venerdì 21 novembre 2014

Voci nella brughiera

Angeli e spiriti

Cammino a piè sospinto nella brughiera..più oltre il sole muore tra i veli delle nebbie che rendono soffici le cime, il mio passo è agile sulla terra umida, un lucore mi accompagna timido e velato...
sembra che mille piedi timidi camminino dietro di me e seguano i miei passi...angeli o... spiriti?
I miei Angeli sono sempre accanto a me, impalpabili e soffici come la carezza del  vento..ma sento dell'altro...
Oltrepasso veloce il vecchio cimitero di campagna, ma poi indugio un po'..non è tetro, ma pieno di pace, con quel cancelletto arrugginito in cima alle scalette di pietra e le lucine fioche...

E le voci chiamavano "Mirinaaa"...

A volte mi sembra di sentirli parlare..quando entro per commemorare qualche amico che non c'e' più...non amo le cerimonie funebri, ma la serena compostezza di quei semplici luoghi di pace, sì...
e quando sono lì, a volte..un insieme di suoni rapidi e ritmici mi avvolge..mille voci....sottili , sommesse, quasi un chiacchiericcio...come se entrassi in un paese nuovo e da mille finestre parlassero di te, curiosi...
 "Mirinaaaa"...
...non ho paura, ma cerco di trovare una spiegazione...per non lasciarmi sopraffare da ciò che ascolto...
Ora sono abituata, ma le prime volte mi appariva strano...mai spaventoso...


Le nostre lacrime li richiamano 

Ora so che alcuni di loro non vogliono ancora andare via, quelli non rassegnati o coloro che, sebbene trapassati, siano in pena per i loro cari.Altri hanno troppo attaccamento per ciò che erano in vita e rimangono troppo a lungo... sino a perdersi nelle ombre.
Ecco perché sprono sempre amici e conoscenti di pregare per i loro cari senza piangere, ma con gioia e con speranza di felicità duratura.
Ma la fede vacilla e il cuore umano è fragile...
Le nostre lacrime li richiamano....

Un esperienza di premorte

E' difficile dire, ma io che sono tornata da quel mondo..dove sono stata per un tempo troppo breve per poterlo esplorare..ricordo che avevo ancora la sensazione di avere un corpo fisico, ma che l'aria sembrava incredibilmente fresca e leggera, che mi libravo in alto nella stanza, come se non ci fosse la forza di gravità a trattenermi...ricordo che avevo una grandissima paura di allontanarmi dal mio corpo, che giaceva sotto di me e di non potervi rientrare...
Non cercai queste esperienze, accaddero inaspettate.

Come le anime sostano dopo la morte

A seconda del livello di coscienza e del loro stato, al momento della morte fisica, le anime sostano per un tempo lungo o breve e le nostre preghiere possono fare la differenza.
Possiamo spronarli ad andare gioiosi dal Padre, dove tutto è immenso Amore.
Preghiamo perché il nostro amore conforti i nostri cari e coloro che hanno varcato la soglia, ricordiamoli con preghiere e salmi di conforto, stasera, alle 22.
Perché solo con la gioia e l'intensa felicità del nostro cuore, soccorreremo chi di loro fosse ancora indugiante sulla soglia...
Quando il corpo fisico è seriamente danneggiato o sia arrivato il momento che il Signore ha stabilito, occorre aver chiarezza e seguire la via dell'amore e dell'abbandono a Dio...rimanere in uno stato intermedio oltre il tempo concesso, nuoce a quell'anima, che ha un lungo cammino davanti a se'.
 Ma l'immagine del suo vecchio mondo ha per chi sia appena morto una grande attrattiva e le voci di coloro che hanno lasciato possono ancora confonderli.


La preghiera per i cari defunti

Vi propongo questa sera di riunirci con la preghiera dei defunti, perché noi si possa estendere il nostro aiuto ai disincarnati e li si possa sostenere con il nostro affetto e la nostra speranza.

Ciò che ci separa da loro è un velo sottile, ma è bene non indugiare nell'ombra, ma vivere i nostri giorni sereni, presenti e grati  di ogni momento, dell'immenso dono di Dio che è la nostra vita.


Pace e Luce

martedì 18 novembre 2014

Semplicemente

Ritmi agresti

Il sole luccicava sulle foglie argentee degli ulivi prossimi alla raccolta e l'aria frizzante del mattino era mossa da una lieve brezza che faceva cantare gli alberi, le timide cinciallegre accudivano all'ultima nidiata cinguettando serene...
Passeggiavo in quest'incanto vicino al podere e con i cagnolini al seguito raggiungevamo il vecchio campo coltivato da Riccardo, un anziano contadino che con sua moglie aveva vissuto una vita semplice ed agreste, minata dalla perdita dell'unico figlio, dramma cui aveva contrapposto una tenace sopportazione, soffocando il dolore per amore della sua compagna.

"Oh Mirina, ci vieni a trovare ??", gridava a me dalla rupe
La consuetudine di andare a trovarli era divenuta un piacevole diversivo, durante alcune mattine solitarie al podere...


La vigna morirà con me

Riccardo aiutava tutti coloro che glie lo chiedessero, con l'animo soave di chi non avesse pesi sulla coscienza, anche se uno l'aveva ed era quello per il suo amato figlio, strappato giovane alle braccia di sua madre in un tragico incidente.Quando si accennava alla cosa non si lamentava mai, volgeva lo sguardo e cambiava argomento e lì sapevi quanto fosse sempre vivo quel dolore.
Poi, anni avanti, quando aveva saputo di avere il cuore malato, aveva deciso di sdradicare tutta la sua vigna, che era stata la sua grande gioia e il suo orgoglio: l'aveva piantata per quei nipoti che pensava avrebbero allietato la sua vecchiaia, mentre la sorte l'aveva privato di questa giusta ricompensa.
Così, come ultimo atto di coerenza e prima che altri lo facessero per lui o fosse venduta a terze persone, la sdradico' pianta per pianta, ammucchiandola al centro del podere e appiccando poi un grande fuoco.
Fu un enorme dolore che pochi compresero.

Ricordi

Ma quella mattina della mia passeggiata, Riccardo era impegnato con gli ulivi del suo terreno e agitava verso di me la mano nodosa e piegata dall'artrite, come a dire: "Vieni".
Sapevo che mi avrebbe offerto un bicchiere di vino, che io avrei rifiutato come sempre e allora avrebbe optato per un caffè..non gli sembrava possibile che potessero esistere persone astemie, tanta importanza aveva dato alla sua vigna.
"Mirina, di vino buono non ce n'e' più tanto, questo è l'ultimo" mi aveva detto
"lo so Riccardo, va bene...allora ne accetterò un poco.."
Allora lo vedevo ravvivarsi, abbandonava gli attrezzi e chiamava lontano "Mari', Mariiaa!!!"
E rivolto a me: "Va su" mi diceva, " Maria ti aspetta sempre..."
Salivo la ripa che portava alla loro casa bianca, che avevano riscattato solo 30 anni prima dalla mezzadria e sapevo che ad accogliermi ci sarebbe stata la moglie, indaffarata come sempre con i lavori nell'aia, le galline, le oche, i maiali, due gattini birbanti. Ma mi volsi indietro e all'improvviso una consapevolezza dolorosa mi colse e seppi che stavo sognando.

Il sogno

Riuscii a trattenere un'ultima visione di lui che agitava la mano dal campo..poi mi svegliai.
Ero triste e un po' addolorata. Nessuno mi aveva avvisata della sua morte, neanche la moglie, che forse era troppo fuori di sé per poterlo fare.Lo seppi per caso chiamando per sentire come stesse.
L'ultima volta avevo portato delle paste e l'avevamo mangiate fuori sull'aia, lui seduto su di una vecchia sedia accanto alla moglie, oramai appesantito dall'età e dalle cure mediche, non smetteva di essere pieno di premure: "Prendi una sedia, mettiti qui e racconta, come va?"
E poi, invece, la notizia che mi aveva addolorato di più...: dopo l'ospedale lo avevano portato in un cronicario, perché tardava a riprendersi.
Quanto avrei voluto essere quella figlia che non aveva mai avuto, per poter essere lì di diritto e potergli stringere la mano un'ultima volta.

Come apprendere la maestria di vivere 

Avevo capito che i parenti non avevano piacere nell'amicizia che era nata tra me e gli anziani coniugi e i motivi erano troppo miseri, anche solo per porvi attenzione in questo racconto...e così mi accontentavo di vederli solo qualche volta, di sfuggita e Riccardo mi diceva di averne sofferto molto.
Alla sua morte ebbi chiarezza pure del patrimonio di conoscenze dell'anziano contadino e desiderai tanto averlo ascoltato di più.
Anche quella mattina, svegliandomi dal sogno, sentii una grande riconoscenza per quell'uomo semplice e cordiale che aveva condiviso le chiacchiere e i ricordi dei miei primi anni al podere, quando io ero solo una cittadina ignorante dei ritmi della natura e mi sembrava fuori luogo indossare delle scarpe infangate o avere mani piene di calli.. ma non mi stupivo altrettanto di un cuore di ghiaccio...
Troppe erano le domande rimaste senza risposta..ma quella mattina  sentii il dispiacere di non aver avuto in dono una delle sue abilità più raffinate:


la potatura degli olivi.
In quel che faceva c'era maestria e saggezza, eredità e abilità di mestieri antichi e utili, insegnava la pazienza, la forza, l'impegno tenace...

Un insegnamento dall'al di la'

Con quello stato d'animo un po' rattristato, ero scesa dabbasso nel cortile del podere, i cagnetti ancora quieti dormivano in casa o nelle cucce ed intorno a me c'era molto silenzio...quasi macchinalmente presi  il vecchio seghetto a mano, riposto da anni  sotto la legnaia. Avevo sempre avuto la sensazione la potatura fosse un lavoro faticoso e difficile, ma quella mattina mi sembrò di giocare..:
 mi avvicinai al primo ulivo, da tempo abbandonato e con inattesa maestria, iniziai a segare un ramo, poi un altro e un altro ancora...sembrava facile e scorrevole, la pianticella sembrava cooperare al mio intento..vedevo la forma dell'ulivo emergere tra i rampicanti e i ramoscelli cresciuti scomposti..lavoravo febbrilmente sotto il sole, dimentica di ogni cosa...i rametti e gli esili fuscelli cadevano e altri li tagliavo con perizia con le cesoie...non sapevo dove avessi appreso quella maestria e quand'ebbi finito ero quasi commossa: l'alberello era potato.
Dentro di me sentii allora una voce che conoscevo bene:
 " Così mi pare meglio, no?"
E allora compresi che le persone possono morire, ma non il loro Spirito.
"Grazie Riccardo di essere tornato per insegnarmi, non ti dimentichero' mai! "dissi tra me e me.
Con le lacrime agli occhi, iridescenti di sole e di gioia, lo vidi ancora una volta allontanarsi e poi  volgersi verso di me e  agitare la mano.
Semplicemente, come era vissuto.



Pace e Luce

venerdì 14 novembre 2014

Chi è felice della propria vita?

Il supplizio dei ricchi e dei gaudenti

I Santi e i Beati sono esseri che hanno trasceso i desideri, lo sappiamo bene, ma oggigiorno la "beatitudine" ha assunto altri significati: è perciò beato chi è ricco e ha la possibilità di procurarsi agi, piaceri e beni senza fine secondo il proprio estro.
Immaginate una vita a cercare di accontentare il vostro estro, senza criterio o moralità.
Non è difficile credere che alcuni di loro siano morti pazzi o suicidi o si siano ritrovati abbandonando le ricchezze e iniziando una vita di totale ritiro in qualche monastero o ashram indiano.
Certo, il diritto ad una vita decorosa é giusto e comprensibile, ma il desiderio ad oltranza, incontrollato , fa più danni che altro.

Le Beatitudini Evangeliche

Ritornando ai nostri Santi, basti pensare alle Beatitudini evangeliche: afferma a questo proposito Mario Mazzoleni,teologo e giornalista, che dopo l'ordinazione sacerdotale, si rese edotto anche nei temi delle filosofie orientali: "Le Beatitudini Evangeliche mostrano chiaramente quanto i criteri di felicità prospettati da Gesù siano esattamente l'opposto di quelli insegnati nel mondo.Sono ben pochi al mondo coloro che giudichino una fortuna essere povero, afflitto, mite, perseguitato per la giustizia, insultato,calunniato ecc.
Una persona che riassumesse in sé tutte queste condizioni, susciterebbe la più penosa commiserazione. Nessuno direbbe: "Beato lui" a colui che avesse anche una sola di quelle beatitudini"

Chi vincerà sulle passioni terrene?

Eppure, sottolinea il Professor Mazzoleni, poche persone sanno che la Liberazione consiste nell'estinguere il più piccolo seme di desiderio e prosegue: " Il momento della morte distinguerà il perdente che vorrà vivere ancora nuove occasioni e colui che invece risponderà alla chiamata con lo spirito di colui che ha combattuto la sua battaglia e ha vinto".

Apprendimento dinamico e discriminazione

Queste parole illuminate dovrebbero farci riflettere , senza smettere di considerare le possibilità umane come uno strumento per evolvere la coscienza, apprendendo dinamicamente dall'esperienza e dal giudizio che abbiamo maturato di essa. Aver commesso errori non significa trovarsi in una valle di lacrime, ma aver compreso perfettamente la gravità dell'errore e la sua risonanza in noi e nel mondo.
Fare della propria vita un luogo felice, non impedirà a nessuno di imparare dalle proprie esperienze e da quelle del nostro prossimo.

Imparare la preghiera dei Beati

Apprendiamo quindi quell'Insegnamento Sublime che ci indica la realizzazione di ogni desiderio nel profondo della nostra anima, nella quiete serena del cuore e della mente, lontani da ogni turbamento,
come fieri figli di Dio.
Preghiamo per raggiungere la gaiezza nel momento di turbamento, sentire la vicinanza del Signore quando crediamo di essere abbandonati e il rifulgere del Suo conforto quando siamo attanagliati dal dolore: renderà inique e misere tutte le seduzioni del male e allora saremo veramente liberi di evolvere in magnanimità e beatitudine.
Vi aspetto questa sera alle 22, come di consueto.
Pace e Luce

mercoledì 12 novembre 2014

Le parole degli Angeli

Dolcezza e tenerezza

Gli Angeli ci insegnano delle parole nuove?
No, sono parole che abbiamo conosciuto sin da bambini, quando ci si rapportava a noi con la dolcezza e la tenerezza dovuta a quella piccola vita che entrava timidamente e dolorosamente nel mondo.
Nei tempi dell'infanzia e della giovinezza si impone a tutti un contegno:

Divieti e assurdi privilegi

" Non dire questo di fronte al bambino", " Non fare quell'altro"
"Fai attenzione che ti sente"...
Preserviamo nel bimbo uno stato ideale..interrotto a volte dalle immagini televisive, che irrompono all'improvviso e allora pensiamo:
"Prima o poi si dovrà abituare"...e nessuno aggiunge nulla, quasi la TV fosse un deus ex machina, cui si concede tutto perchè tanto "è il mondo".
Ma non è così: ogni minuscola stilla di verbosità prolissa, di crudele sagacia, interrompe un sogno nel bambino e viene recepita con dolore.Figuriamoci immagini orribili e toni sarcastici...


Bambini ed Angeli 

I bambini sono la nostra anima più pura, venuta al mondo per imparare.
Insegniamo ai bimbi che alcune cose non sono bene e che la televisione spesso dice bugie.
Innanzitutto, diciamo loro quello in cui devono credere: bontà, lealtà e carita'.
Indichiamo loro come difendere con solidi argomenti il loro punto di vista, spieghiamo loro che altri bambini meno fortunati, non hanno avuto genitori che li abbiano aiutati a capire il mondo.
E quindi non sarà difficile per coloro con cui parleremo, per i nostri figli e nipoti, "capire" le parole degli Angeli.

Una legge chiara: far male da dolore

Infliggere il dolore a noi, come per le altre creature, è male e si deve evitare a tutti i costi.
La necessità di un medicina cattiva non è più necessaria ai nostri tempi!
Da questa prima regola molte altre, come quella della verità, detta con garbo e coraggio, cercando di non offendere alcuno.
Ma averne il coraggio è il nuovo insegnamento.
Osservare con rispetto e ammirazione quell'anima pura e consentirgli di esprimere le sue doti.



Un poco alla volta i Valori Umani dovranno essere resi comprensibili e a noi farà bene un buon ripasso con nipotini e amiche.
Lealtà
Generosità
Presenza
Laboriosità
Verità
.....................
E' più che un gioco: è la strada dell'Amore!
Pace e Luce

martedì 11 novembre 2014

Cronaca di un miracolo

Miracoli e ragione

Oh sì, di miracoli ne ho visti tanti, ma così tanti..che potrei scriverne un libro...e anche la mia vita non è stata da meno..li ripercorro spesso con la mente e mi chiedo: com'e' possibile che sia accaduto? La mia parte razionale riesamina spesso i fatti alla ricerca di una spiegazione.. che invariabilmente non c'é...
E così ho deciso di raccontarvene uno degli ultimi,  non il meno eclatante e del quale non cesso di rendere grazie ogni mattina.

Quella sera al rifugio

Dovete sapere che la scorsa estate, i ritmi del mio lavoro al rifugio erano molto concitati e sembrava difficile riuscire a conciliare tutto, perciò il coordinamento dei compiti  lasciava a desiderare e così pure la mia memoria...ma tutto questo non serve ancora a giustificarmi ai miei occhi.
Ora quella sera mi recavo come di consueto alla Messa domenicale al pomeriggio e certa dell'assicurazione dei miei collaboratori al rifugio, che avevano richiamato cani e gattini, mi mossi a  congedare l'ultimo assistito di quella sera in studio.
Ecco allora che  dopo un'ultima occhiata ai piccolini, mi affretto sulla soglia con giacca e ombrello, visto che come sempre nell'ultima estate, minacciava vento e  pioggia...
Chiusi la porta serrandola e mi affrettai a piedi, ridiscendendo nervosamente il crinale che mi separa dall'abbazia dell'anno 1000, dove in un' atmosfera anche troppo aulica, si dice Messa al pomeriggio.

Visioni

Terminato ch'ebbi il lungo viale alberato e prossima alla discesa che porta alla valle di querce secolari, iniziai a sentirmi fortemente a disagio.
Un senso di dolore, misto a paura...e all'improvviso mi venne agli occhi una visione chiarissima: Rocky,un cagnolino di quasi 20 anni, in mezzo al campo, abbandonato sotto l'albero di cachi, dove spesso adagiamo la sua brandina di vecchietto.
Lui è oramai incapace di deambulare senza assistenza, a causa della vestibolite cronica, ma sempre sveglio e pieno di desiderio di vita e fame e voglia di passeggiare...era lui nella mia visione...

Pensieri molesti?

Cercai di scacciare il pensiero..perché mai dubitare sempre di chi ci aiuta?
 "Sei troppo abituata a controllare tutto: dai anche agli altri un po' di spazio", mi rimproveravo mentre scendevo verso la chiesa.
In quel momento le campane scoccarono l'invito a raggiungere la messa, ma per me fu come se avessero decretato il dietrofront delle mie gambe.
All'improvviso nella mia mente s'era parata una consapevolezza nettissima e nel suono delle campane m'era sembrato di sentire uggiolare lontano...la casa era troppo lontana e sì , doveva essere la mia mente troppo preoccupata, infatti i piccoli erano tutti in casa e al sicuro...fuori c'erano solo ..i due cani aggressivi che avevo recentemente salvato per rieducarli...!!
Le mie gambe presero a muoversi sempre più svelte, mentre cercavo alla rinfusa nello zainetto il mio telefono, sempre spento quando mi reco in qualche luogo benedetto..ma quel giorno maledissi quell'abitudine e telefonai senza indugi al ragazzo che mi aveva aiutato, esordendo subito: " Hai messo Rocky nel suo lettino?"
Dall'altra parte si sentì un silenzio che mi sembrò durare in eterno...poi la voce disse: "credevo l'avessi chiuso tu, Mirina"...

Dio mio cosa ho fatto

Ricordo che il sangue mi si raggelò, il cuore smise di battere e per poco non caddi a terra...vidi in un attimo lo scempio che avrebbero potuto compiere i due grossi canoni aggressivi: un molossoide di 40 chili ed un maremmano di 60 ...entrambe portati a dilaniare e uccidere prede e pupazzetti..ad aggredir persone, persino, come era accaduto prima che li rieducassi...vidi con gli occhi della mente il povero Rocky o quel che rimaneva di quel fiero cane coraggioso, un mucchietto di ossa che lottavano per vivere con dignità.
Chiusi gli occhi come per non vedere lo scempio di cui sarei stata testimone.
E mi chiedevo: "Signore perché? Non potrò dimenticare un orrore del genere, perché lo hai permesso?Non mi perdonerò mai..il mio povero Rocky, vecchia scema che non sei altro...".
Tutto questo si agitava in me..ma l'unica frase che sentì dall'altra parte del telefono il mio interlocutore fu : "Dio mio cosa abbiamo fatto..."
Riagganciai veloce senza sentire cosa dicessero dall'altra parte...nessuno sarebbe potuto intervenire prima di me e nessuno poteva entrare con quelle due belve sciolte, magari prossime a contendersi i resti del mio povero, povero amore benedetto...
Dio se pregai..le gambe mi dolevano, correvo e poi ,senza fiato, arrancavo sulla collina ripida, gli occhi pieni di lacrime e di orrore.."Signore, Signore" pregavo...
Giunsi al cancello e i due cagnoni abbaiavano lontano, avevo i capelli dritti in testa e la scena che immaginavo di trovare mi ottundeva i sensi...ciononostante avanzai veloce e sicura verso di loro, sorretta da una forza che credevo di non possedere.

La lotta

Rocky era ancora lì, sotto l'albero( dunque era lì!!), si era ritirato, rannicchiandosi accanto al tronco e ringhiava con le poche forze che aveva, tenendo a bada i forsennati.
Dio mio: mi aveva aspettato..era vivo..ma sapevo che l'esito dello scontro non era deciso, perché quei due non avrebbero ascoltato le mie proteste. Non rispondevano affatto, sebbene li chiamassi a gran voce e mi risolsi a fare quello che si sarebbe rivelato un grande errore:...corsi sotto l'albero e  abbracciai Rocky, piccolo ferito, sollevandolo verso di me...
ma la rotweiler non aspettava altro: saltò d'un balzo verso di me e lo prese per la collottola, sbatacchiandolo, io mollai al presa perché non lo torcesse e lui rotolò via,  sballottato in una corsa folle, dietro l'efferato cagnaccio.
Al seguito il grosso maremmano andava ringhiando e immaginai si contendessero i resti del mio povero e non smettevo di intimare un "Noooo" disperato e rauco, oramai inascoltato da tutti.
La gimcana durò un tempo infinito ed io corsi dietro di loro, qua e là senza riuscire a riprendere quel che oramai credevo  essere un cadavere....
Poi sentii un vociare fuori del cancello:  era il dog sitter che era sopraggiunto e mi chiamava, che non poteva entrare a causa dei cani ribelli e pericolosi, ma mi volli assicurare che non facesse follie:
 "Non entrare", gridai disperata "..è morto, è morto".
In quel momento in cui gridavo: "Noooo", più al cielo che non ai cani, in quel preciso momento, dopo un ulteriore mezzo cerchio di trascinamenti del povero corpo inerme...la rot weiler si sedette accanto a me con quello straccetto nero ben saldo tra le fauci, mi industriai un'altra volta a toglierglielo, senza speranza, oramai, a mani nude sollevandole le possenti mascelle...

L'aria del Miracolo

...E  non so dire cosa sia cambiato in quel momento: l'aria, il tempo, i profumi, l'aspetto del mondo..quasi inerte e senza moto alcuno..tutto fermo..lei si lasciò disserrare le fauci e lo mollo'..io non lo alzai ancora,  per evitare che me lo strappassero di nuovo di mano, ma lo coprii con tutto il mio corpo, distendendomi su di lui, per proteggerlo: i canoni mi volevano bene , nonstante tutto e a me forse non avrebbero fatto del male...ma lui:..sentivo il suo cuore battere all'impazzata..era vivo, ancora vivo..
 Nel frattempo i cani sembravano essersi calmati..non apparivano più loro, ogni ansia era scomparsa, ogni riottosità sedata...mi alzai guardinga e incredula: risolsi che la più pericolosa fosse la rot, così mi tolsi le scarpe per camminare meglio e la sollevai di peso ( e non so come la mia vecchia schiena abbia retto a quello sforzo), calpestando ortica e rovi  senza sentire alcun dolore... la portai al recinto di legno e con la coda dell'occhio scrutavo  il suo compagno incitandolo  a seguirci ...cosa che inaspettatamente fece di buon grado.
Non appena chiusi i canacci, urlai al dog sitter e quello  scavalcò il cancello e andò in aiuto di Rocky, che credevo mezzo morto: ma che invece era vivo..inspiegabilmente vivo!!


Lo tastammo ovunque, solo un piccolo graffio da niente...come era possibile? Lui orinò subito per la paura dello scampato pericolo e accettò dell'acqua e addirittura del cibo.. una tempra d'acciaio, nonostante le sue quasi 20 primavere...

Ora sapete anche voi

Ma seppi chiaro Chi ringraziare...: nessuno più di me riconosce quel mutare graduale dell'immagine terrena e quel suono che non è più un suono... ma il compiersi di una prodezza che non ci appartiene.
Ora sapete anche voi, amici miei.
Niente è scontato, niente avviene che Dio non voglia: a noi  pregare e affidarci, perché il compito che ci è stato affidato sia leggero, perché gli Angeli ci assistano nelle prove.
Ancor oggi ragiono e mi dico che non avrei potuto vivere con un tale peso sulla coscienza: ogni giorno ringrazio di averci protetti un'ennesima volta.
E a voi dico: abbiate fede sempre e non abbiate paura, affidatevi e proseguite il cammino, fate degli Angeli di Dio il vostro conforto. Ora e sempre, nulla vi farà più alcun male.
Pace e Luce

venerdì 7 novembre 2014

Come affrontare le esperienze dolorose

...E uscirne più forti e sereni

Cari amici del blog, simpatizzanti, viaggiatori del web, fratellini e sorelline nella Luce:
è chiaro che i tempi siano maturi per una serie di avvenimenti di difficile comprensione, che a volte ci lasciano basiti e confusi, tanto contrastano con la nostra coscienza.
Ma tutto questo appare in una luce ancor più oscura se lasciamo che travolgano la nostra vita e determinino il nostro stato interiore.
Se emaneremo angoscia non faremo altro che rispondere come fuscelli agitati dal vento alla bufera di livore che imperversa.....
"Ogni rosa, per magnifica che sia, ha le sue spine..così per arrivare ad annusare la sua fragranza dobbiamo prestare attenzione...".
"Attenzione" è una parola scomoda, ai nostri giorni: sembra che tutto dica: fai di più e più svelto che puoi e l'Attenzione?
Ricordiamo i momenti tristi come ricordiamo una rosa, che ha le sue spine, ma il cui profumo ci ha trasmesso infine gioia ed ha stimolato la nostra Attenzione, affinchè non ci pungessimo. E semmai ci fossimo punti, avremmo odiato, allora, la rosa?


l'Intelletto, facoltà superiore all'intelligenza, che si avvale della Sapienza dell'Anima, saprà indicarci il giusto cammino.

Perciò non è detto che quello che ci accade non sia davvero una prova, uno sforzo che ci è richiesto, per farcela: compiere un balzo verso la meravigliosa unità dello Spirito, che ci permette di vivere la Pace al di sopra delle nefandezze che i nostri tempi non possono ignorare.

Ma bisogna imparare a "saper guardare"

Uno spettacolo furioso, un tema crudele, uno strale ignominioso...tendono a farsi inseguire dalla nostra mente se essa non è allenata.
Un dolore, una malattia, un contrasto familiare, provocano non poco sconcerto e disorientamento.
Occorre un promemoria da usare nelle avversità: bisogna saper guardare ad esse equanimamente.
ma non sorprendetevi se non accadrà in un giorno!
Guardate a chi soffre con comprensione e mettetevi al loro servizio, ma guardatevi dall'accollarvi il massimo della pena, rimestando nelle sofferenze vostre e altrui.
La prova del fratello è la vostra stessa prova, vista da un'altra angolazione e come tale deve essere trattata.
Intendo dire che occorre aiutare e coadiuvare sempre con animo lieto, quasi distaccato..nel senso che ogni cosa tornerà al suo posto, se sapremo imporre giudizio nel vivere le prove.

Come allenare il nostro spirito

Per farlo dobbiamo allenarci, come lo facciamo per il corpo  nella palestra o correndo, facciamolo nella strada dei pensieri, imparando ad amministrarli con saggia discriminazione.
Portare attorno a noi  il bello e il sereno è facile, una volta che si conosca la chiave d'accesso.
Tutto diverrà più facile e se cadremo preda della tristezza , sarà utile ricordare ciò che avevamo promesso.
Una mente serena porta tanta armonia intorno a sé..e il mondo si conforma ad essa!

Le sofferenze non sono punizioni ma occasioni

Considerate così ogni avvenimento, non come una punizione, ma come una buona opportunità di imparare la magia della vita, la forza e il potere supremo di amministrare i vostri moti interiori.
Prima o poi avrete come tutti piccole e grandi prove, perciò dobbiamo essere pronti e svegli.
Nella vita molti temi sono creati dalla mente ed ad essa ritornano come boomerang: scoprite dove dimora la Verità e dove il Dubbio e la Falsità.

Primo dovere: liberarci del rancore

Dovunque sia allignato: nel passato o nel presente...in quel che pensiamo di aver perso...
Scoprendo dapprima come liberarci dal rancore e dal risentimento, col perdono, elimineremo gran parte delle vibrazioni negative che ci affliggono.
Poi occorrerà impegnarsi momento per momento, verso ogni pensiero.


Innocenti e fiduciosi, l'atteggiamento attraverso il quale otterremo la Grazia di Dio

Coraggio, un po per volta!

La Visione Angelica

Tante benedizioni , stasera alle 22, scopriremo come ottenere la Visione Angelica, ossia intendere profondamente cosa stiamo vivendo e perché lo stiamo vivendo, valutando di saper cambiare rotta se siamo fuori strada e come farlo... per divenire uomini e donne che faranno la differenza nel nuovo Mondo ....che statene certi : sta arrivando.

Uniti nella Preghiera per tutti coloro che stanno soffrendo e che si impegnano nonostante questo nel far bene..nell'abbraccio stringiamo chi è nel dolore e lo teniamo stretto a noi perché conosca ogni Gioia e Salvezza.

Pace e Luce

mercoledì 5 novembre 2014

I giovedì di Mirina

Tutti invitati

Siamo ancora tutti rasserenati dal ritrovarci assieme per il giorno di Ognissanti, quando alcuni di voi mi raggiungono al podere: un abbraccio, un saluto ai cagnolini, un momento rapido di preghiera, per poi scambiarci simpatia e ricordi..tanto affetto della comunità degli Angeli...
Ma per chi ancora non mi abbia conosciuta o non sia tra i miei assistiti e sia interessato a far parte del gruppo di preghiera del venerdì, può avere adesso l'occasione di parlare con me.


Credo che sia giudizioso ed anzi indispensabile, predisporsi all'incontro di chi ci segue affettuosamente da tanti anni, ecco perché mi sono battuta col team del blog degli Angeli perché questo fosse reso possibile.
Non mi interessa chi voi siate, nè donde veniate: sarà sufficiente dire "Voglio parlare con Mirina" e sarà predisposto un breve incontro telefonico con me.
Breve perché, come i miei assistiti sanno bene, devo tutelare la mia voce, che purtroppo non è più così chiara a causa delle tante ore in studio con utenti, assistiti ed allievi dei corsi.

Donne al telefono

Vi aspetto però a braccia aperte e sono ansiosa di conoscere la voce di quelle tante lettere che ho ricevuto e cercato nel mio piccolo di consolare: voci di donne o ragazze, voci con il cuore infranto o con l'anima in pena, persone che hanno bisogno di sapere che ci si cura anche di loro.
Ma anche uomini, i nostri fratelli del blog, che sono meno inclini a seguirci su Facebook, ma che scrivono tanto e più delle loro compagne.
In questa occasione potremo parlare e ascoltarci per la prima volta come amici veri.

Vi aspetto per conoscervi tutti

Sarà sufficiente scrivere in privato e accordarsi per una telefonata  di contatto e conoscenza.
Senza attese, una chiamata nella riservatezza del mio studio,
per stringere un'amicizia  rimasta finora confinata alla pagina del blog.

Perché ora più che mai, di fronte alla virtualità imperante, di fronte al silenzio impostoci dallo schermo spento del pc, dobbiamo sapere che ci sono persone e non macchine a risponderci, che un servizio di assistenza e conforto può essere svolto sì con cortesia e competenza, ma anche con affetto, dedizione ed onestà.

Questa sono io, Mirina, per chi voglia conoscermi la porta è aperta e non c'e' un "ticket" da pagare.

Ho strappato al web master quest'opportunità, per offrirvi quest'occasione unica, affinché scopriate quello che i miei assistiti sanno da vent'anni: e cioè che sono reale e quel che viene narrato sul blog è proprio la mia esperienza personale e che  il valore della mia amicizia non viene mai meno.

Avremo modo di parlare e potremo stringere il legame di affetto e fraterna stima, per poter proseguire il cammino assieme in Pace e Luce.

Talvolta è necessario sapere di non essere soli, talvolta un conforto può arrivare inaspettato e quindi ti aspetto per conoscerti al Giovedì di Mirina.



                                                            Pace e Luce