siedo sul sofà e finalmente mi guardo un po' di tv senza pensare a nient'altro".
A volte timidamente mi permetto di chiedere : "Ma tutto questo era ciò che volevi?".
E spesso qualcuno mi sorprende: " Ma sì, ho lavorato duro per arrivarci.." e poi subito si corregge: " Ma adesso non so più se sia stato giusto" o altri: " Ho di che vivere ma non sono proprio felice, ma meglio di così non mi è riuscito di fare...e poi chi è davvero felice?", spesso si riesce a stressarsi anche di più quando il lavoro manca e la concitazione diviene allora disperazione e disarmonia.
Mai nessuno si fa venire in mente il paradigma opposto e urla al mondo la famosa frase : "Fermati : voglio scendere!!".
Riprendere in mano la propria vita e  per ricominciare a farlo una pausa puo' essere l'ideale.

Dove abitano davvero gli Angeli?

Piu' spesso mi dicono : "Beata te, Mirina, che vivi semplicemente in campagna, in armonia con gli Angeli!".

Ma allora ripenso a quando non era proprio così..quando mi affacciavo al mondo del lavoro e durante gli studi svolgevo qualche lavoretto. Ricordo quando, impiegata al banco di una cartoleria, accoglievo clienti esigenti e spazientiti, trafelati, in quegli anni in cui tutto era fatto in nome della ricchezza e del guadagno.
"Signorina, ma lo sa che quando parlo con lei mi sento resserenato?", mi diceva un omaccione corpulento, dalle guance rubizze e forse la pressione altissima....
Io sorridevo divertita, ma non aggiungevo che la mia pratica si spingeva a meditare durante la giornata ( e non solo al mattino), attendendo ai miei doveri con tutta me stessa, come se nulla d'altro esistesse, con gratitudine per quel lavoro e simpatia per quelle persone che sopraggiungevano.
Mi impegnavo per dare loro un po' di umanità e di calore, nella giungla della città: un sorriso, uno sguardo comprensivo, cercando di considerare le loro necessità come fossero mie.
E spesso se ne andavano più contenti e con l'animo leggero.
Allora gli angeli abitavano già vicino a me!

Guardare tutto con occhi di Angelo

Quindi, mi dissi, si puo' fare, anzi, si deve fare: ogni giorno, dovunque voi siate, ricordatevi che potete realizzare di più, molto di più: per voi e per il mondo.E non importa se non vi sentite all'altezza, se sbaglierete o perderete le staffe: provate e provate ancora.Io ho fatto così.


Stasera alle 22 pregheremo per la nostra volontà, il nostro spirito di cooperazione, per riuscire a rappresentare una luce ed un conforto per chi si rivolga a noi.
Pregheremo per divenire individui realizzati nella parte profonda dell'essere.
Forse poi, un giorno, attorno alle mura grige della città, nasceranno alberi di perdono contornati di  fiori di pace e armonia e sapremo di averli piantati ...negli "anni bui".
Pace e Luce

martedì 24 marzo 2015

Il tempo della Grazia

Tempo di prove, tempo di chiarezza

Nella tradizione Cristiana è tempo di Quaresima, ma anche nelle altre religioni qualcosa accade in questo momento di passaggio...
e proprio oggi un sottile vento che sconvolge le nostre vite, spesso mette a nudo speranze e desideri, ci fa dimenticare che ci dovremmo amare l'un,l'altro come Cristo ci ha amati.

Appesantiti dal giogo della vita molti dimenticano la levità del Creato e tutte le ineffabili gioie che contiene.
Affacciati al balcone del mondo vediamo iniquità, malvagi che trionfano, oppositori ed inverecondi idolatri...ma dove si trova la strada del cuore? Quella che ci indica il nostro Papa, quella che esaminano le religioni più evolute?

Nell'abbacinamento del mondo c'e' l'inferno sulla terra

Spesso la rabbia ci travolge e ci chiudiamo gli occhi per non vedere, le orecchie per non sentire, serriamo le labbra per smettere di pronunciare lodi e tratteniamo commiserazione sulla punta della lingua.

E se proprio questo fosse l'inferno?Se proprio questa fosse la morte?

Se la condanna a subire le bizzarrie della nostra mente, ineducata al gusto del buono e del bello, si infarcisse di malignità e calunnie, per tirarci in fondo al baratro?

Ci avete mai pensato?

Avete mai messo in dubbio voi stessi quando vi lamentate di un mondo che " non è quello che desiderate"?

Io l'ho fatto e ho scoperto tanto tempo fa la mia responsabilità a cocreare un'esistenza che allietasse tutti, che fosse di conforto.
E non aspettiamoci di esserlo solo con chi ci è simpatico, con chi ci adula, ma esercitiamoci a farlo proprio con chi ci disprezza o ci aggredisce.

Molti mi dicono: "Mirina, in questo mondo se non rispondo all'attacco vengo annientato"
E non posso negarlo, chi piu' di me conosce questa legge ferina, che viene insegnata  sin da bambini, al posto dell'orgoglio della Santità.
E rispondo:
"Un Santo non è uno sciocco o un millantatore.
Un Santo è una persona che offre la parte migliore di se'"

La Sua illuminazione si manifesta coerentemente con la chiarezza con la quale la Verità emerge dal cuore.
E qualcuno azzarda: "Vuoi dire che anche io potrei diventare un santo?".

Vi propongo una riflessione

Chi si avventuri sulla strada della Santità può avere ancora grattacapi, dubbi, noie e non solo improvvise Grazie nel cuore.
Ecco che la forza d'animo deve prevalere, la scelta che operiamo, sia pure apparentemente poco conveniente nella giungla del mondo, è la scelta della coscienza felice.
Avere una mappa per educare il proprio spirito, appare come la Grazia delle Grazie.
Essa è la stessa visione di Dio.
Quella che cambierà per sempre la vostra vita nella gioia del perdono di voi stessi.

Perdoniamo il male dentro di noi e superiamo l'ostacolo della rinuncia

Vivere la Quaresima significa scendere nel profondo di noi stessi.
Possiamo chiamarla come vogliamo e la vivranno tutti..anche coloro i quali non seguono la nostra religione, anche coloro che non seguono affatto una religione...

I semi stanno spuntando nelle viscere della terra, che sono melmose e luride, talvolta bagnate dalle piogge dell'inverno e soffocate dal ghiaccio...occorre accettare di conoscere tutto il male in noi, per risorgere,per impegnarci alla ricerca del germe della Rinascita.

Il Germe della Rinascita c'e' sempre, è tenero e generoso e fa suo il miracolo ogni primavera: offriamogli il caldo riparo del nostro cuore, la pace della nostra mente e l'alacrità di uno spirito indefesso e coraggioso che lo difenda da ogni tempesta, da ogni avversità.
Per Cristo e per i nostri fratelli.
Per te, che ancora stai soffrendo.
Pace e Luce


venerdì 20 marzo 2015

Oltre il senso del tempo

Scorgere la luce nelle tenebre

Passeggio silenziosa nei boschi, mi pare di svettare limpida tra le nebbie e so che è grazie a quei pensieri adamantini che sono ispirati dalla Luce di Dio.
Il mondo oggi è avvolto nell'oscurità: la corruzione e la paura imperversano, la falsità si adorna di sinistre e allettanti bugie: ritirarmi per me era d'obbligo per non venire travolta, per non unirmi al coro dei benpensanti, dei carnefici  o degli ipocriti.

Essere partecipi del mondo e della Libertà

"Mirina è una suffraggetta e lei lo sa" dice di me il web master divertito", ma ai suoi assistiti, ai suoi amici del blog, offre la parte più pura del suo cuore, pregando con loro ogni venerdì per il Bene del Mondo Tutto, dimostrando che si può essere attivi nel mondo, spirituali e sensibili al contempo".

E' vero: quel momento del venerdi' è per noi e basta e nessun bando mediatico, nessun annuncio è frapposto alla chiamata del cuore, che tutti noi ascoltiamo quando arriva il venerdì e di soppiatto scivoliamo via dalla stanza gremita di gente e cerchiamo l'angolo della preghiera, silenziosamente, immergendoci nella gioia.



Il blog degli Angeli : una comunità basata sull'amore

I vostri sms e mails mi hanno raggiunta e riempito il cuore, qui al podere.
Ma è ora di distaccarsi dal personale e tornare ad essere anonima tra la folla, mescolarsi agli agi e ai costumi non tanto, per dirla come i latini perchè "ridendo castigat mores", ma con rispetto, proprio per comprendere da dove ricominciare ed in nome di cosa, ribadendo forte la nostra fede nel Supremo.

Per chi ama il tempo è eterno

Il senso del tempo è nella perseveranza, la capacità di essere coerenti quando tutto appare incoerente e tener conto di quell'incoerenza per costruire nuovi paradigmi che riconoscano  la nostra idea di Pace, Amore, Altruismo.
Il senso del tempo è nella tua capacità di reinventarti il futuro partendo dalla tua disfatta, dalla sconfitta di quello in cui credevi.
Il tempo è eterno..come te...è per questo che pregheremo assieme stasera, uniti dalla luce degli astri e di quella stella, il sole, che sebbene talvolta si oscuri, tornerà a brillare, stanne certo!

Pace e Luce

venerdì 13 febbraio 2015

Il senso della vita

Il mondo dei grandi non è sempre un luogo bellissimo

Arrampicarmi sulle ginocchia di papà era il mio gioco preferito e sapevo che se avessi teso le braccia, lui
 si sarebbe immediamente volto verso di me e mi avrebbe abbracciata e poi
sarei volata sulle nuvole tra le sue braccia...
E allora mi parlava con dolcezza, con quel suo tono sommesso, che mia madre protestava sempre
di non udire bene:
" Non credere che il mondo dei grandi sia un luogo bellissimo, non ti affrettare ad arrivarci...vedi, io, il tuo papà ...sono come te e vorrei giocare....
...invece ci sono le responsabilità, cose che tu non conosci, contraddizioni...ma se avrai giocato abbastanza da bambina, le affronterai con coraggio. Il mondo è serio, ma se sorriderai sempre, riuscirai ad affrontare tutto..è come un gioco, una grande prova..."
Parole oscure allora, perché sì..era vero: trovavo affascinante la mamma che si ripassava il rossetto davanti allo specchio, prima di uscire ed anche se la guardavo un po' preoccupata (mi avrebbe portato con sé o no?) mi appariva l'essere più bello del mondo e papà, così sicuro e scintillante nella sua auto sportiva, ma così serio e quasi algido nei rapporti pubblici non lasciava immaginare come potesse essere tenero con noi bambine e...romantico con la mamma....difficile da credere che non fosse un bel mondo quel che mi aspettava...

La mia non era stata una famiglia religiosa nel senso più comune del termine, non solo non erano praticanti, ma  mio padre si professava addirittura ateo e mia madre, tenacemente borghese, semplicemente onorava i riti di questa società.
Appresi dell'esistenza di Dio da una prozia affettuosissima e negli istituti religiosi dove studiai....nel mio cuore si apriva una certezza senza eguali.

Mai  le piccole e grandi avversità si incisero profondamente nel mio cuore

Maturai un punto di vista obiettivo e franco, ma pure spirituale e fantasioso, a volte un pò dogmatico, ma incline al perdono:
 e così mai  le piccole e grandi avversità si incisero profondamente nel mio cuore.

Oggi mi chiedo se tutto quello di cui parlava papà io l'abbia poi sperimentato davvero...perché non saprei dire quando mi resi conto che anche la vita era un gioco.

Spesso sorrido tra me e me e alcune situazioni del mondo mi sembrano buffe, altre volte ne soffro  un pò perché
 appaiono dei controsensi enormi ...contrapposti alla chiarezza della mia percezione...
Credo che il senso della vita si esprima differentemente per ciascuno di noi...ma che poi ritorni attraverso una spirale convergente verso le scelte d'Amore.

Come dimostra quello che mi è capitato proprio pochi giorni fa e che vi voglio raccontare, ma per farlo dobbiamo ritornare indietro nel tempo, a ben 10 anni fa...

La storia di Gigia e Pierina

Pierina a quel tempo abitava poco lontano dal paese in una modesta casetta, fatta con i risparmi della mezzadria, terminata per lei ed il suo amato marito neanche troppo tempo prima, negli anni settanta...riscattata l'abitazione l'avevano abbellita con grazia non eccessiva, rispettando quella vita semplice che avevano condotto e non rinunciando mai alla coerenza e al buon gusto.
Ogni domenica la loro unica figlia Ninetta si recava a trovare sua madre, vedova da diversi anni, ed era un' occadione per portare  i nipotini, meno spesso ci si recava col marito.
Pierina sapeva da tempo che tra sua figlia e Antonio, quell'uomo che aveva voluto sposare troppo in fretta,troppo diverso per nascita e abitudini, le cose non andavano bene, ma pregava tutte le notti perché la famiglia si mettesse a posto, come ripeteva fra sé e sé. Per questo non si mostrava irritata dall'evidente disgusto che lui palesava per la vita rurale che la suocera conduceva: capiva anzi  che a  lui, illustre avvocato, vissuto tra gli agi di una condizione sociale "superiore", in una città troppo lontana,per poterla solo immaginare, la sua vita di campagna doveva apparire proprio miserabile.
Perché avesse trovato  sua figlia tanto attraente da volerla sposare, non lo capiva, ma sospettava che in quella studentessa in legge, allora semplice e tanto ingenua, avesse potuto sfogare la sua ansia di despota.Il destino delle donne non era facile, si diceva.

Quella settimana Ninetta,  era venuta da sola, anzi, non proprio sola: con un batuffolo bianco al seguito, che era balzato  scodinzolando dalla vettura lussuosa di sua figlia.
"Mamma" l'aveva pregata poi Ninetta " Antonio non vuole che noi si continui a tenere Gigia" disse indicando la piccola barbo-maltesina che l'accompagnava serena ed ignara.
"Vedi.. è troppo vivace e lascia tanti  peli in giro, mi ha detto di portarla in canile..ma non ce la faccio proprio: non potresti tenerla qui?Così i bambini non ne soffrirebbero troppo..."
Pierina si era fatta pregare un po', ma poi,di fronte alla preoccupazione della figlia, capitolò e promise che l'avrebbe tenuta.
Fu così che Gigia fece la sua comparsa alla casa sui campi.
I primi giorni  intimidita e rattristata,  poi col tempo avrebbe preso a seguire Pierina alla sua passeggiata al camposanto, al pomeriggio e poi sui campi nella bella stagione, a settembre nella vigna e alla raccolta delle olive in autunno...quella strana signora che all'inizio non parlava mai, mai una carezza, ma che le offriva parte della sua minestra, anziche' le crocchette con cui era stata abituata... quella signora che aveva odori così curiosi, che visitava le oche e le galline e la sgridava quando lei si divertiva a rincorrerle sull'aia.
Gli anni passarono e vide di rado i suoi vecchi padroncini, e spesso quando erano in visita la chiudevano nella corte e non poteva raggiungerli in casa, ma poi, quando andavano via, Pierina le portava un bell'osso e la coccolava alla maniera contadina con qualche buffetto bonario.
 Col tempo Pierina, complice la sua solitudine, aveva iniziato a rivolgersi a Gigia proprio come fosse una persona:
"Andiamo a trovare Alfredo?" e questo voleva dire la passeggiata al camposanto, quando Pierina portava qualche fiore e qualche preghiera al suo defunto marito.
Poi "andiamo a far spesa" significava tornare con qualche gustoso bocconcino acquistato in paese.
La sera, accanto alla stufa a legna, Pierina cucinava una bella zuppa e a lei dava qualche crosta di pane, di formaggio e pure una carezza.
Gigia prese ad ingrassare e pure Pierina.
Gli anni trascorrevano e loro erano divenute  inseparabili, l'anziana contadina e la non più giovane barboncina,  entrambe colpite dall'artrite per l'umidità di quelle vecchie case di pietra, camminavano un po' incerte lungo la strada del paese, inseguendo il sole d'inverno e schivandolo d'estate sotto qualche quercia, quando era troppo caldo.
Poi un brutto giorno Pierina si ammalò e fu portata in ospedale. Gigia vide l'ambulanza giungere nel piazzale e portare via la vecchia padrona. Rincorse l'ambulanza finché poté...poi la sirena si mise a suonare e la piccola si terrorizzò, correndo  a nascondersi nel fienile.
Iniziò ad aspettare Pierina tutti i giorni, andava in paese al mattino, al pomeriggio al camposanto e poi tornava a casa sconsolata.I giorni trascorrevano e la sua pappa era assicurata: un vicino di buon cuore andava a portare da mangiare agli animali di Pierina.
Solo dopo due settimane giunse Ninetta preoccupata, affranta, chiese al vicino se, ora che sua madre non c'era più, poteva lui stesso prendere Gigia.
Quello non parve contento, ma accettò ugualmente di occuparsi di portarle del cibo, finchè non si fosse trovata una soluzione.
E così trascorse un anno. Gigia trotterellava come sempre al pomeriggio sino al camposanto e nel paese tutti l'amavano e molti si commuovevano, ma nessuno aveva immaginato della sorte che l'attendeva...
Accanto alla tomba di Alfredo c'era oramai anche Pierina, ma la piccola barboncina non poteva saperlo.
"Mi raccomando Gigia" aveva detto Pierina dal suo letto di dolore: " Non fatela soffrire!"
Non preoccuparti mamma, pensa solo a guarire" aveva risposto subito premurosamente sua figlia. Ma ora i mesi passavano e la presenza di Gigia era diventata un problema.Avevano regalato le oche, i conigli, le galline, ma quella cagnetta arruffata e bizzarra, che camminava un po' ondulante, sembrava non volerla proprio nessuno.
Presto la casa sarebbe stata venduta e Ninetta aveva mentito ad Antonio dicendo che la cagnetta era oramai a casa dei vicini.
Ma un brutto giorno l'avvocato accompagno' il nuovo acquirente a vedere la proprieta'...Ninetta non seppe mai nulla, ma quando quello si trovò faccia a faccia con la piccola barboncina, non seppe reprimere un moto di disgusto..."E' rognosa?" chiese l'altro indicando la cosetta grigia con il pelo arruffato e sporco...un pò bizzosa e ringhiante verso il nuovo arrivato
"Non so come mai sia qui, è il cane di mia suocera, l'avevano presa i vicini, poi la riporteremo indietro, non si preoccupi" aveva sentenziato l'avvocato sbrigativamente, con un moto di impazienza; ma pochi giorni dopo tornò lui stesso con un trasportino, indossò un paio di guanti robusti ma pronto a catturarla anche con la forza, si stupi' dell'arrendevolezza della cagnetta. "Meglio così", disse fra sé e accomodo' Gigia nell'auto nel trasportino.
Si fermò a quasi 100 chilometri, una radura offriva un po' di riparo, lasciò  dei crackers che aveva con sé e si disse felice di come quella cagnolina potesse gioire di un ambiente naturale,sicuramente ideale per un animale. Poi aprì la gabbietta e lasciò che quella saltasse giù goffamente..era sporca,artrosica, grassottella... ma forse poteva trovarsi una nuova famiglia adatta in quelle campagne...

Chiuse la portiera come avrebbe sempre tenuto serrato il suo cuore, per il resto dei suoi giorni e ripartì verso la città.

Gigia era curiosa dell'ambiente nuovo, ma era quasi l'ora della passeggiata al camposanto e li' non riconosceva alcun odore delle sue parti, esplorò poco convinta il circondario, cercando di tenere la strada principale, come faceva sempre con Pierina.Poi pensò che sarebbero venuti a riprenderla e attese.
Fu così che gli abitanti di Sasso e Sant'Elena, due paesini di poche anime, videro la cagnetta risalire e scendere la china..molte e molte volte in quei giorni.

Quando io la incontrai, molti mi avevano già segnalato la sua presenza, ma nessuno sapeva da dove venisse ma la piccola che era disorientata e camminava in mezzo alla carreggiata, affamata e confusa, mostrava i denti a chi cercasse di fermarla.
Le sue condizioni erano preoccupanti, anche perché di notte in quella zona pascolavano cinghiali e istrici e anche grosse volpi, come pure i cani del pastore.Troppi pericoli per una cagnolina anziana e poco avvezza a vivere nei boschi.
Non sapevo cosa fare, le previsioni parlavano di un peggioramento della condizione atmosferica e nel week end i ricoveri erano chiusi, decisi allora di posizionare  una serie di scatoloni lungo il suo percorso, con del cibo all'interno, perché  potesse almeno sfamarsi, se non ripararsi...cercavo di farmela amica, ma quel giorno la cercai dovunque senza successo: sembrava scomparsa.
E giunse la notte, freddissima : scesero bianchi fiocchi di neve e il paesaggio collinare apparve muto e spettrale."Forse è tornata a casa sua", mi consolavo, non sapendo cosa pensare.
L'indomani mattina Sighi, la potente rot weiler-pitbbul accolta anni prima e rieducata, aveva corso divertita in giardino, eccitata dalla neve fresca, mentre Sansone il maremmano, aveva abbaiato tutta la notte oltre la recinzione...
"Con la neve gli animali notturni si fanno arditi e bazzicano attorno alle case", mi ero detta...
Ma quando anche Isino il volpino era uscito ed aveva preso ad abbaiare anche lui forsennatamente , mi risolsi a tenere tutti i cagnetti vecchietti in casa e ad andare a vedere..qualcosa accadeva infatti al limitare della radura, presso il confine..
Ma era troppo tardi :  vidi Sighi scuotere un corpicino esanime, i peletti arruffati del barboncino macchiati di sangue.Una visone agghiacciante.Mi feci forza tremando, le intimai di lasciare l'animaletto disgraziato e per fortuna riuscii ad indurla ad obbedirmi.
Il cagnolino non  respirava più, aveva le mucose grige e la lingua ritorta tra i denti,la sollevai ed era... morta...sul dorso i segni delle potenti zanne della rot weiler...
Rimasi la frazione di un attimo sospesa sull'accettare il fatto.. come  fosse entrata al podere quella povera cagnetta era un mistero, a meno che non avesse rotto la rete dall'esterno..
Mentre pensavo cosí  qualcosa di indicibile scattò in me..qualcosa che mi fece agire in un lampo.
Quell'istinto cieco e apparentemente insensato fece sì che la raccogliessi, la stringessi al petto, coprendola dal freddo col mio scialle, rincasando velocemente, poi la adagiai sul tappetino del bagno, accesi la stufa elettrica e presi a massaggiarla...
 "Stai massaggiando un cane morto", mi interrompeva la mente, mentre il mio corpo eseguiva delle frizioni in prossimità del cuore della barboncina abbandonata
..ma era morta..il cuore non batteva più, non respirava..era finita.
 Perchè continuai ancora..non saprei dirlo, duro' mezz'ora..poi la lasciai : non c'era nulla da fare...
Attorno a me il tempo era immobile e presenze angeliche sembravano volteggiare impalpabili attorno..
 Fu allora che vidi qualcosa di impercettibile..non saprei cosa fosse...un tremito di ciglia, un rapido abbassarsi del dorso..e ricominciai con maggior lena quel massaggio, la scaldai e poi ecco di nuovo quel qualcosa...non saprei dire se fisse stato
..un colpo di tosse...la massaggiai più vigorosamente che potei senza lefere le ferite, fermai il sangue col ghiaccio,le feci ingollare acqua e zucchero, bagnandole le mucose contratte e grige..la lingua era piegata  lateralmente, ma non era più schiacciata tra i denti...
"Dai" la incitavo adesso" i barboncini sono forti", poi la pregav, con gli occhi pieni di lacrime per la commozione e il cuore pieno di amore e pietà per quella bestiola ridotta così male, col pelo lurido intricato di rovi, mentre scorgevo sul muso infilato un aculeo di istrice : "Cosa devi aver passato!" esclamai costernata...
I suoi occhietti semichiusi allora mi guardarono increduli....:
Era tornata.
L'indomani, scioltosi il ghiaccio nelle campagne, potei discendere e la portai dal veterinario: forse vivrà, forse no.
Per ora devo curarla intensamente, ogni ora...e insieme, io e lei, accetteremo il destino con tanto amore e tenerezza.
Non posso non credere che qualcuno non l'abbia guidata da me.
Ha scelto lei di venire la podere, ha sfidato la morte e forse Pierina sarà scesa dal cielo per aiutarla...
( ma il suo nome sarà stato proprio Pierina?...)
Spero di essere intervenuta in tempo, ho allevato barboncini per 30 anni... Ma affidiamoci agli Angeli: Loro sanno.
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Il senso è in quello che fai, nel tempo che scorre con te mentre  dai il massimo in ciò che puoi, al di fuori di ogni logica che non sia quella dell' amore.
Mi viene in mente una vecchia canzone: " Si può fare di più, senza essere eroi"

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Non saprei dire quando mi resi conto che la vita andasse vissuta  cercando di dare il meglio di noi in ogni circostanza e senza paura.
A volte può essere drammatica, altre volte è come un'avventura o come un gioco.Forse
 non dovremmo  stancarci mai di considerarla una sfida alla nostra capacità di adattarci: quanto poi sia necessario ridere, cambiare, ma pure soffrire, in nome di ciò in cui crediamo, è da vedere in base a quello che sentiamo di poter fare.
Poter aiutare chi ha bisogno, infine, dona la gioia più confortante, come quei diamanti preziosi, che brillano lungo il cammino dell'esistenza, con il baluginio della luce vera...
Pace e Luce


mercoledì 4 febbraio 2015

Paura e Potere

Le due"P" che governano il mondo terreno

Cosa hanno in comune queste due parole, come ci riguardano e quante volte ci è capitato di sentirci così?
A volte intimiditi e spaventati, altre pieni di forza e capacità di agire con successo?
Quanto temerariamente abbiamo ascoltato questi due picchi della nostra sensazione?

Educazione indiscriminante

Avere paura è un sentimento che insorge spesso negli umani..sin da bambini..il mondo attorno a noi può disegnarsi come brutale o troppo difficoltoso, le sembianze degli amici possono divenire minacciose..la notte può dar ascolto alle nostre ansie troppo a lungo sopite...e  da giovani adulti le cose non vanno meglio, se a farla da padrone c'e' un'educazione che permette la fruizione indiscriminata di immagini terrifiche, senza che nessuno ci avvisi che esse potranno marcare per sempre alcuni spiriti più sensibili.
Da "grandi" non andiamo meglio: la vita caotica , lo stress, la scarsa disponibilità a fruire dei valori della religione...la paura entra nella mente e nel cuore in modo subdolo ed inaspettato con le gioie e le soddisfazioni.
Ma perché accade?

"Assicura i tuoi beni, potresti perderli!"

Tuona una ben nota pubblicità..
Tema ben noto ai pubblicitari di successo, che inseriscono immagini controverse nei loro frames, per ingigantire il bisogno subcosciente di un certo  prodotto nel pubblico, per indurli all'acquisto..così l'oggetto del desiderio finalmente raggiunto, racchiude anch' esso, ai nostri occhi, il pericolo che possa andare smarrito, che possa finire, che si possa perderlo...

Confusione e disarmonia

Insomma: in questa splendida terra abbiamo fatto una gran confusione e non sempre gli splendidi doni di Dio sono rispettati davvero...
E così le paure si accrescono: paura di non farcela, di perdere il lavoro, di ammalarsi, di essere abbandonati dal fidanzato/a, la gelosia, alleata del timore, orribile mostro  fa molte vittime, divide famiglie fa perpetrare orrendi crimini...
Che disastro questo nostro mondo..
che ignora il suo potere vero....
E da anziani poi si scopre di non aver dedicato molto tempo allo spirito e lo spettro della morte avanza terrificante, mentre dimentichiamo perchè S. Francesco  si rivolgesse agli ultimi attimi della vita con l'appellativo di "Sorella Morte"...

Il potere di comandare gli oceani

Se tutti conoscessero quanta forza alberga nell'anima che infonde il nostro spirito in questo corpo di sangue e carne..scopriremmo il modo di comandare agli oceani, ma sopratutto a  rendere sante e spirituali non solo le nostre membra, ma pure le nostre azioni, collegate alla Grande Consapevolezza, nulla potrebbe mai sconfiggerci.
Ma prima di accostarci al "Potere", prima di capire come dirigersi verso questa fonte di stabilità, ascoltiamo questo amico del blog...

Alcol, droghe e perdita di potere

infatti Michele ci racconta:

"Mirina,quando torno a casa la sera  è sempre la stessa storia..trovo mia moglie attaccata alla bottiglia..oramai è sempre così..rientro a casa ed ho paura di quello che può aver fatto : non riesco ad imporle di essere aiutata...".

L'alcolismo, come altre disastrose conseguenze dell'instabilità attuale del mondo moderno, può partire dal senso di paura, prima ancora che dall'inadeguatezza dell'individuo ad una serie di prove di fronte alle quali si sente inerme.
Si entra in un giro vizioso in cui  si vorrebbe conquistare il Potere e invece si ricade nei meandri di un vizio tanto penoso quanto pericoloso, come lo è pure quello delle droghe.

Come conquistare il vero Potere

Oggigiorno non si conosce più la strada per giungere al Potere vero, quello che ci permette di affrontare tutto a viso aperto, fiduciosi e vincenti su tutte le nostre paure.
Si crea un'ulteriore bivio quando si giunge ad avere paura del livello che abbiamo raggiunto: non corriamo più, ma ci fermiamo e temiamo di perdere tutto.
Ecco che il senso di potenza torna ad essere paura, a confondersi con essa.
Abbiamo compreso la dicotomia del Potere e la sua origine nella nostra inadeguatezza.

Insegnante olistica: incontri per migliorare il rapporto col mondo

Per instaurare un rapporto salvifico con la paura, perché venga ridimensionata nei livelli di guardia di fronte ad un effettivo pericolo, occorre ridurre il senso di ineluttabile solitudine in cui viviamo.
Agire in questo senso è possibile quando ci impegniamo nella nostra educazione spirituale: nel coaching olistico  (www.insegnanteolistica.jimdo.com) offriamo a tutti coloro che ci seguono, la possibilità di imparare a governare la propria vita attraverso il contatto con gli Angeli.

Le gioie dell'esperienza

E se come Ungaretti potremmo dire :
"Siamo come d'autunno sugli alberi le foglie"
Non dovremmo tardare a vivere la vita come una splendida avventura, che ci conduce a gustare le gioie dell'esperienza, resa pura dall'Intenzione di non nuocere e cooperare alla salvezza, alla felicità dei nostri fratelli.
Aggirare il punto di vista dell'Ego, ci farà acquisire il vero Potere, quello che non si estingue facilmente e che non può esserci portato via.

Equilibrio e potere

E dunque è chiaro che, per superare gli ostacoli del mondo, convenga raggiungere l'efficienza del potere personale, ma è altrettanto vero che debba sempre essere accompagnato da una disamina delle obbiettive capacità, da un'offerta dei frutti del nostro lavoro ad un'Entità che possiamo chiamare come vogliamo, ma che alberga consolatrice ed immensa in ciascuno di noi.
Il dialogo con il nostro Angelo, con la parte elevata della coscienza individuale, costringe e prendere in carico ogni nostra paura e a rendere inarrestabile il flusso di Potenza Divina in noi...
Lasciamoci condurre dal nostro istinto per il Bene, per la realizzazione salvifica, rinunciamo a vederci come esseri inermi e negletti abbandonati nel buio...
E allora Michele mi chiede:
"Ma se poi invece scoprissi di essere davvero al buio?"
Ebbene Michele, a quel punto, quando avrai acceso  la fiaccola della Speranza e della Giusta Azione, tutto il tuo buio sarà scomparso..in un oceano di Pace e Luce....


venerdì 30 gennaio 2015

Il tempo del silenzio

L'albero della Riconoscenza

Non mi accorgo da molti anni di come il tempo cambi, qui al podere dove tutto scorre in Pace e in semplice armonia...
Solo ora che l'Albero della Riconoscenza, uno svettante cipresso d'oltreoceano, si è abbattuto d'improvviso, un mattino, fra la legnaia e la fontana grande, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando...

Protetti dagli Angeli

Perché sia caduto proprio li' non si sa...

La notte prima c'era stato un gran vento, di quelli che spazzano questa contrada isolata in alcuni inverni..scoperchiando tetti e facendo rotolare le cucce dei cani fino al bordo estremo dei recinti, mentre le ciotole degli abbeveratoi dei cagnolini occorre costruirle in cemento, perchè  non siano rovesciate da quella devastante, consueta potenza..
Ma gli alberi del podere sono centenari e stabili e hanno sempre resistito.

Perché non sia caduto sulla vecchia Panda, a due passi da lui, con cui trasporto le bestiole e i carichi di scatolette e crocchette, ma pure la legna che raccolgo nei boschi...
La sua traiettoria doveva essere un'altra per la legge di gravità...danni ne avrebbe fatti e di gravi.

E allora mi faccio tante domande..

Si può solo avere Fede

Poco prima del crollo, io e Rocky, peraltro tutti e due male in arnese, lui con la sua vestibolite e l'andatura da cane centenario, io provata  che ne sorreggo l'incedere barcollante, ce ne andavamo a  passo lento nei pressi del possente tronco...
E inclinata sulla  scoordinata e magra forma del cagnetto, che annusa ancora felice l'odore dell'erba e dell'aria pura del mattino...arrivavo sin lì..senza intuire nulla dalla sfavillante freschezza delle  fronde verdeggianti dell'albero...
E anche Sighi, l'energica rotweiler pit bull, aveva corso sotto le sue meravigliose chiome, quella mattina....piena di ardori e incontenibile vivacità, rincorrendo i pettirossi che affollavano il maestoso albero...

Ma era caduto d'improvviso, con un tonfo sordo, con cui aveva rimbombato il pavimento di mezza casa...aveva atteso che fosse mezzogiorno, che tutti fossimo dentro casa....

Ma lui aveva resistito a tanti venti.

Il mio Grande Albero, che una signora giapponese indico' come la Tigre Bianca, dicendomi che c'era un modo per identificare gli Spiriti di Protezione della casa  nella sua cultura e che l'albero del podere ne aveva le sembianze...
Poco sotto di lui, infatti, persino la fontana con l'angelo e la statuina della Vergine Immacolata delle Viole erano rimasti intatti, perché la misteriosa perpendicolare di caduta era stata un'altra...

Un buon uomo che si occupa di giardini era venuto a soccorrerci: il tronco occupava tutto il viale d'accesso.
Poi i vigili del fuoco lavoravano alacremente e gli addetti dell'Enel ripristinavano i cavi elettrici strappati dalla caduta del poderoso monumento....
tanta gente, voci, piattaforme sopraelevate...
Ma io non sentivo alcun rumore: l'ultimo era stato quello dell'albero che cadeva.
"Avrà tanta legna il prossimo anno", diceva qualcuno...

La visuale di Dio

Osservo l'albero della Riconoscenza stramazzato al suolo e mi chiedo come un essere di tale forza possa essere lì.. ai miei piedi, semplice ed umile nella sua maestà bonaria..
attorno a lui si affollano incredule, intere famiglie di passerotti e pettirossi...saltellano qua e là, quasi tentati di trovarvi ancora rifugio...

Quale rapporto leghi le creature del cielo  ai possenti giganti arborei..me lo chiedo ora...: cosa rappresenti nascere e vivere su di un albero...
E cosi' cerco di perdere la visuale meschina dell'essere umano, che rapporta tutto a sé stesso in ordine di necessità... e di dimenticare il mio dolore, quello che nasce dal voler mantenere sempre tutto immutato, per sempre.

Inspiro effluvi di resina e aghi di pino, in silenzio sento che l'aria sta cambiando.
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Stasera alle 22 vi aspetto per un incontro senza parole, senza preghiera, ad ascoltare lo Spirito.

E che sia Pace e Luce

venerdì 23 gennaio 2015

Traders del cuore e... cacciatori di amore

Un amore tra finanza e segreti

Cara Mirina,

sono Soledad, ho 23 anni e sono da due anni una lettrice del blog...sì, non è il mio vero nome, ma ci tengo alla mia privacy e poi non vorrei che qualcuno mi riconoscesse, pur avendo un nome più comune...Ti scrivo perché da un anno sto frequentando un ragazzo bello e anticonvenzionale, di 15 anni più grande, appunto, lui mi ha introdotta al mondo dell'alta finanza e poi attraverso di lui anche il mio ragazzo sta iniziando a fare trading on line.

Amare un broker 

Con il mio lui segreto ci vediamo nel tempo libero e finora non avevo mai investito un euro di mio, ma faceva tutto lui , che per semplicità chiamerò Winner, lui è come un cavallo di razza, corre per vincere e spesso così succede.
Purtroppo sono anche legata al mio fidanzato da una lunga storia che non vorrei spiegare e non voglio lasciarlo, per ora. Non so neanche se Winner mi vorrebbe vedere in modo diverso da adesso.
Lui dice che dà il meglio di sé così. Finora mi ha riempita di regali e fatta investire attraverso le sue risorse finanziarie ed ho "guadagnato" davvero tanto...



Compartecipare ai suoi investimenti

Ora mi chiede di fare il salto finale, cioè di usare le mie risorse per investire con lui.Una specie di matrimonio finanziario dove dovrei per la prima volta usare il mio nome.
Ti chiederai perché voglio chiedere agli Angeli di questa mia storia, ma anche se sembra strano io so pregare.
Non so come dire, credo che i soldi e la fede non siano per forza separati.



Non voglio fallire nella mia vita

Io sono una donna dei pesci, romantica ma con un desiderio forte di emancipazione dagli schemi miseri in cui sono cresciuta (mamma era sempre a casa ad accudire noi figli e un padre sempre assente, per noi  hanno lasciato l'università e ora sono pensionati infelici).
Insomma..non so se potrò mai essere felice, ma vorrei essere ricca, pensi che io vada controcorrente?E cosa puoi dirmi del mio Winner..è il tipo giusto, magari per un futuro?
Perdonami Mirina come solo tu sai fare per queste domandine frivole...so che ci sono molte cose più importanti ma sono rosa dal dubbio: faccio bene??
Rispondimi presto ti prego!

L'entusiasmo muove il mondo, ma guai ad adottarlo come consigliere

Cara Soledad,
come molte delle ragazze della tua età arrivi col vento impetuoso dell'entusiasmo e sei pronta a far risucchiare tutto nel fantasmagorico ciclone del tuo ardore...
Chi sono io per dirti cosa fare?
Mi sembra che tu abbia deciso tutto, persino la vita del tuo fidanzato e dei tuoi genitori, tutti e tre' sono caduti sotto i colpi inclementi del tuo cinico pressapochismo.

Cosa cela il tuo desiderio?

Ma sotto la tua baldanza e disinvoltura si cela una ragazza che so essere più assennata e profonda di quanto questo mondo che inneggia alla profittevole promiscuità, possa offrire.
So che per essere "grandi" in un mondo che cambia, non c'e' posto per i "ma" e i "se" e che se vuoi costruire una vita ed un pensiero, devi rischiare in prima persona, accettare di perdere, ricominciare o anche valutare quanto valga un successo.

Rintracciare criteri di vita etici non è solo un modo di dire

Se il danaro che guadagni a questo modo non lede nessuno (sei certa di questo? )e se come mi hai detto altre volte " ti potrebbe servire per fare del bene" non lo trovo disdicevole.
Ma sei certa che accadrà? Sei certa che il "mondo dell'alta finanza" sia questo? E sopratutto che sia confacente ai tuoi scopi, al tuo cuore?

Esistono i cacciatori di dote e di belle speranze

Tutti noi abbiamo incontrato cacciatori più o meno spietati di denari e di cuori, tutti noi abbiamo sofferto e soppesato..non sempre in quest'ordine.
Questo mondo fittizio dove amore e denaro collimano spesso con frode o millantato, con davvero poche regole per essere considerati davvero etici..deve almeno soddisfare i tuoi acerbi criteri di discernimento.
Dunque dentro di te hai un giudice sincero, che sa parlarti con la voce del tuo cuore.

Accortezza e discernimento

E dunque, se vuoi, cavalca il destriero lucente, ma spesso evanescente, di questa gloria, ma sii presente ad ogni tuo atto, senza mettere in pericolo le tue rendite e sopratutto non quelle dei tuoi genitori.
Guarda anche in faccia il tuo fidanzato e poi "Winner" e decidi chi dei due rappresenta davvero la solida opportunità di Amore.

Alla fine della strada ci sono sempre i tuoi Angeli 

Ma se poi decidi di  vivere questo tuo momento, giovane amica, sii pronta ad ascoltare gli Angeli, che, sappi,
non ti abbandonano mai: neanche quando noi altri, Mirina compresa..non riescono a comprenderti così bene.
Pregheremo per te, come per chiunque si trovi a  far di conto con questi tempi confusi e nebulosi, dove enormi ricchezze sembrano potersi paragonare allo sfavillio di un cuore generoso.
Pace e Luce